Ott 22 2020

Brigate volontarie per l’emergenza. Primo tempo

22 otobbre 2020, di Vittorio – Malamente #19 (ottobre 2020)

Rompere la paralisi

Quando è stata estesa la zona rossa su tutta Italia ero a cena da amici. Al pomeriggio ero andato a osservare la “frontiera” sul fiume Cesano, la provincia di Pesaro era infatti già zona rossa, teoricamente inaccessibile. Sul ponte il solito via vai, soltanto in alcune ore le pattuglie stazionavano pigramente ai lati della strada. Improvvisamente la notizia è rimbalzata sui social e ci ha raggiunti quando eravamo arrivati al dolce.

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Ott 14 2020

Decine di famiglie supportate, ma la Colonna Solidale ha ancora bisogno di “forze attive, di donazioni e di fare rete”

Bologna. Il progetto partito durante il lockdown fa un bilancio delle attività svolte e sottolinea l’esigenza di portare avanti questa esperienza di “solidarietà dal basso”: continuano raccolta e distribuzione di prodotti di prima necessità, in connessione con “le lotte che danno respiro alla città, la partecipazione attiva, la difesa dei territori e degli spazi sociali”.

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Ago 25 2020

Fare ciò che Stato e Mercato non possono: la Mano Visibile. Come una rete di mutuo soccorso aiuta decine di migliaia di persone in Polonia

25 agosto 2020, da https://it.crimethinc.com/2020/08/25/fare-cio-che-stato-e-mercato-non-possono-la-mano-visibile-come-una-rete-di-mutuo-soccorso-aiuta-decine-di-migliaia-di-persone-in-polonia

Grazie a interviste con i fondatori e i partecipanti, analizziamo come una rete di mutuo soccorso in Polonia ha aiutato decine di migliaia di persone durante la pandemia di COVID-19 e cosa gli altri potrebbero imparare dal loro esperimento.

Questa è la seconda di una serie di puntate che analizzano progetti di mutuo aiuto in tutto il mondo nell’era del COVID-19 .

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Ago 21 2020

Brigate volontarie d’altri tempi. I sovversivi e il colera di Napoli, 1884

Gruppo di volontari per l'emergenza colera, Napoli 1884. Seduti a terra, da destra Luigi Musini e Felice Cavallotti

21 agosto 2020, da Rivista Malamente

Di Luigi (da Malamente #18, giugno 2020)

Il primo caso si verifica a Saluzzo, in Piemonte, il 28 giugno 1884, proveniente dal Sud della Francia. La malattia che presto comincia a dilagare nonostante i cordoni sanitari dell’esercito è, ancora una volta, il temuto colera. Una malattia di origine batterica, infettiva e contagiosa, che provoca diarrea, vomito e in poco tempo una grave disidratazione: gli occhi si infossano, la pelle si riempie di rughe, la morte attende dietro l’angolo. La trasmissione deriva da cibo contaminato, da poca igiene e scarsa disponibilità di acqua potabile, per questo è più facile incontrarla nei quartieri popolari piuttosto che nelle dimore dei ricchi. Il colera attraversa l’Italia, ad agosto è in Liguria, Toscana, Emilia, a settembre il focolaio peggiore colpisce Napoli. Qui, nel giro di due settimane i malati si contano a migliaia, quasi tutti tra i bassifondi della città, i morti arrivano presto a più di 8.000. Oltre all’esercito, inviato anche a sedare i tumulti popolari che andavano nascendo, arrivano a Napoli alcuni gruppi di volontari. Tra loro chi si batteva per un mondo libero dall’ingiustizia e dalla miseria sociale: anarchici e socialisti.

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Ago 9 2020

Pratiche di solidarietà o mutualismo conflittuale?

9 agosto 2020

Nello scorso weekend si è svolta l’iniziativa “giù la maschera”, una due giorni di presentazioni e dibattiti. Ma non è della bella e significativa iniziativa che si parlerà i queste righe, pur se in periodo di post COVID, una due giorni agostana e ben partecipata in una metropoli come Milano, merita un riconoscimento. È invece di una delle tematiche affrontate che mi preme fortemente ragionare.

