Nov 4 2020

Aspettando rivolte: grande è il disordine sotto i Dpcm, ma la situazione è quella che è

4 novembre 2020

Le proteste contro il lockdown che stanno attraversando l’Italia ci restituiscono l’immagine di un paese sull’orlo di una crisi di nervi. Non stupisce allora che in molti, anche nel movimento, si improvvisino psicanalisti che, notoriamente, sono dei pazienti che tendono a curare gli altri per non curare se stessi. Trascinati da un desiderio alla deriva, violentemente attaccato a quell’oggetto sfuggente e recalcitrante chiamato lotta di classe, finiamo per vederla ogni qualvolta si manifesti un sussulto, un vetro rotto o, se non altro, un po’ di possibile. Mentre si consuma il rito un po’ introverso degli scioperi autunnali, una voce chiama nel deserto: tu ci chiudi, tu ci paghi, dice, e l’odore inebriante del reddito garantito si diffonde nell’aria, appena un po’ rarefatta da fumogeni di varia provenienza.

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Nov 1 2020

Torino: la città dei sommersi, la pandemia e noi

1 novembre 2020

Cosa è successo?

Dopo Napoli, prima della tempesta.

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Ott 31 2020

Rage against covid

31 ottobre 2020, da infoaut.org

Per continuare il dibattito su quanto sta succedendo in questi giorni in molte piazze d’Italia riprendiamo l’editoriale di Brigate Volontarie per l’emergenza, la rete di squadre volontarie che a Milano si muove dall’inizio della pandemia per supportare la popolazione in difficoltà.

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Ott 30 2020

Da dove arriva la rivolta anti-coprifuoco, chi c’è dentro e dove porterà

30 ottobre 2020, da infoaut

Condividiamo questo interessante testo apparso su Esquire firmato da Paolo Mossetti che ci sembra individuare bene alcuni temi del dibattito sulle piazze che in questi giorni stanno attraversando il paese. Abbiamo trovato convincente la sua lettura sull’ambivalenza delle piazze e sui problemi che pogono in termini di comprensione delle stesse, di “agenda politica” e “ideologia condivisa”. Ci sembra che l’autore però si soffermi meno su due questioni che riteniamo baricentrali nella riflessione: da un lato il fatto che queste piazze siano in qualche modo per la prima volta l’emersione di un “sociale” nella pandemia in Italia, con una propria richiesta di reddito (declinata in maniera contraddittoria) e una propria forza capace di imporre un’agenda politica di redistribuzione (più o meno interclassista, più o meno sporca) e dall’altro una riflessione sul rapporto tra queste proteste e la dimensione più generale della questione della salute come fatto sociale complessivo nella pandemia. Buona lettura!

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