Nov 4 2020

Aspettando rivolte: grande è il disordine sotto i Dpcm, ma la situazione è quella che è

4 novembre 2020

Le proteste contro il lockdown che stanno attraversando l’Italia ci restituiscono l’immagine di un paese sull’orlo di una crisi di nervi. Non stupisce allora che in molti, anche nel movimento, si improvvisino psicanalisti che, notoriamente, sono dei pazienti che tendono a curare gli altri per non curare se stessi. Trascinati da un desiderio alla deriva, violentemente attaccato a quell’oggetto sfuggente e recalcitrante chiamato lotta di classe, finiamo per vederla ogni qualvolta si manifesti un sussulto, un vetro rotto o, se non altro, un po’ di possibile. Mentre si consuma il rito un po’ introverso degli scioperi autunnali, una voce chiama nel deserto: tu ci chiudi, tu ci paghi, dice, e l’odore inebriante del reddito garantito si diffonde nell’aria, appena un po’ rarefatta da fumogeni di varia provenienza.

Continue reading


Ott 17 2020

Per una fenomenologia di Confindustria

1) In quale stato versa il padronato italiano? Per una fenomenologia di Confindustria

Dal negazionismo all’economia di guerra. La crisi

Il confindustriale è uomo pratico. Un secolo di addomesticamento nel capitalismo italiano ha reso mediocri le sue ambizioni. Decenni di gestione industriale l’hanno trasformato in un individuo refrattario a ogni avventura. Verrebbe perciò da sé credere che quest’abitudine a porsi solo problemi che può facilmente risolvere abbia portato il confindustriale a essere un capitalista discretamente realista. Non è così. Certo, il confindustriale per sua natura non può che detestare la fantasia, ma allo stesso tempo non si può nemmeno dire che apprezzi sempre la realtà!

Continue reading


Ago 29 2020

Confindustria batte cassa. I contratti “rivoluzionari” che vuole Bonomi: niente aumenti salariali

La «rivoluzione» di Bonomi: niente aumenti salariali

La «rivoluzione» di Bonomi: niente aumenti salariali. Ha usato l’aggettivo «rivoluzionari», Carlo Bonomi. Il presidente di Confindustria però lo fa a sproposito – «è un aggettivo che proprio non ci si addice» – lanciando un messaggio chiaro sulla strategia per l’autunno: servono «contratti rivoluzionari rispetto al vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari» perché «nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati».
Il messaggio in realtà era rivolto solo ai presidenti territoriali e di categoria di Confindustria. Ma l’Ansa ne è entrata in possesso, costringendo anche il sito del Sole24Ore a divulgarlo urbi et orbi.

Continue reading