Il dibattito su solidarietà, mutuo appoggio e brigate di solidarietà, ha lanciato un interrogativo che non era possibile evadere in quella sede, dal momento che dovrebbe essere un punto di riflessione più ampio, che non solo come FAI dovremmo affrontare. La seconda ondata del COVID potrebbe ripresentarsi oppure no, ma il tema della contraddizione insita nelle reti solidali, messa in luce dalla pandemia, dovrebbe tener banco come una questione di assoluta attualità.

La contraddizione sottolineata durante il dibattito, consiste nel dilemma esistente sulle pratiche di solidarietà, tra il configurarsi, malgrado tutto, come una sorta di stampella di un pubblico servizio inadatto a gestire le emergenze o creare un momento di rottura attraverso pratiche mutualiste che si debbono necessariamente delineare come conflittuali. Esiste poi un altro aspetto non di poco conto, ossia la legittimazione dell’agire, che il lockdown ha configurato come necessaria, quindi il doversi costituire come soggetto autorizzato ad agire e qui molte soggettività e individualità hanno dovuto scendere a compromessi con le più svariate associazioni di volontariato per poter operare liberamente senza incorrere in multe e denunce. Tutto ciò delinea una situazione assolutamente paradossale, che va però indagata e alla quale occorre reagire. Anche quando non dovessimo avere un nuovo lockdown, è però chiaro che si stanno spalancando le porte di una crisi socio-economica assai ardua da arginare, vista la sua sistematicità, e la sua estensione globale, le conseguenze sul piano locale si stanno già delineando, attività in chiusura, licenziamenti o ammortizzatori sociali inefficaci ed inefficienti, con un grosso impatto sul diritto all’abitare da parte di chi non ha un alloggio di proprietà o già non risiede in un alloggio popolare. Stiamo parlando di un potenziale di decine di migliaia di famiglie a rischio sfratto da qui ai prossimi mesi, nonostante il blocco delle azioni giudiziarie fino al 31 dicembre.

In questa situazione è oltremodo indiscutibile quanto sia necessario avere le idee chiare sulle strategie da adottare e sulle modalità per innescare un processo di mutualismo conflittuale, che non miri solo ed esclusivamente ad alleviare delle sofferenze o a fornire una alternativa più o meno temporanea, ma che sia una strategia di critica dinamica al reale, che nel momento in cui aggredisce una problematica sia in grado di trovare soluzioni di incompatibilità crescente con il sistema. Sistema che va ricordato ha generato il problema e non può fornire soluzioni altre da quelle che osserviamo, divario sociale, colpevolizzazione dell’indigenza, giustificazionismo rispetto alla disoccupazione in altre parole guerra ai poveri invece che soluzioni contro la povertà.

La capacità di agire all’interno di tessuti sociali complessi come quelli urbanizzati non è un semplice atto di buona volontà o di volontariato attivo, dovrebbe nascere da una strategia precisa, di utilizzazione della fase emergenziale della crisi per disarticolare, de facto, la narrazione che accompagna il sistema di governo dei territori.

Sono quindi necessarie alcune domande strategiche per snudare il problema nelle sue pieghe più recondite e si sarebbero dovute porre durante le fasi più critiche del lockdown. Ma a ben guardare, i processi e le accelerazioni indotte dalla pandemia, hanno solo innescato mega assembramenti virtuali, capaci di partorire rivendicazioni che non hanno segnato nessun punto di rottura o nessuna tendenza alla destrutturazione del sistema, che di fatto ha generato e continuerà a generare questo tipo di catastrofi. Piattaforme di rivendicazione tutto sommato sovrapponibili anche se elaborate da aree politiche apparentemente differenti, il che la dice lunga sulle differenze sostanziali che tendono a sparire quando in gioco ci sono la contrazione della capacità di soddisfacimento dei bisogni basilari da un lato e la privazione di alcune libertà fondamentali dall’altro. La schizofrenia ha avuto il sopravvento portando a situazioni grottesche. È mancato un momento di lucidità che fosse in grado di andare oltre l’isteria della fase in sé, possibilizzando nelle emergenze socio-economiche e socio-umanitarie dei momenti di conflittualità e non solo di pratiche da medagliere come purtroppo è successo durante la pandemia.

Come anarchici non possiamo appiattirci né sull’azione caritatevole né tantomeno surrogare il pubblico servizio, la via altra è il mutualismo conflittuale.

