Set 25 2020

“Scuola. Lo spazio negato”

25 settembre 2020 – Torino. Manifestazione studentesca e dei lavoratori e lavoratrici della scuola in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base. Il presidio, trasformatosi in corteo, è partito dall’ufficio scolastico regionale e si sta ora dirigendo in piazza Castello.
Di seguito il testo del volantino distribuito dagli anarchici e le anarchiche della FAI Torinese presenti per l’occasione.

Set 15 2020

Da Torino a Roma solo ruspe contro x poverx

La politica dei 5 stelle è limpida. E’ quella della distruzione, dell’annichilamento totale, della violenza fisica e psicologica quotidiana: chi non può permettersi una casa viene seguito e sgomberato letteralmente ogni giorno, non appena prova a ricavarsi uno spazio in cui esistere ai margini della città.

[DUE ESEMPI: TORINO E ROMA]

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Ago 25 2020

Videosorveglianza. Riconoscimento facciale in Italia e progetto ARGO a Torino

LEGGI DI SEGUITO I DOCUMENTI

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Ago 23 2020

Tra contenimento e fughe, alcune riflessioni

Tratto da https://macerie.org

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Lug 27 2020

L’urgenza dell’anarchia


23, 24 e 25 luglio 2020: Tre giorni di informazione e lotta che hanno visto la riuscita realizzazione di altrettanti punti informativi in giro per la città di Torino, in ordine cronologico presso il mercato di piazza Foroni, nella centralissima via Po, ed infine a porta Palazzo.

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Giu 25 2020

DIETRO L’ANGOLO (Macerie – Torino)

da https://macerie.org

La retorica di un crescente benessere che il capitalismo avrebbe pian piano assicurato un po’ a tutti, è ormai morta e sepolta da tempo.
L’immagine con cui le autorità hanno tentato di rappresentare il mondo riservato alla gran parte degli uomini e delle donne, è diventata più simile a una scala a pioli, cui bisogna tentar di restare aggrappati con le unghie e coi denti, per evitare di cadere giù ai tanti scossoni che le vengono dati.
Una scala cui continuano a togliere punti d’appoggio, mentre aumenta il numero di uomini e donne in cerca di un appiglio. La prepotente entrata in scena del Covid19 minaccia di renderla ancor più carica e traballante.
Tenteremo di approfondire la questione in un testo che uscirà a puntate, una a settimana, in cui se ne affronteranno di volta in volta alcuni specifici aspetti. Un testo redatto a più mani, da alcuni compagni che partecipano alla redazione di questo blog e da altri che invece non ne fanno parte. I singoli capitoletti potranno quindi avere uno stile e magari dei punti di vista diversi o contenere delle ripetizioni.
Del resto le possibilità di confrontarsi collettivamente in questi giorni sono notevolmente ridotte e discutere attraverso piattaforme online non è certo la stessa cosa che farlo vis a vis.

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Giu 16 2020

Torino tra sfratti, militari in strada e riqualificazioni escludenti

16 giugno 2020

Torino è la terza città per numero di sfratti in Italia. Sono migliaia ogni anno i provvedimenti di convalida degli sfratti emanati dal Tribunale.
Dopo il 2016 gli sfratti in città hanno avuto un’impennata, aumentando del 712,5 %, ossia 3.500 sfratti, superando Roma e trasformando Torino nella capitale d’Italia per numero di sfratti: 1 ogni 241 famiglie. La gran parte degli sfratti è dovuto all’impossibilità di pagare i fitti.
La situazione non ha fatto che peggiorare negli anni successivi.
Vari elementi intrecciati tra di loro contribuirono all’accelerazione della precarietà abitativa in città, la crisi del 2009, il venir meno di politiche di sostegno al reddito per i poveri, processi di riqualificazione escludente e turistificazione che si estendono dal centro alle periferie meno “eccentriche”.
La gestione governativa della pandemia ha colpito duramente precari, immigrati, piccoli commercianti, rendendo ancora più difficile pagare fitti e bollette.

