Tag Archives: radio Blackout

Tunisia, dieci anni dopo la Rivoluzione i giovanissimi in piazza sfidano il coprifuoco

Le proteste nella zona del Parlamento a Tunisi

20 gennaio 2021

Il lockdown decretato il 14 gennaio – decimo anniversario della Rivoluzione – è stato letto come un lockdown politico e, in più, è durato solo 4 giorni. Questa misura è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché si aggiunge a tutti i problemi economici e sociali del paese e ha portato soprattutto i giovani a scendere in piazza.

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Situazione dei migranti in Bosnia

Ascolta l’audio con Giulio, autore dell’articolo su Dinamo Press “L’isolamento dei migranti in Bosnia“, di qual’è la situazione dei migranti che attraversano la rotta balcanica durante l’epidemia Covid 19, nello specifico sul passaggio in Bosnia:

https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/09/Bosnia-e-Covid.mp3?_=1

leggi l’articolo

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Gli anarchici ai tempi del colera

CrimethInc. : Gli anarchici contro l'epidemia : Malatesta e la diffusione del colera nel 1884

Nel 1883 l’esercito francese, dopo una campagna militare in Indocina, importò il colera in Europa, seminando morte e terrore nelle città portuali di Tolone e Marsiglia, città in cui erano radicati tanti emigrati italiani che, vivendo in condizioni di miseria, subirono più di altri la violenza del morbo, subendo anche le ritorsioni xenofobe degli abitanti francesi. Il rientro nei confini della neonata Italia segnò anche l’arrivo del colera nel paese e più di tutte ne fece le spese la città di Napoli, la più popolosa di tutta la penisola.

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Da Torino a Roma solo ruspe contro x poverx

La politica dei 5 stelle è limpida. E’ quella della distruzione, dell’annichilamento totale, della violenza fisica e psicologica quotidiana: chi non può permettersi una casa viene seguito e sgomberato letteralmente ogni giorno, non appena prova a ricavarsi uno spazio in cui esistere ai margini della città.

[DUE ESEMPI: TORINO E ROMA]

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Videosorveglianza. Riconoscimento facciale in Italia e progetto ARGO a Torino

LEGGI DI SEGUITO I DOCUMENTI

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U.S.A: Razza e classe nella crisi pandemica

“Quello che abbiamo di fronte è tanto un contagio sociale quanto un contagio microbiologico, sia per come la pandemia stessa è stata prodotta, sia nella disomogeneità della sua diffusione. Come per qualsiasi altro fenomeno, gli effetti del virus si abbatteranno più duramente lungo le linee di classe. L’argomento è già stato ampiamente trattato: la disoccupazione è salita alle stelle, portando di fatto a uno sciopero degli affitti di massa e a crescenti disordini sindacali nei settori ancora funzionali – dove in media sono i lavoratori più poveri, più giovani, meno bianchi e più subordinati a venire  letteralmente sacrificati per placare i sinistri desideri degli indici S&P 500. […] Se la classe scolpisce la nostra vita in tutti i suoi strazianti dettagli a partire dalla pietra nuda e cruda della nostra realtà sociale, allora la razza è il suo necessario scalpello, esso traccia le linee di divisione che definiscono l’agonia marmorizzata della scultura”

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Pangolino: un capro espiatorio a rischio d’estinzione

22 luglio 2020

Il lockdown dovuto al Covid-19 ha avuto delle inevitabili ripercussioni anche sul mondo animale, e la sensazione ed esperienza generale nei paesi occidentali è stata quella di una riappropriazione da parte del selvatico degli spazi antropizzati lasciati deserti. Ma in molte altre zone del mondo, caratterizzate da importanti forme di biodiverstà, l’ambiente naturale non ha avuto la stessa fortuna: aree protette e specie a rischio hanno subìto un attacco ancora maggiore alla propria esistenza, in quanto le persone rimaste senza mezzi di sussistenza si sono rivolte a questi ambienti per sopravvivere e le forme di contrasto alle attività illecite sono diminuite. Ciò ha significato l’acuirsi di pratiche dannose come la pesca con veleni, raccolte indiscriminate e deforestazione incontrollata in aree già precedentemente indebolite, a sottolineare quanto le stesse popolazioni locali siano state spossessate delle capacità di interagire con l’ambiente circostante (anche vivendo delle sue risorse) senza danneggiarlo.

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Recovery Plan? Lacrime, sangue e polizia

conflitto sociale

Martedì 21 luglio. Aggiornamento

Dopo una maratona di cinque giorni è stato nella notte sul recovery plan. L’elargizione dei fondi sarà subordinata a tagli alla sanità, alla ricerca, alla riconversione energetica. I soldi devono generare altri soldi non salute e benessere per le persone.
Questi fondi verranno pagati a duro prezzo dagli europei poveri.
Di seguito un commento a caldo all’economista Francesco Fricche.