JR

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FONTE: https://www.umanitanova.org/?p=12630


Lug 29 2020

ALLE LOTTE DEI LAVORATORI DELLE CAMPAGNE SERVE LA TUA SOLIDARIETÀ. L’IMMIGRAZIONE NON È UN CRIMINE, LA SOLIDARIETÀ NON È UN REATO!

L'immagine può contenere: una o più persone, il seguente testo "Fuggi A Foggia! F NO 20 DOCEN'S NOY 80 DOONENTT SUBITO Alle lotte autorganizzate dei lavoratori delle campagne serve la tua SOLIDARIETA'"
29 luglio 2020. Da Comitato Lavoratori delle Campagne

Da anni, nei distretti agroindustriali del territorio Italiano, le lavoratrici e i lavoratori immigratx portano avanti con tenacia una lotta contro lo sfruttamento e per la libera circolazione, contro le leggi che limitano sempre di più le libertà di chi vive in questo paese con ricatto del permesso di soggiorno e del contratto, che spesso non ci sono. Una lotta per ottenere documenti, case e contratti di lavoro regolari, che da anni va avanti nella provincia di Foggia così come nella piana di Gioia Tauro e nell’area di Saluzzo, e in molti altri luoghi dove i giganti della frutta e della verdura fanno grandi profitti sulle spalle dei e delle braccianti.

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Lug 15 2020

Matita solidale e dispositivi per la scuola a Milano

L'immagine può contenere: il seguente testo "LA MATITA SALIDALE RACCOLTA FONDI PERL DISTRIBU JZIONE GRATUITA MATERIALE SCOLASTICO BAMBINI BAMBINE ZONA Aiutaci raccogliere fondi! Potremo così comprare insieme tanti per l'inizio scuola bambini dalla prima elementare sono irizia quaderni quadretti quaderni righe seconda "kit inizia la scuola" costa 10 euro perna rossa forbici 2matite 2permare colorati copertine colorate łogi protocolo righe Dona ora! SOLIDALIOLTRE L'EMERGENZA donare (offerta ACEA ONLUS ODV MATITA SOLIDALE IBAN: IT83D052 60 quodretti graziea didattica per materiale scolastico isola acea verde LSeiglera PIANO TERRA"

A settembre, se tutto andrà bene come ci hanno raccontato durante la quarantena, riapriranno le scuole di ogni ordine e grado. Non è tutto semplice come sembra, il comitato Priorità alla scuola sta conducendo una dura battaglia perchè siano garantite lezioni in presenza e in sicurezza, organizzando manifestazioni e flash mob davanti alle sedi delle regioni di tutta Italia e cercando di fare arrivare le proprie rivendicazioni alla Ministra Azzolina. Intanto c’è che si è attivato per prepararsi ad una ripartenza difficile dopo questa lunga crisi, che ha visto impoverirsi molte famiglie e aumentare e rendere più visibili le disuguaglianze sociali di cui il nostro paese è vittima. Matita Solidale è l’iniziativa lanciata dalla Brigata Lia, che durante la quarantena ha raccolto e distribuito cibo alle famiglie in maggior difficoltà nella zona 9 di Milano: Anche se il centralino è chiuso, la Brigata non si è fermata!

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Giu 26 2020

Trovare il filo che ci lega. Tre reti di mutuo soccorso a New York

26 giugno 2020, da https://it.crimethinc.com/2020/06/26/trovare-il-filo-che-ci-lega-tre-reti-di-mutuo-soccorso-a-new-york

Il cambiamento sociale essenziale implica due processi intrecciati tra loro. Da un lato, significa demolire i meccanismi che impongono disparità di potere e di accesso alle risorse; dall’altro, implica la creazione d’infrastrutture che distribuiscano risorse e potere secondo una logica diversa, forgiando un nuovo tessuto sociale. Mentre il movimento per l’abolizione della Polizia esploso nella coscienza pubblica un mese fa a Minneapolis ha creato nuovi precedenti per la resistenza, le reti di mutuo soccorso che si sono diffuse in tutto il mondo dall’inizio della pandemia di COVID-19 indicano la via da percorrere perché ci sia un nuovo modello per le relazioni sociali. Il seguente report descrive tre gruppi che coordinano gli sforzi di mutuo aiuto a New York – Woodbine, Take Back the Bronx e Milk Crate Gardens –, analizzandone sia le motivazioni e le aspirazioni, sia le risorse e i modelli assistenziali che mettono in circolo.