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Giu 7 2020

Torino e Roma. Sicurezza è un mondo senza razzismo e polizia

Leggi i comunicati delle manifestazioni di Torino e Roma, contro razzismo e stato di polizia

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Giu 4 2020

Guerra e controllo sociale al tempo della peste

4 giugno 2020

Il governo ha celebrato l’unione sacra degli italiani contro il Coronavirus con un’esibizione di frecce tricolori, che hanno sorvolato la penisola, per approdare il 2 giugno a Roma, per la “festa” della Repubblica.
In Piemonte si sono svolte numerose iniziative antimilitariste tra Asti, Alessandria, Caselle e Torino.

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Giu 1 2020

Torino. Uno sguardo su Aurora e Barriera

1 giugno 2020

Da quasi un mese abbiamo lasciato sul fuoco una pentola bollente senza più curarcene, ma è giunto il momento di provare a fare il punto su come le istituzioni cittadine hanno deciso di provare a serrare il coperchio.

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Mag 14 2020

Non ci sarà un dopo

Provate a pensare. Un pronto soccorso a gennaio di quest’anno, quando il Covid 19 ancora aveva un altro nome ed era una questione cinese, lontana.
Un giorno qualunque, a Torino, ma potrebbe essere ovunque. Un display luminoso vi annuncia che ci sono 332 persone in attesa, divisi in codici rossi, gialli, verdi e bianchi. Il pronto soccorso sembra un ospedale da campo in tempo di guerra: barelle ovunque, gente in attesa per ore, giorni. Nel tempo sospeso tra il dolore, la paura e la rabbia.

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Mag 1 2020

Primo Maggio: riprendersi le strade !

(manifestazione del 1 maggio 2020 a Trieste)

Mentre in tutta Italia i commercianti manifestano liberamente in piazza (spesso senza nemmeno bisogno di comunicarlo alla questura, come la legge imporrebbe). Si continua pervicacemente a proibire le inziative politiche (dei gruppi antagonisti  ovviamente, alla Meloni nessuno impedisce di manifestare in piazza), quando poi non capita che un manipolo di persone che stavano portando fiori alle lapidi partigiane vengano pestate brutalmente dalla polizia : ALTRO CHE REGIME !

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Apr 30 2020

Denuncia dei lavoratori dei dormitori pubblici di Torino: troppo tardi i tamponi, rischio focolaio tra i senza fissa dimora

iuri camilloni Centro la Fenice Firenze

30 aprile 2020. «Quello che ci sconvolge è che il comune e la Regione ci hanno messo un mese per capire cosa si doveva fare con conseguenze gravi per gli ospiti e i lavoratori». A parlare una delle lavoratrici che ha firmato la lettera dei “Lavoratori del Settore Adulti in Difficoltà di Torino” uscita su Facebook e sui media ieri l’altro. Nella lettera si ripercorrono le tappe della riposta all’emergenza covid per le strutture comunali dei senza fissa dimora che arrivano ad ospitare un totale di 800 persone in periodo invernale: a fronte delle prime richieste di cambiamenti al comune fatte il 10 marzo secondo gli operatori solo il 20 marzo si è iniziato a ridurre il numero degli ospiti per casa, il 24 marzo si è proceduto all’apertura 24h su 24 (tranne dalle 10 alle 14 per la sanificazione), mentre i tamponi sono arrivati solo a fine aprile.

«Ci sono situazioni di alta promiscuità con camere da due, tre persone e un bagno ogni 6, 7 persone» afferma l’operatrice. «Ma anche i primi spostamenti da situazioni con più ospiti sono stati fatti verso due strutture che erano già piene, quelle di via Massaua e via Ghedini, quindi hanno solo aumentato i posti letto là».

