Set 13 2020

178 Lesbo, un incendio distrugge il campo profughi di Moria: ci vivevano 12.700 migranti. La polizia contro i profughi.

“Non vogliamo un nuovo campo! Vogliamo la libertà!”
A Moria, nell’isola di Lesbo, vivevano 12.700 richiedenti asilo, oltre quattro volte il numero di persone che il campo potrebbe ospitare. Principalmente profughi in fuga dalla Siria e dall’Iraq che sono giunte nell’isola attraversando la Turchia. Ora in migliaia risultano sfollati dopo che il campo profughi è stato evacuato in seguito a un vasto incendio. La scorsa settimana nel centro è stata imposta la quarantena dopo che 35 persone sono risultate positive al coronavirus. Secondo alcuni media locali le fiamme sarebbero una conseguenza delle proteste contro il lockdown. Le persone del campo avevano denunciato come fosse impossibile rispettare le norme anti-contagio e come le condizioni igieniche risultasse precarie nella struttura. Il campo profughi, il più grande d’Europa, sarebbe ora completamente distrutto.
“Il fallimento dell’Europa” non è l’incendio che ha distrutto il campo, ma i campi come Moria.

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Set 4 2020

Siculiana, le ragioni della protesta: “Nostri diritti calpestati. Siamo in quarantena da un mese”

Migranti, Hotspot, Lampedusa, rete esterna - SITO NUOVO

3 settembre 2020. Una ventina di persone immigrate si sono arrampicate sul tetto del “centro d’accoglienza” Villa Sikania a Siculiana (Agrigento). Stanno protestando perché vogliano andare via dalla struttura dopo essere stati sottoposti a tampone da oltre un mese. A presidiare la struttura ci sono, come sempre, l’Esercito e le forze dell’ordine. La polizia intanto è riuscita a recuperare due dei migranti che si erano allontanati nei giorni precedenti. Nella struttura, intanto, da dove altri non sarebbero riusciti ad allontanarsi – proprio per il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine – si è innescata la protesta.

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Set 3 2020

L’isolamento dei migranti in Bosnia

3 settembre 2020

Il Cantone di Una-Sana è la regione della Bosnia settentrionale da dove chi migra prova l’ultimo assalto al sogno europeo. Qui i mesi del lockdown hanno giustificato l’inasprimento della repressione a danno delle persone in transito. Inoltre dalla primavera le frontiere invalicabili sono aumentate con l’intensificarsi dei respingimenti da parte di Slovenia e Italia.

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Set 2 2020

Milano, rivolta nel carcere di Opera all’inizio del lockdown: lo Stato presenta il conto, chiesto il processo per 22 detenuti

Milano, rivolta nel carcere di Opera all'inizio del lockdown: chiesto il processo per 22 detenuti

Per le note rivolte dei detenuti nelle carceri italiane dello scorso marzo, cioè in pieno lockdown per il coronavirus, stanno ora arrivando le prevedibili misure repressive fatte di rinvii a giudizio e futuri processi.
Lo Stato, non contento di avere ammazzato 14 detenuti durante le proteste ed aver attuato violenze e misure fortemente discriminatorie usate dal DAP, dai direttori e dalle guardie carcerarie durante l’intero lockdown, ora accusa le persone detenute di aver preordinato un “piano criminale”. Ma criminale semmai è stata la scelta politica di lasciare migliaia di persone a lambire e morire in carcere e a contagiarsi l’un l’altro per evitare di varare un qualche provvedimento di indulto.

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Set 1 2020

Sicilia e migranti

1 settembre

Tra la fine di Giugno e i primi di Luglio lo sbarco delle persone presenti nella nave-quarantena Moby Zaza – ormeggiata a Porto Empedocle -, è stato un argomento di propaganda politica nel territorio agrigentino. L’assessore alla Sanità della Regione Sicilia Ruggero Razza ha polemizzato con il governo nazionale e le ONG dichiarando come “la Regione ha fatto 180 tamponi sui migranti dell’Ocean Viking a largo di Pozzallo. E si è sostituita allo Stato. Non mi pare una cosa normale […] nessuno può scendere se non dopo l’esito del tampone. Se ne facciano una ragione quelli della Ong. La salute, dei nostri concittadini e dei migranti, viene prima di tutto. Vorrei ricordare che se a Porto Empedocle c’è una nave per la quarantena è perché lo ha chiesto il presidente Musumeci.

