Comunicati, Azioni e Aggiornamenti sull’operazione “Ritrovo”
AGGIORNAMENTI, COMUNICATI E AZIONI DI SOLIDARIETÀ CON LE COMPAGNE E I COMPAGNI ARRESTATI PER L’OPERAZIONE “RITROVO” DELLA PROCURA DI BOLOGNA E DEI ROS.
(AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO)
AGGIORNAMENTI, COMUNICATI E AZIONI DI SOLIDARIETÀ CON LE COMPAGNE E I COMPAGNI ARRESTATI PER L’OPERAZIONE “RITROVO” DELLA PROCURA DI BOLOGNA E DEI ROS.
(AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO)

Diverse realtà collettive cittadine in solidarietà agli arrestati dal 13 maggio: “Messaggio chiarissimo: su quanto succede nelle carceri vige l’obbligo del silenzio, sulle violenze subite dai detenuti, sui trasferimenti punitivi, sull’assistenza e prevenzione sanitaria inesistenti, sull’estendersi dell’epidemia”. A firma “Complici e solidali”, invece, venerdì biciclettata e presidio sotto la Dozza.

Aderiamo ad un comunicato congiunto con le altre realtà bolognesi in solidarietà degli/delle arrestate.

18 maggio 2020. Sei attivisti bolognesi hanno ricevuto altrettante misure cautelari perchè secondo la Procura del capoluogo emiliano sono stati protagonisti della campagna promossa anche attraverso la pagina Facebook “il padrone di merda”, che denuncia e interviene in difesa di lavoratrici e lavoratori sfruttati.
Questa notte, sette compagni e compagne sono stati arrestati e altri cinque sottoposti all’obbligo di dimora a Bologna. L’ennesima inchiesta per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo”. Da quello che si capisce, a questi compagni si contesta di aver preso parte alla lotta contro i lager della democrazia (i CPR), di aver sostenuto le rivolte scoppiate in molte carceri italiane nel mese di marzo e – a qualcuno di loro – di aver incendiato nel 2018 un ripetitore televisivo in solidarietà con i prigionieri.

“..le difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco il manifestarsi di focolai di espressione estremistica “.
“…strategica valenza preventiva volta ad evitare che in eventuali ulteriori momenti di tensione sociale “.
Le parole usate per descrivere l’operazione dei ROS, coordinata dalla procura di Bologna, che ha portato all’arresto e le perquisizioni in casa di 12 compagne/i il 13 maggio 2020 sono chiare: la prima è stata pronunciata dal ministro dell’Interno due giorni prima dell’operazione, la seconda è quella dei Carabinieri che hanno portato a termine gli arresti.

Gli attestati di solidarietà da diverse realtà cittadine alle attiviste e agli attivisti sottoposte/i a misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta ‘Ritrovo’ della Procura.

13 maggio 2020. Bologna. Sette persone condotte in quattro diverse carceri, obbligo di dimora per altre cinque. Al centro delle accuse l’incendio di un ripetitore avvenuto nel dicembre 2018 a Monte Donato. Tuttavia, fa sapere la Procura, l’operazione avrebbe “strategica valenza preventiva” rispetto a “momenti di tensione sociale” durante l’emergenza coronavirus, come le proteste alla Dozza.