I disastro della Reiss Romoli: tanti sospetti covid per venti giorni senza operatori

Le strutture per i senza fissa dimora a Torino sono circa una ventina di cui 8 del comune più due per l’emergenza freddo e le altre sono del privato sociale. La denuncia riguarda 4 strutture del Comune dove i problemi sono arrivati a fine marzo con i primi casi «Il 30 Marzo viene reso noto il primo ospite Covid-positivo all’interno del dormitorio di via Reiss Romoli (oltre che nelle strutture di via Ghedini e piazza Massaua), a cui segue non solo il contagio dell’équipe tutta, ma anche il contagio della quasi totalità degli ospiti presenti in struttura, trasformando così il dormitorio in un focolaio Covid a tutti gli effetti». Si legge nella lettera. «Dopo i primi casi la struttura è rimasta senza operatori perché erano tutti in malattia con i sintomi da covid – spiega l’operatrice – è stato fatto un presidio fuori con la polizia municipale e operatori della cooperativa che gestisce il posto. I tamponi sono stati fatti solo settimana scorsa ai pochi ‘superstiti’ perché di venti ne sono rimasti 6 o 7, tutti gli altri sono stati ospedalizzati».

Ora la struttura è stata svuotata, sanificata e riaprirà la prossima settimana ma quello che sostengono i lavoratori è la paura che anche in altre case si possa verificare una situazione come alla Reiss Romoli. «Via Massaua che è considerato un fiore all’occhiello del comune – dice l’operatrice – è stata le prima struttura in cui si è registrato un caso il 27 marzo, e oltre a non aver modificato niente non hanno neanche fatto i tamponi. Fatto sta che ora sono arrivate a 7 le persone positive in via Massaua di cui l’ultimo di venerdi scorso». Anche negli altri dormitori i tamponi sono arrivati solo a fine aprile quando i primi casi sono stati a fine marzo. Solo nella struttura di via Carrera i prima casi sono più tardivi, della settimana scorsa, e ieri, il 30 aprile sono stati effettuati i tamponi. Anche a ‘Carrera’ sono almeno 4 gli ospiti già positivi.

«In tutto questo – dice la lavoratrice – i lavoratori non vengono neanche presi in considerazione per i tamponi».

Il Comune risponde: siamo amareggiati, abbiamo fatto tutto il possibile il nostro sistema è forte

Il dirigente alle fragilità del Comune di Torino, Uberto Moreggia si dice molto «amareggiato» da quella lettera. «Non si può affermare che il comune non abbia investito o non si sia preso cura del settore delle marginalità – afferma Moreggia a Covid Italia News – da subito abbiamo provveduto a fare i triage esterni, a procurarci i termometri che misurano la febbre a distanza e i dispositivi di protezione individuale come Città di Torino. Ma non era facile solo da metà marzo abbiamo iniziato ad averne a sufficienza. Senza contare che i nuovi posti a Massaua e a Ghedini sono in due parti totalmente separate dalla struttura mentre nella lettera sembra che abbiamo messo più persone nello stesso luogo».

Quello che non si dice nella lettera dice Moreggia è che «ci siamo trovati ad affrontare una crisi sanitaria che ci ha colpito nel periodo di massima affluenza con un enorme impatto che ha intaccato la base dei nostri servizi, cioè la relazione sociale. I dormitori non sono alberghi o ostelli ci sono servizi, possibilità di tirocini percorsi di inclusione».

Il comune poi ricorda che le indicazioni dal livello nazionale sono arrivate solo il 26 marzo con la  circolare del governo su “Emergenza covid e servizi sociali” mentre la regione ha emanato indicazioni più specifiche solo il 6 aprile. «Ma con degli accorgimenti che avevamo già adottato a inizio marzo».

Tamponi in ritardo e lavoratori malati

I tamponi però sono arrivati un mese dopo i primi casi. «Ma pensate che dipendano da noi i tamponi? – risponde il dirigente comunale – sono in capo all’Asl e sono stati fatti quando è stato possibile e del resto rendiamoci conto che i casi si sono verificati in 4 strutture su una ventina e adesso abbiamo un piano per alleggerire ulteriormente i dormitori con altre strutture».

I lavoratori hanno parlato a Covid Italia News di tutta un’equipe rimasta a casa con i sintomi alla struttura di Reiss Romoli ma anche al Ghedini hanno dovuto mandare operatori da altri servizi perché il gruppo che normalmente lavorava lì era a casa in malattia tranne due persone.

