Ott 17 2020

Per una fenomenologia di Confindustria

1) In quale stato versa il padronato italiano? Per una fenomenologia di Confindustria

Dal negazionismo all’economia di guerra. La crisi

Il confindustriale è uomo pratico. Un secolo di addomesticamento nel capitalismo italiano ha reso mediocri le sue ambizioni. Decenni di gestione industriale l’hanno trasformato in un individuo refrattario a ogni avventura. Verrebbe perciò da sé credere che quest’abitudine a porsi solo problemi che può facilmente risolvere abbia portato il confindustriale a essere un capitalista discretamente realista. Non è così. Certo, il confindustriale per sua natura non può che detestare la fantasia, ma allo stesso tempo non si può nemmeno dire che apprezzi sempre la realtà!

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Ago 24 2020

Paperoni sempre più ricchi. Il Covid accresce le disuguaglianze

La ricchezza dei primi 12 miliardari americani è cresciuta del 40% da marzo ad oggi. Jeff Bezos, patron di Amazon, resta il più ricco al mondo

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Mag 20 2020

Il prestito ad Fca? Possibile grazie al Decreto Liquidità

Liquidità

Ha sollevato indignazione nei giorni scorsi la richiesta di un prestito di 6,3 miliardi di euro da parte di Fca con la garanzia di Sace, finanziaria di Cassa Depositi e Prestiti. A fare ancora più arrabbiare è il fatto che, mentre chiede soldi con garanzia pubblica per pagare i fornitori e i rivenditori, Fca potrebbe staccare 5,5 miliardi di euro di dividendi per i propri azionisti, avendo oltretutto in cassa 18,5 miliardi.
Tutto ciò, però, è possibile grazie al Decreto Liquidità, che non contiene paletti per impedirlo.
A chiarire i margini della vicenda è il giornalista Nicola Borzi, che si è occupato del tema in un articolo pubblicato su Valori.it

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Mag 17 2020

COVID 19 E FIAT: 6,5 M.DI A PREZZI STRACCIATI Il prendi i soldi e scappa non funziona più: non c’è niente da mungere!

17 maggio 2020

FCA Group, attraverso la controllata FCA Italy che gestisce le attività in Italia, avrebbe intenzione di chiedere un prestito di 6,5 mld di euro a Intesa Sanpaolo con garanzia pubblica dello stato per l’80% dell’importo attraverso Sace.

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Mag 16 2020

La voce del padrone. E la nostra

16 maggio 2020.

Appena calata l’attenzione sull’emergenza sanitaria, il sistema imprenditoriale e proprietario italiano ha deciso di passare al contrattacco con inusuale violenza. Giocano d’anticipo per farci pagare la recessione che verrà e per evitare che la loro crisi di legittimità si fissi in nuove pretese sociali. Ora, con l’approvazione del decreto Rilancio, i nuovi rapporti di forza vengono ratificati da un esecutivo preso in ostaggio dagli interessi privati.

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Mag 16 2020

Decreto legge del “Rilancio”. Soldi ai soliti, briciole al resto.

16 maggio 2020, da http://www.ondarossa.info
Con Maurizio Donato si analizza l’ultimo D.L. del governo: pioggia di soldi ai padroni, le briciole per noi.
E il peggio deve ancora venire.

 


Mag 11 2020

Niente carezze ai padroni. Lotte delle operaie e sciopero femminista nel tempo pandemico

Intervista a M. ‒ Non Una di Meno Transterritoriale Marche.
Da http://www.connessioniprecarie.org

Abbiamo intervistato M., attivista femminista e operaia, che racconta come sta cambiando il lavoro operaio nel terzo settore in tempi di Covid19. Svolgere lavori essenziali durante il picco pandemico ha voluto dire prima di tutto mettere a rischio la propria salute, specialmente se le aziende lucrano sui fondi pubblici che dovrebbero usare per applicare norme di sicurezza che alla catena di montaggio sono virtualmente impossibili da seguire senza ridurre i ritmi della produzione. Lavoro essenziale vuol dire anche l’estensione dell’orario e la moltiplicazione dei turni senza che vi sia un aumento dei salari. Nel neonato settore della sanificazione salari bassissimi vengono corrisposti a una forza lavoro fatta prevalentemente di donne e migranti, che anche durante la crisi sanitaria sono sottoposte al ricatto del permesso di soggiorno. Questo tuttavia non ha impedito loro di prendere parola. In fabbriche, magazzini, ospedali, scioperi e proteste hanno mostrato l’attualità dello slogan dello sciopero femminista: se le nostre vite non valgono, ci fermiamo! La divisione sessuale del lavoro non si limita ai luoghi della produzione ma continua all’interno mura di casa, dove sono ancora una volta le donne a prendersi cura di figli, anziani e malati, come dimostra il fatto che siano soprattutto loro a fare richiesta dei congedi parentali. Proprio la divisione sessuale del lavoro e la connessione tra lavoro produttivo e riproduttivo è stata al centro delle mobilitazioni di Non Una di Meno, che ha anticipato con lo sciopero femminista dell’8 marzo quella possibilità di interrompere la produzione e riproduzione sociale, una possibilità che gli scioperi pandemici hanno rivendicato con forza. Come emerge chiaramente da questa intervista, partire dalle condizioni materiali e di vita è stata la prima spinta per la presa di parola e la costruzione di una lotta in questi mesi. Riconoscere la portata e l’attualità dello sciopero femminista è la chiave anche durante la ricostruzione, anticipare e continuare a sottolineare le connessioni fra razzismo, sessismo e sfruttamento è quanto mai necessario.

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Apr 14 2020

Come informare il proprietario/a che non puoi pagare l’affitto o concordare una riduzione del canone

In un momento in cui tutte e tutti stiamo soffrendo una contrazione del reddito, l’unico modo per sopravvivere è socializzare e collettivizzare i costi della crisi, a partire da chi ha la possibilità, in quanto proprietario/a di un immobile, di trarre profitto da un bene primario per il locatario/a, cioè la casa di abitazione. In Italia molte abitazioni sono di proprietà di privati, ma questo di per sé non significa che non si tratti di speculazione immobiliare. Continue reading


Apr 14 2020

NEANCHE TU PUOI PAGARE L’AFFITTO?

SEGNALA IL TUO CASO! COMPILA IL QUESTIONARIO

Lo sciopero degli affitti sulla mappa – per aggiungere il tuo caso puoi usare il modulo sulla mappa o quello linkato sopra.

Come altre migliaia di inquilini e inquiline,
siamo rimasti privi delle nostre fonti di reddito.
I contributi che arrivano dal governo sono scarsi (meno di metà canone)
e accessibili solo a chi ha un contratto regolare.
Questi contributi serviranno solo a garantire il profitto dei proprietari/e durante l’epidemia.
Cosa facciamo quindi se non riusciamo a pagare l’affitto?

POSSIAMO SCIOPERARE!

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