Tag Archives: CPR

Un anno di lager di Stato, un morto ogni sei mesi nel Cpr di Gradisca

INVITO ALLA CONDIVISIONE PER CHIEDERE LA CHIUSURA DEL CPR ...

Non siamo appassionati di anniversari e ricorrenze, ma l’anno appena trascorso ha lasciato dietro di sé una lunga scia di morti uccisi dallo Stato e, per questo, ci ha lasciato anche alcune certezze.

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A nove mesi dalla strage di stato nelle carceri

Inferno Urbano
10 dicembre 2020

Durante le rivolte di marzo nelle carceri, lo Stato italiano ha compiuto una strage: 14 detenuti vengono ritrovati morti nelle patrie galere.

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Milano – 25 ottobre presidio al CPR di Via Corelli

È incredibile, ma in un momento come quello che stiamo vivendo, tra paure e impoverimento generalizzato, chi governa la città non trova niente di meglio che aprire una nuova prigione. Gente che, partendo da paesi in cui l’ansia di profitto dei predatori ha rubato terre e risorse offrendo in cambio guerre, quando riesce ad arrivare in questo paese, senza perdere la vita in mare o alle frontiere, cosa trova? Barriere, barriere mai riservate a chi viene dalla parte “giusta” della terra.

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CPR di Gradisca: la lotta dei reclusi tra autolesionismo e accenni di rivolta

CPR di Gradisca: la lotta dei reclusi tra autolesionismo e accenni di rivolta

16 settembre 2020

Gradisca. La scorsa domenica una biciclettata solidale ha percorso le vie di Gradisca e Sagrado con cartelli, slogan, e brevi soste per interventi informativi.
Nel CPR isontino, riaperto lo scorso novembre, dopo sei anni di chiusura decretata dalle rivolte che avevano distrutto la struttura, ci sono stati due morti, diversi feriti, numerosi atti di autolesionismo e diversi accenni di rivolta. Durante il lockdown, nonostante fosse impossibile attuare espulsioni, le porte hanno continuato ad aprirsi per rinchiudervi le vite di persone pescate senza documenti.

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Tra contenimento e fughe, alcune riflessioni

Tratto da https://macerie.org

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Percezioni dal Nord Est

Cagliari, la Polizia protesta dinanzi alla Questura: basta ...

In questo periodo estivo il clima sociale a queste latitudini è generalmente pacifico. Ma quest’estate 2020 è tutt’altro che serena, anche se non nel senso che desidereremmo: la questione dell’immigrazione sta rendendo il dibattito politico alquanto esacerbato e la risposta dello Stato si sta facendo gradatamente più repressiva.

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Comunicati, Azioni e Aggiornamenti sull’operazione “Ritrovo”

AGGIORNAMENTI, COMUNICATI E AZIONI DI SOLIDARIETÀ CON LE COMPAGNE E I COMPAGNI ARRESTATI PER L’OPERAZIONE “RITROVO” DELLA PROCURA DI BOLOGNA E DEI ROS.
(
AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO)

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Ritorno alla normalità: altri anarchici arrestati

Questa notte, sette compagni e compagne sono stati arrestati e altri cinque sottoposti all’obbligo di dimora a Bologna. L’ennesima inchiesta per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo”. Da quello che si capisce, a questi compagni si contesta di aver preso parte alla lotta contro i lager della democrazia (i CPR), di aver sostenuto le rivolte scoppiate in molte carceri italiane nel mese di marzo e – a qualcuno di loro – di aver incendiato nel 2018 un ripetitore televisivo in solidarietà con i prigionieri.

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I Centri per il rimpatrio, senza rimpatrio

La detenzione dei migranti era necessitata dalla scusa di dover di procedere alle espulsioni. Ma ora che le deportazioni sono ferme, questi luoghi ci ricordano sempre più che l’eccezione non è mai avulsa da quello che le sta attorno.

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Operazione Ritrovo. Solidarietà da Rimini

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, il seguente testo "DAE MARSI LA FASE PUO CAMBARE NOME TUTTX LIBER MA DIETRO LA STE SA REPRESSIONE"

“..le difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco il manifestarsi di focolai di espressione estremistica “.
“…strategica valenza preventiva volta ad evitare che in eventuali ulteriori momenti di tensione sociale “.
Le parole usate per descrivere l’operazione dei ROS, coordinata dalla procura di Bologna, che ha portato all’arresto e le perquisizioni in casa di 12 compagne/i il 13 maggio 2020 sono chiare: la prima è stata pronunciata dal ministro dell’Interno due giorni prima dell’operazione, la seconda è quella dei Carabinieri che hanno portato a termine gli arresti.

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Roma- Ancora proteste e pestaggio nel CPR di Ponte Galeria

1 maggio 2020
Nelle ultime settimane, grazie alla quarantena, la polizia ha alzato il livello di violenza nelle strade. L’abbiamo visto a Torino, o il 25 Aprile a Milano.
In tutto il mondo in effetti girano video di sbirri italiani che picchiano gente con la scusa dei controlli.
Se prima la violenza veniva esercitata nascondendosi, in strade non affollate o nei commissariati, adesso si fa meno caso alle apparenze. 
Per chi i pestaggi li ha sempre avuti come pane quotidiano, la situazione è sempre più difficile.
Ce lo dicono, oltre a ciò che si vede in strada con lx senza tetto, le persone pestate e uccise nelle prigioni.

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Nel Cpr di Gradisca c’è il Coronavirus: i positivi sono in cella coi negativi

Oggi, 24 aprile, da dentro il CPR di Gradisca ci fanno sapere che ci sono almeno cinque persone positive al Coronavirus. Queste persone sono rinchiuse nelle celle comuni, con altri detenuti. Alcune di queste persone sono state deportate dalla Lombardia, in piena emergenza Coronavirus. La Regione Friuli-Venezia Giulia dichiara che ci sono tre persone positive in isolamento: questo è falso. Abbiamo ricevuto fotografie che testimoniano chiaramente che le persone infette sono a contatto con gli altri reclusi: la fotografia allegata è l’esito del tampone di un ragazzo che vive in una cella con un compagno negativo. Le persone positive hanno portato i materassi fuori dalle celle, per dormire nelle gabbie all’aperto e non infettare i propri compagni.

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Il CPR di Torino ai tempi di Covid19

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6 marzo 2020

Per la giornata di sabato 7 marzo è stato convocato da varie realtà solidali torinesi un momento di consegna di pacchi alimentari e di saluto ai reclusi del CPR di corso Brunelleschi. Complici il sequestro di massa dei telefoni operato dalle forze dell’ordine dopo l’ultima rivolta e le misure restrittive messe in campo dallo stato per l’emergenza sanitaria in corso da un mese non si hanno più notizie dai detenuti.

Ne parliamo al telefono con un compagno del CSOA Gabrio, tra i promotori dell’iniziativa. Eventuali modifiche saranno condivise su Gancio.cisti

Ascolta l’audio: https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/03/cpr.mp3?_=1