Nov 26 2020

Donne e lavoro: effetto pandemia tra carico familiare e gender pay gap

Donne e lavoro

26 novembre 2020

Smart working, didattica a distanza, gender pay gap e carico di cura familiare. Questi sembrano essere ad oggi gli elementi che hanno caratterizzato la situazione lavorativa delle donne italiane durante la prima fase della pandemia da Coronavirus.

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Nov 26 2020

Ferrara. Sistema patriarcale: Pandemia sociale

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25 marzo 2020 – Ferrara. Al di là della cornice istituzionale prestabilita per il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Centro Sociale la Resistenza si esprime in solidarietà oggi, come ogni altro giorno, a tutte le donne, soggettività e trans, alle sex worker e alle migranti che ogni giorno resistono e si ribellano ai confini. Continue reading

Nov 25 2020

25N: la nostra iniziativa femminista dentro e oltre la pandemia

25 novembre 2020

Ciò che le donne stanno vivendo non è una novità, ma la situazione è senza precedenti.

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Ott 29 2020

Polonia, il governo contro le donne

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Ott 20 2020

Il diritto all’aborto in tempi di coronavirus

Vi proponiamo un articolo dal N3/2020 (scaricabile gratuitamente) del bimestrale dell’Uaar, Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. La recente decisione del Consiglio comunale di Iseo (BS) di foraggiare le associazioni integraliste no-choice e garantire una cifra mensile per le donne che desistono dall’aborto è un segno dei tristi tempi del confessionalismo ostile ai diritti delle donne. Ma l’attacco all’autodeterminazione della donna arriva da lontano, come spiega bene la ginecologa Anna Pompili: nel clima di costante colpevolizzazione femminile intorno all’interruzione di gravidanza, anche l’emergenza coronavirus è stata usata come pretesto per limitare – se non negare – l’accesso all’aborto farmacologico.

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Set 22 2020

Firenze. La magni*fica occupata… e sgomberata

Nessuna descrizione della foto disponibile.

22 settembre 2020

Un Pride indecoroso, transfemminista, queer ha attraversato le strade della città il 18 settembre. Al termine del corteo è stata occupata una villa abbandonata della USL in pieno centro.
Nasceva la Magni*fica occupata, casa delle donne transfemminista queer.
Questa mattina ce ne ha parlato uno degli occupanti.
Poco dopo è scattato lo sgombero e in due sono riusciti a salire sul tetto.

Ascolta la diretta:
https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/09/2020-09-22-magnifica-1.mp3?_=1

Di seguito il testo di presentazione della Magni*fica, che, siamo certi, al di là dello sgombero odierno continueranno a riempire le strade della città.

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Ago 13 2020

Perù. Aumentano le violenze alle donne al tempo del Covid-19. Dall’inizio della pandemia scomparse nel nulla 2.457 donne, la maggior parte minorenni.

Le autorità peruviane temono che la scomparsa sia stata a causa delle violenze domestiche perpetrate durante la quarantena imposta per frenare la diffusione del nuovo coronavirus.

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Lug 9 2020

Rete Bessa. Il nostro intervento alla piazza di Non Una Di Meno – 26 giugno, Bologna

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Iniziamo a pubblicare sul blog i nostri interventi nelle varie piazze e mobilitazioni che ci hanno coinvolto e che stiamo e ci stanno attraversando. Non sono degli articoli, ma semplicemente gli interventi così come li abbiamo gridati in piazza. L’idea è quella di lasciare una traccia scritta delle varie tappe del nostro percorso tra scuola e strada.

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Giu 25 2020

di questo nessuno parla INCHIESTA MALAFEMME con DIAZ RIGOLINO

Oggi puntata di InfoPoint su RadioBlackout abbiamo parlato di RSA e Covid e operazione RevengeGram

Nel secondo blocco parleremo di violenza di coppia e prevenzione…

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Giu 1 2020

La lotta antilavorista delle sex workers ai tempi della pandemia

Le strade della capitale hanno ripreso le loro sembianze abituali, il traffico è diminuito mentre sono aumentati i posti di blocco delle forze dell’ordine. Ma nelle arterie principali, che dal centro città fuggono verso il raccordo anulare, sono scomparse le lavoratrici del sesso. Il distanziamento sociale, e la paura del contagio, comprimono i rapporti fisici nel territorio circoscritto della coppia. Questo nuovo corso ha un impatto devastante sulla sopravvivenza di chi svolge il lavoro sessuale. E se per chi è in possesso di documenti esiste la possibilità di accedere almeno ai buoni spesa devoluti dai comuni, chi è senza residenza e permesso di soggiorno, si trova da qualche settimana nel vicolo cieco della povertà assoluta”. Comincia così un articolo apparso su Il Manifesto, che ha suscitato la stizza di alcune femministe neo-abolizioniste, a cui poi hanno risposto direttamente le sex workers.