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Mag 31 2020

Comunicati, Azioni e Aggiornamenti sull’operazione “Ritrovo”

AGGIORNAMENTI, COMUNICATI E AZIONI DI SOLIDARIETÀ CON LE COMPAGNE E I COMPAGNI ARRESTATI PER L’OPERAZIONE “RITROVO” DELLA PROCURA DI BOLOGNA E DEI ROS.
(
AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO)

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Mag 28 2020

Milano, aiuto! Su solidarietà e assistenzialismo, conflitto e concertazione.

PDF: milano-aiuto-1

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Mag 27 2020

Un’ondata di mutualismo nei quartieri travolge lo Stato Spagnolo

27 maggio 2020

Un approfondimento sulla proliferazione di reti di vicinato e di cura collettiva nello Stato Spagnolo: ne sono nate oltre 500, un numero impressionante di spazi di solidarietà organizzati per affrontare una crisi sociale che ha travolto le misure insufficienti delle istituzioni in Catalogna, nella comunità di Madrid e nei Paesi Baschi.

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Mag 27 2020

POLIZIA MUNICIPALE e COMUNE VOGLIONO BOICOTTARE la RACCOLTA ALIMENTARE!

 

27 maggio 2020

Come ogni lunedì, mercoledì e sabato mattina anche oggi eravamo davanti alla coop di Gavinana con il gazebo per la raccolta alimentare.
Oggi si é presentata la polizia municipale, autoreparto Porta al Prato n°pattuglia 837119.
Ci accusano di non aver pagato il suolo pubblico.

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Mag 23 2020

Laboratorio Landauer. Perché abbiamo scelto di far parte di “Catania per il Reddito di Quarantena”

Da Laboratorio libertario Landauer, 23 maggio 2020

Proprio durante l’inizio del Lockdown abbiamo voluto partecipare alla costituzione di  Catania per il Reddito di Quarantenaassieme ad altre realtà, compagne e compagni catanesi con cui collaboriamo da anni nonostante le diversità. Abbiamo ritenuto importante promuovere questo percorso comune per costruire assieme momenti di libero incontro e confronto orizzontale, per organizzare mobilitazioni che denuncino l’ingigantirsi della crisi economica e del controllo sociale scaturiti “apparentemente” dall’emergenza Covid19.

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Mag 22 2020

La colonna solidale del Berneri per chi è dimenticato dalle istituzioni

Colonna solidale

22 maggio 2020

La solidarietà è un’arma politica. Ce lo ricorda il circolo anarchico Berneri di Bologna che ha dato vita alla “Colonna Solidale Autogestita“, un’iniziativa dal basso di mutualismo per sostenere e appoggiare chi sta subendo i contraccolpi della crisi legata al Covid e non viene raggiunto dagli aiuti dello Stato e delle istituzioni.
“Siamo un gruppo di compagne che mette in pratica il mutuo appoggio e l’autogestione – si legge sul sito dedicato all’iniziativa- per affrontare con allegria e solidarietà i problemi quotidiani, affinché nessuna venga lasciata sola e tutte insieme possiamo realizzare un altro mondo possibile basato sulla libertà, l’eguaglianza e la giustizia sociale”.

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Mag 21 2020

Pane, Paillettes e Connessione. Sostieni le persone lgbitq* in difficoltà economica nella crisi Covid

Pane, Paillettes e Connessione. Sostieni le persone lgbitq* in difficoltà economica nella crisi Covid

21 maggio 2020

Il Progetto. Abbiamo lanciato questo crowdfunding per sostenere lesbiche, gay, trans e queer in difficoltà economica a causa della crisi sanitaria ed economica del Covid-19, con un’attenzione particolare ai bisogni di rifugiat* e richiedenti asilo lgbitq+, alla condizione delle e dei sex workers che non lavorano a causa del Covid e che sono esclus* da qualsiasi forma di sostegno statale, alla qualità della vita e del cibo, e ai bisogni immateriali, ma non meno essenziali, di comuncazione e connessione.

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