«Per quanto riguarda gli operatori – dice Moreggia – sono risultati positive tre persone al Reiss Romoli di cui una è stata anche ricoverata, più un addetto alle pulizie, una persona è risultata positiva alla struttura in via Massaua, ma prima che gli ospiti diventassero positivi. In via Carrera è stato fatto il sierologico a tutti e sono risultati negativi, mentre in via Ghedini non ci sono positivi».

Tra gli ospiti c’è chi ha scelto di uscire dal dormitorio per non rischiare il contagio

E loro? I senza fissa dimora come hanno vissuto tutto questo? Covid Italia News è entrata in contatto con Nicolò Consiglio sfrattato nel 2013 e dopo varie vicende finito nei dormitori pubblici torinesi. «All’inizio ti fanno ruotare un mese in ogni dormitorio -racconta – ed è piuttosto dura ma ero riuscito ad avere una permanenza di nove mesi in via Carrera e pure un tirocinio. Per me era l’occasione di riscatto e di ridare qualcosa indietro». Stava andando piuttosto bene per Nicolò che stava aspirando ad una casa popolare tutta sua. E poi è arrivato lui, il coronavirus. «Verso il 10 marzo le educatrici ci hanno detto che avrebbero chiuso ai nuovi ingressi e che se avessimo avuto un altro posto per passare il periodo di pandemia forse era meglio. Più sicuro». Il signor Consiglio trova questo amico per cui ogni tanto fa qualche lavoretto di riparazione e gli chiede se può stare in uno dei suoi capannoni poco fuori Torino. «Sono arrivato qui che era ancora molto freddo e non avevo i vestiti adatti – racconta – è stata dura anche perché un paio di giorni ho avuto la febbre e ho avuto paura». «Penso di aver fatto la scelta giusta – continua – sono ancora in contatto con il mio ex compagno di stanza che mi ha raccontato che ci sono tre positivi a Carrera ma anche se un po’ di timore ce l’ha mi dice ‘ma dove altro potrei andare?’».

Nicolò però dopo due mesi di isolamento vuole tornare a Torino, «Voglio vedere le mie figlie, voglio riprendere il tirocinio e il mio percorso. Io mi trovavo bene a Carrera. Speriamo che si possa presto ritornare alla normalità».

Cecilia Ferrara
Collettivo Emera

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FONTE: https://coviditalianews.org/2020/04/30/denuncia-dei-lavoratori-dei-dormitori-pubblici-di-torino-troppo-tardi-i-tamponi-rischio-focolaio-tra-i-senza-fissa-dimora/


Apr 27 2020

Bello come…: Lettere dal carcere/41bis/le Vallette ai tempi del covid19

Tratto da radioblackout.org  puntata di lunedì 27 aprile.

Una puntata densa quella di oggi, di emozioni e di riflessioni; abbiamo iniziato con un po di numeri sull’espandersi dell’epidemia nelle carceri, per poi tornare a parlare di quanto accaduto durante e dopo le rivolte di inizio marzo attraverso il video realizzato dall’Associazione Bianca Guidetti Serra, Lettere dal carcere. Ci siamo poi interrogati con Sandra Berardi dell’Ass. Yariaiha onlus sul senso dell’ennesimo dibattito giustizialista in atto intorno al 41 bis.

Infine una lunga chiacchierata con Giordana e Daniele, inviati speciali la scorsa settimana nel carcere delle Vallette di Torino. ASCOLTA L’AUDIO:
https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/04/bello-come-27aprile.mp3?_=1

 


Apr 26 2020

Vallette in pandemia

26 aprile 2020.

Abbiamo raccolto i racconti dei due compagni e delle due compagne arrestate domenica 19 aprile in corso Giulio Cesare, e ora sottoposti a tre obblighi di firma e un divieto di dimora.

Uno scorcio sulla vita nel carcere delle Vallette al tempo del coronavirus.

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FONTE: https://macerie.org/index.php/2020/04/26/vallette-in-pandemia/