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Mag 30 2020

Ora parliamo noi! Il lavoro migrante non può essere messo a tacere! Il 30 maggio i migranti tornano in piazza!

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute

Organizzato da Coordinamento Migranti Bologna

ORA PARLIAMO NOI: IL LAVORO MIGRANTE NON PUÒ ESSERE MESSO A TACERE!

Noi siamo migranti che hanno passato la quarantena a fare i lavori essenziali. Siamo donne e uomini che hanno lavorato nei magazzini e nelle fabbriche, nei campi e nei supermercati, che hanno consegnato a casa le merci più varie, che hanno sanificato le vostre case, le aziende e gli ospedali, che hanno badato ai malati e agli anziani. Alcuni di noi invece hanno perso il lavoro, non hanno potuto usufruire dei sussidi statali e ora senza lavoro e reddito rischiano di perdere il permesso di soggiorno.

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Mag 21 2020

Pane, Paillettes e Connessione. Sostieni le persone lgbitq* in difficoltà economica nella crisi Covid

Pane, Paillettes e Connessione. Sostieni le persone lgbitq* in difficoltà economica nella crisi Covid

21 maggio 2020

Il Progetto. Abbiamo lanciato questo crowdfunding per sostenere lesbiche, gay, trans e queer in difficoltà economica a causa della crisi sanitaria ed economica del Covid-19, con un’attenzione particolare ai bisogni di rifugiat* e richiedenti asilo lgbitq+, alla condizione delle e dei sex workers che non lavorano a causa del Covid e che sono esclus* da qualsiasi forma di sostegno statale, alla qualità della vita e del cibo, e ai bisogni immateriali, ma non meno essenziali, di comuncazione e connessione.

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Mag 20 2020

Regolarizzazione braccianti: norme ipocrite e donne invisibili

Braccianti e regolarizzazione

Un’analisi femminista dell’articolo 110 bis del Decreto Rilancio, che esclude gran parte delle persone migranti irregolarmente soggiornanti, condona i datori di lavoro sfruttatori e invisibilizza il lavoro femminile e le sue problematiche.

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Mag 11 2020

Niente carezze ai padroni. Lotte delle operaie e sciopero femminista nel tempo pandemico

Intervista a M. ‒ Non Una di Meno Transterritoriale Marche.
Da http://www.connessioniprecarie.org

Abbiamo intervistato M., attivista femminista e operaia, che racconta come sta cambiando il lavoro operaio nel terzo settore in tempi di Covid19. Svolgere lavori essenziali durante il picco pandemico ha voluto dire prima di tutto mettere a rischio la propria salute, specialmente se le aziende lucrano sui fondi pubblici che dovrebbero usare per applicare norme di sicurezza che alla catena di montaggio sono virtualmente impossibili da seguire senza ridurre i ritmi della produzione. Lavoro essenziale vuol dire anche l’estensione dell’orario e la moltiplicazione dei turni senza che vi sia un aumento dei salari. Nel neonato settore della sanificazione salari bassissimi vengono corrisposti a una forza lavoro fatta prevalentemente di donne e migranti, che anche durante la crisi sanitaria sono sottoposte al ricatto del permesso di soggiorno. Questo tuttavia non ha impedito loro di prendere parola. In fabbriche, magazzini, ospedali, scioperi e proteste hanno mostrato l’attualità dello slogan dello sciopero femminista: se le nostre vite non valgono, ci fermiamo! La divisione sessuale del lavoro non si limita ai luoghi della produzione ma continua all’interno mura di casa, dove sono ancora una volta le donne a prendersi cura di figli, anziani e malati, come dimostra il fatto che siano soprattutto loro a fare richiesta dei congedi parentali. Proprio la divisione sessuale del lavoro e la connessione tra lavoro produttivo e riproduttivo è stata al centro delle mobilitazioni di Non Una di Meno, che ha anticipato con lo sciopero femminista dell’8 marzo quella possibilità di interrompere la produzione e riproduzione sociale, una possibilità che gli scioperi pandemici hanno rivendicato con forza. Come emerge chiaramente da questa intervista, partire dalle condizioni materiali e di vita è stata la prima spinta per la presa di parola e la costruzione di una lotta in questi mesi. Riconoscere la portata e l’attualità dello sciopero femminista è la chiave anche durante la ricostruzione, anticipare e continuare a sottolineare le connessioni fra razzismo, sessismo e sfruttamento è quanto mai necessario.

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Mag 9 2020

Resto a casa… ma scrivo articoli, faccio interviste, interventi radiofonici…

Maggio 7

La quarantena, della fase 1, 2, 3… non ferma Maria Teresa Messidoro nel suo impegno a informare, e dove necessario contro-informare, rispetto a quanto accade nel sud del mondo, in particolare in America Latina.

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