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Ago 23 2020

COVID E PROTESTE IN CARCERE: COSA È REALMENTE ACCADUTO?

L'immagine può contenere: il seguente testo "COVID E PROTESTE IN CARCERE: COSA È REALMENTE ACCADUTO? SCRIVICI SU MESSENGER AL CONTATTO: COMBATTERE IL CARCERE OPPURE SULLA MAIL: NFO@COMBATTEREILCARCERE.ORG"

23 agosto 2020, da Combattere il carcere

Ad inizio marzo sono esplose proteste in gran parte delle carceri di questo paese per poi espandersi al resto del mondo. Il bombardamento mediatico sull’estremo pericolo di contagio e la consapevolezza di una sanità carceraria assente ha portato le persone detenute a battersi, con il sostegno dei propri affetti all’esterno.
La risposta dello Stato è stata chiara: 14 prigionieri morti, pestaggi e trasferimenti punitivi.
I media hanno lasciato la parola solo ai sindacati di polizia e a chi siede su comode poltrone, dal ministero al DAP, per poi calare un velo di assordante silenzio.

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Ago 17 2020

Da dentro a dentro. La pandemia vista dalle prigioni italiane

17 agosto 2020

Dallo scorso 18 maggio è in libreria, oltre che in vendita sul nostro sito, il numero 4 de Lo stato delle città. Si tratta di un numero ideato, scritto e impaginato durante la quarantena e che racconta, da differenti punti di osservazione, i primi mesi di emergenza dovuti alla diffusione del Coronavirus. Proponiamo a seguire Da dentro a dentro. Due mesi di emergenza nelle prigioni italiane, uno degli undici pezzi pubblicati nella rivista, scritto da Riccardo Rosa

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Ago 16 2020

Lo Stato untore espone i migranti al Covid-19

Un gruppo di minori stranieri non accompagnati detenuti illegalmente nell’hotspot di Messina

In queste settimane abbiamo assistito ad un’infame caccia all’untore nero. “I migranti stanno trasmettendo il Covid-19 agli italiani” il leit motiv estivo.

La vergognosa vicenda dei 6 minori stranieri non accompagnati detenuti dal 29 luglio nel lager-hotspot di Messina consente invece di ribaltare la strumentale narrazione.

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Ago 14 2020

AGGIORNAMENTO DA SALUZZO E DINTORNI

Da Enough is Enough – braccianti in lotta Saluzzo

Come la pandemia ha trasformato la vita dei lavoratori braccianti e l’economia del settore?
Per una cronaca delle mobilitazioni dei braccianti e di quanto poi accaduto nelle campagne di Saluzzo nei mesi di giugno e di luglio si vedano invece gli allegati 1 e 2.

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Ago 13 2020

Percezioni dal Nord Est

Cagliari, la Polizia protesta dinanzi alla Questura: basta ...

In questo periodo estivo il clima sociale a queste latitudini è generalmente pacifico. Ma quest’estate 2020 è tutt’altro che serena, anche se non nel senso che desidereremmo: la questione dell’immigrazione sta rendendo il dibattito politico alquanto esacerbato e la risposta dello Stato si sta facendo gradatamente più repressiva.

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Ago 5 2020

Linea dura sull’immigrazione, caccia all’untore e attacchi razzisti a Foggia

L'immagine può contenere: spazio all'aperto e testo

Linea dura sull’immigrazione: caccia all’untore e altri spauracchi razzisti. Intanto a Foggia continuano le aggressioni. Da Comitato Lavoratori delle Campagne

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Ago 4 2020

Nuovi poteri al Gom, il reparto speciale incaricato di reprimere le rivolte nelle carceri

home - Osservatorio Repressione

Dopo le rivolte di marzo dei detenuti durante il lockdown per il coronavirus (con 14 morti all’attivo per lo Stato), il 30 Luglio il ministro Bonafede ha firmato il decreto di riorganizzazione del Gruppo Operativo Mobile. Cioè il raggruppamento speciale della polizia penitenziaria incaricato della repressione rapida delle rivolte nelle carceri, corpo ufficialmente nato nel 1999 con la firma del “comunista” Oliviero Diliberto, allora ministro della Giustizia.

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