Tag Archives: rivolte di marzo

Bologna. Per la rivolta alla Dozza pm chiedono processo per 49 detenuti

14 aprile 2021 – Un anno fa, a poche settimane dallo scoppio della pandemia Covid-19, le proteste all’interno del carcere: oggi le richieste di rinvio a giudizio della Procura, che muove le accuse a vario titolo di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e tentata evasione.

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Le prigioni di provincia

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Pubblicato il 23 Gennaio 2021 da carmillaonline

di Giovanni Iozzoli

Ci sono morti che pesano come piume: le grandi verità non tramontano mai. Nove morti vagano nella nebbia umida di pianura, persi, come fantasmi. Sono spettri che non spaventano nessuno. Se li incontri nella notte non li riconosci, perché non hanno volto, non hanno storia, non sono il retaggio di vite vissute. Nove morti nel giorno effimero della mimosa. Nove morti all’alba della prima ondata pandemica, nel cuore dell’ultimo avamposto progressista.

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Sulla rivolta al carcere di Modena a marzo 2020 e non solo

6 gennaio 2021

Pubblichiamo con richiesta di massima diffusione.

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A nove mesi dalla strage di stato nelle carceri

Inferno Urbano
10 dicembre 2020

Durante le rivolte di marzo nelle carceri, lo Stato italiano ha compiuto una strage: 14 detenuti vengono ritrovati morti nelle patrie galere.

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Testimonianza sui prigionieri uccisi a marzo nel carcere di Modena

No photo description available.

FONTE: Combattere il carcere


Modena. Sabato 3 ottobre alziamo la testa!

1 ottobre 2020, da https://www.facebook.com/combattereilcarcere

Sabato 3 ottobre mobilitazione a Modena
Non dimentichiamo le morti in carcere durante le rivolte di marzo, non lasciamo solo/a chi è colpito/a dalla repressione.

leggi il documento: MODENA CAPITALE DELLA REPRESSIONE

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La giustizia dello Stato: Prima la violenza, poi la vendetta – Sui 55 avvisi di garanzia arrivati ai detenuti di Rebibbia

27 settembre 2020

Tra il finire di febbraio e inizi di marzo la presenza del Covid in Italia e nel mondo comincia a preoccupare e spaventare. Non se ne capisce bene l’entità né la reale pericolosità e scienziati, medici e politici si contraddicono a vicenda. Vengono istituite le prime “zone rosse” a livello locale, fino all’annuncio della chiusura a livello generale. Le indicazioni governative sono quelle di mantenere la distanza di almeno 1 metro, di indossare la mascherina e di uscire di casa solo in caso di “necessità”. Bisogna insomma evitare il contatto con le altre persone, è questo l’unico modo per non essere contagiati.
Anche nelle carceri, tra le persone prigioniere cresce la paura: come è possibile proteggersi da questo virus quando si sta ammassati in celle di pochi metri quadri? Come farlo se la direzione penitenziaria non fornisce neanche il minimo di dispositivi di protezione (le mascherine)?

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Milano, rivolta nel carcere di Opera all’inizio del lockdown: lo Stato presenta il conto, chiesto il processo per 22 detenuti

Milano, rivolta nel carcere di Opera all'inizio del lockdown: chiesto il processo per 22 detenuti

Per le note rivolte dei detenuti nelle carceri italiane dello scorso marzo, cioè in pieno lockdown per il coronavirus, stanno ora arrivando le prevedibili misure repressive fatte di rinvii a giudizio e futuri processi.
Lo Stato, non contento di avere ammazzato 14 detenuti durante le proteste ed aver attuato violenze e misure fortemente discriminatorie usate dal DAP, dai direttori e dalle guardie carcerarie durante l’intero lockdown, ora accusa le persone detenute di aver preordinato un “piano criminale”. Ma criminale semmai è stata la scelta politica di lasciare migliaia di persone a lambire e morire in carcere e a contagiarsi l’un l’altro per evitare di varare un qualche provvedimento di indulto.

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COVID E PROTESTE IN CARCERE: COSA È REALMENTE ACCADUTO?