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Mondo post-covid: dai massacri degli animali negli allevamenti alle modificazioni urbane

Nella puntata di mercoledì 15 luglio, dopo una breve carrellata di notizie legate a dei sabotaggi in Francia, ci siamo focalizzati su alcune delle eredità che la pandemia di Covid-19 ci ha purtroppo lasciato. All’interno degli allevamenti intensivi (per la produzione di carne ma anche di pellicce) dell’Olanda e degli Stati Uniti, si sono verificate delle vere e proprie mattanze di milioni di individui, per sospetto contagio degli animali stessi o per eccedenza di “merce” da macello in seguito alla chiusura di alcuni stabilimenti dovuta alla crisi economica. La totale spietatezza di queste operazioni confermano l’idea di mercificazione del vivente che sta dietro allo sfruttamento animale, che rende possibile “smaltire” milioni di vite come fossero dei banali oggetti scomodi o ingombranti. Come se non bastasse, i metodi di uccisione utilizzati sono estremamente atroci, comprendendo l’uso di vere e proprie camere a gas in cui soffocare a morte questi animali.

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Anarres del 10 luglio. L’Eni e le missioni militari italiane. Liber* e mostruosu. Nuova toponomastica a Torino. Brasile. Pandemia, lotte sociali e autogestione.

Come ogni venerdì abbiamo fatto il nostro viaggio settimanale su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.

Ascolta e diffondi l’escopost:

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Virus, allevamenti intensivi e crisi economica VOCI DALL’ANTROPOCENE – #30 – 06/07/20

Questa settimana il tema portante saranno  le connessioni tra i fenomeni pandemici e la più generale crisi ecologica che riguarda prepotentemente questo inizio di millennio. E tra la crisi economica e la crisi ecologica.

Lo faremo attraverso due interviste… Diciamo subito che la prima intervista è del 2017, quando “Big Farms make Big Flu” [del biologo Robert Wallace] è uscito negli Usa.

Il libro non parla quindi di coronavirus, ma le risonanze sono ovviamente fortissime, e non è ancora tradotto in italiano.  Abbiamo scelto questo estratto perché ci sembra che connetta brevemente tutti i piani del discorso: la penetrazione antropica sempre più profonda che mette in contatto grandi e piccoli allevamenti con luoghi che fino a poco tempo fa potevano dirsi incontaminati, serbatoi di virus insomma, la grande industria che crea il terreno perfetto perché i patogeni vincano la competizione per esistere mantenendosi comunque letali, la globalizzazione che sposta rapidamente i patogeni da una parte all’altra del mondo. Il risultato sono super patogeni che sono un’emanazione diretta dei cicli industriali, prodotti dalle condizioni stesse dell’accumulazione capitalistica.

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di questo nessuno parla INCHIESTA MALAFEMME con DIAZ RIGOLINO

Oggi puntata di InfoPoint su RadioBlackout abbiamo parlato di RSA e Covid e operazione RevengeGram

Nel secondo blocco parleremo di violenza di coppia e prevenzione…

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Napoli: abuso di potere nel centro storico

A Napoli, in una piazza gremita, tre attivisti di ‘Mezzocannone occupato’ vengono arbitrariamente scelti dalla polizia per un controllo. La situazione precipita inspiegabilmente in una sequela di arresti senza senso. Accorrono 8 pattuglie della polizia, oltre all’esercito in presidio fisso nella piazza; 12 agenti di cartapesta si fanno refertare come contusi durante immaginarie colluttazioni.
Ne scaturisce naturalmente una riflessione sulla vertiginosa discrezionalità delle forze dell’ordine, rafforzata da questi mesi della pandemia; su come eventi come quelli napoletani vengano a costituire minacciosi precedenti per tutt*, amplificando il potere già fortemente asimmetrico di guardie e affini, rischiando di aprire la strada a nuovi allucinanti abusi.

Ne parliamo con Barbara, compagna dell’Ex-OPG

AUDIO: https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/06/Arresti-Napoli.mp3?_=1

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FONTE: https://radioblackout.org/2020/06/napoli-abuso-di-potere-nel-centro-storico/


Congiunzioni #6 – Narrazioni dell’epidemia – [18 Giugno]

Ascolta la nuova puntata completa o scopri le precenti.

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Torino tra sfratti, militari in strada e riqualificazioni escludenti

16 giugno 2020

Torino è la terza città per numero di sfratti in Italia. Sono migliaia ogni anno i provvedimenti di convalida degli sfratti emanati dal Tribunale.
Dopo il 2016 gli sfratti in città hanno avuto un’impennata, aumentando del 712,5 %, ossia 3.500 sfratti, superando Roma e trasformando Torino nella capitale d’Italia per numero di sfratti: 1 ogni 241 famiglie. La gran parte degli sfratti è dovuto all’impossibilità di pagare i fitti.
La situazione non ha fatto che peggiorare negli anni successivi.
Vari elementi intrecciati tra di loro contribuirono all’accelerazione della precarietà abitativa in città, la crisi del 2009, il venir meno di politiche di sostegno al reddito per i poveri, processi di riqualificazione escludente e turistificazione che si estendono dal centro alle periferie meno “eccentriche”.
La gestione governativa della pandemia ha colpito duramente precari, immigrati, piccoli commercianti, rendendo ancora più difficile pagare fitti e bollette.

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