L'immagine può contenere: il seguente testo "COVID E PROTESTE IN CARCERE: COSA È REALMENTE ACCADUTO? SCRIVICI SU MESSENGER AL CONTATTO: COMBATTERE IL CARCERE OPPURE SULLA MAIL: NFO@COMBATTEREILCARCERE.ORG"

23 agosto 2020, da Combattere il carcere

Ad inizio marzo sono esplose proteste in gran parte delle carceri di questo paese per poi espandersi al resto del mondo. Il bombardamento mediatico sull’estremo pericolo di contagio e la consapevolezza di una sanità carceraria assente ha portato le persone detenute a battersi, con il sostegno dei propri affetti all’esterno.
La risposta dello Stato è stata chiara: 14 prigionieri morti, pestaggi e trasferimenti punitivi.
I media hanno lasciato la parola solo ai sindacati di polizia e a chi siede su comode poltrone, dal ministero al DAP, per poi calare un velo di assordante silenzio.

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Nuovi poteri al Gom, il reparto speciale incaricato di reprimere le rivolte nelle carceri

home - Osservatorio Repressione

Dopo le rivolte di marzo dei detenuti durante il lockdown per il coronavirus (con 14 morti all’attivo per lo Stato), il 30 Luglio il ministro Bonafede ha firmato il decreto di riorganizzazione del Gruppo Operativo Mobile. Cioè il raggruppamento speciale della polizia penitenziaria incaricato della repressione rapida delle rivolte nelle carceri, corpo ufficialmente nato nel 1999 con la firma del “comunista” Oliviero Diliberto, allora ministro della Giustizia.

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Santa Maria Capua Vetere, carcere da tortura

Carcere di Santa Maria Capua Vetere: rivolta in atto ...

14 giugno 2020.

Da alcuni giorni il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) è al centro delle cronache per un susseguirsi di eventi che richiamano non solo la gestione autoritaria ed antisociale del sistema penale italiano ma, anche, uno “scontro” tra apparati dello Stato attorno a snodi significativi (la questione Giustizia) dell’agenda politica del nostro paese.

Ricapitoliamo, brevemente, i fatti.

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Carceri e Covid-19: se il problema resta l’“ossessione securitaria”

30 maggio 2020

È uscito il rapporto dell’associazione Antigone sulle carceri italiane. Dalle “rivolte” al sovraffollamento, un’analisi della scarsa trasparenza con cui è stata spesso gestita l’emergenza sanitaria

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Detenuti contagiati nel carcere di Montorio

Le carceri sono tra i luoghi più esposti al rischio di contagio.
Assistiamo al paradosso per cui all’esterno non si può stare a meno di un metro di distanza e lo Stato dichiara illegali gli “assembramenti”, mentre in carcere si è costretti dallo stesso Stato a stare anche in celle sovraffollate.
A riprova di come la vita dei detenuti sia tenuta in nessuna considerazione.
A un mese dall’inizio delle proteste nelle carceri italiane, proviamo a mettere in fila le poche informazioni reperibili sulla situazione del carcere veronese di Montorio.

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Se la Procura inventa il “reato di opposizione politica”

Diverse realtà collettive cittadine in solidarietà agli arrestati dal 13 maggio: “Messaggio chiarissimo: su quanto succede nelle carceri vige l’obbligo del silenzio, sulle violenze subite dai detenuti, sui trasferimenti punitivi, sull’assistenza e prevenzione sanitaria inesistenti, sull’estendersi dell’epidemia”. A firma “Complici e solidali”, invece, venerdì biciclettata e presidio sotto la Dozza.

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Ritorno alla normalità: altri anarchici arrestati

Questa notte, sette compagni e compagne sono stati arrestati e altri cinque sottoposti all’obbligo di dimora a Bologna. L’ennesima inchiesta per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo”. Da quello che si capisce, a questi compagni si contesta di aver preso parte alla lotta contro i lager della democrazia (i CPR), di aver sostenuto le rivolte scoppiate in molte carceri italiane nel mese di marzo e – a qualcuno di loro – di aver incendiato nel 2018 un ripetitore televisivo in solidarietà con i prigionieri.

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