Con la Professoressa ed Economista Annamaria Simonozzi analizziamo le misure prese per la pandemia del corona virus con un’ottica di genere. In tutti i periodi di crisi sono spesso le donne a pagare i prezzi più alti. Alcuni suoi scritti li possiamo anche trovare sulla rivista online ingenere.
Il diritto all’interruzione di gravidanza messo in discussione dal coronavirus
«Ho passato l’ultimo giorno utile prima del decreto che ci ha bloccati a casa, a tentare di contattare telefonicamente, invano, consultori e ospedali. Il giorno dopo sarei dovuta andare di persona, ma non è più stato possibile. Gli unici che mi hanno risposto non hanno più il reparto di ginecologia».
«Il mio medico di base non vuole farmi il certificato necessario per l’aborto, il mio ginecologo privato è obiettore, il consultorio del mio paese è chiuso, a quello della città vicina che dovrebbe essere aperto per emergenze non risponde mai nessuno».
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Per uscire insieme dalla pandemia e cambiare il sistema
Le ultime settimane di quarantena non fermano l’articolazione delle lotte femministe e transfemministe globali: quattro anni di scioperi femministi e transfemministi hanno già mostrato che la nostra mobilitazione attraversa confini e ci continua ad unire in un’unica grande marea.
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15 aprile 2020. Secondo i dati raccolti dalla rete di centri antiviolenza D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, 2867 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza dall’inizio del lockdown, con un incremento del 74,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo Paola Sdao, che con Sigrid Pisanu cura la rilevazione statistica annuale della rete D.i.Re, si tratta di “un dato che conferma quanto la convivenza forzata abbia ulteriormente esacerbato situazioni di violenza che le donne stavano vivendo”.
A cura della Coordinamenta Transfemminista di Udine
In questo momento di estrema confusione e incertezza pensiamo sia fondamentale condividere informazioni chiare che riguardino la salute sessuale e l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza durante l’emergenza sanitaria COVID-19.
In parlamento a Varsavia arriva una legge che costringerebbe a portare avanti una gravidanza, in ogni caso: oggi gli assembramenti in Polonia sono vietati, così le manifestazioni di chi è contrario alla misura si sono spostate online
La libertà di scelta, già pesantemente condizionata dai limiti imposti dalla legge 194, in questo periodo diviene molto difficile e spesso impossibile.
Abbiamo provato a capirne di più con Eleonora di Obiezione Respinta, gruppo che14 da anni si occupa di monitorare l’obiezione in ospedali e farmacie, che ha lanciato “Sos aborto – Covid 19” un canale telegram che fornisce i dati sulla situazione nelle varie regioni e nelle diverse strutture ospedaliere e consultori. Si occupa anche di accogliere le testimonianze delle donne, che devono affrontare un percorso ad ostacoli sempre più arduo. Continue reading
La libertà di scelta, già pesantemente condizionata dai limiti imposti dalla legge 194, in questo periodo diviene molto difficile e spesso impossibile.
Abbiamo provato a capirne di più con Eleonora di Obiezione Respinta, gruppo che da anni si occupa di monitorare l’obiezione in ospedali e farmacie, che ha lanciato “Sos aborto – Covid 19” un canale telegram che fornisce i dati sulla situazione nelle varie regioni e nelle diverse strutture ospedaliere e consultori. Si occupa anche di accogliere le testimonianze delle donne, che devono affrontare un percorso ad ostacoli sempre più arduo.
Con la Professoressa ed Economista Annamaria Simonozzi analizziamo le misure prese per la pandemia del corona virus con un’ottica di genere. In tutti i periodi di crisi sono spesso le donne a pagare i prezzi più alti. Alcuni suoi scritti li possiamo anche trovare sulla rivista online ingenere.
Nel pieno della pandemia, ripartiamo dai femminismi e dai movimenti contro la precarietà, dalle lotte che hanno portato alla crisi di legittimità dell’attuale neoliberalismo, per segnalare i campi di conflitto aperti nella crisi e, dunque, ciò che è in gioco come possibile vie di uscita.
30 marzo 2020. In questi periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria, in un clima di grande incertezza e instabilità molte cose sono passate in secondo piano, negli ospedali tutte le forze sono concentrate per arginare il contagio e curare le persone che hanno contratto il virus. Ci sono, però, interventi che son anch’esse delle emergenze e non possono essere rimandate, l’interruzione volontaria di gravidanza è uno di questi. E’ di fondamentale importanza che sia garantito alle donne il diritto di abortire, diritto che in tempi non emergenziali è fin troppe volte ostacolato, in questo periodo più che mai deve essere facilmente accessibile, per tutelare il diritto di interrompere una gravidanza e farlo nel più breve tempo e passaggi possibili per tutelare la propria salute.
9 aprile 2020. La questione dell’aborto, diritto acquisito grazie alla legge 194, diventa in tutta Italia sempre più intricata e complessa in questo periodo di emergenza da Covid-19.
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07 Aprile 2020.
Ombre Rosse e altre realtà hanno già raccolto alcune migliaia di euro destinate a “lavoratrici e lavoratori sessuali esposte a disagio e povertà”. #7aprile giornata mondiale della salute, Laboratorio Salute Popolare aderisce e pubblica contributi fotografici. Sportello antisfratto Imola: i bonus spesa erogati dal Comune sono “briciole che non saziano la fame”.
6 aprile 2020. Sex worker, una categoria per la quale neanche il Covid-19 è riuscito a mettere in quarantena i pregiudizi. In prevalenza donne e trans che «non possono accedere alle prestazioni sociali istituite come misure di emergenza dal Governo dopo il Dpcm Io resto a casa, abbandonate dalla politica e senza tutele per il mancato riconoscimento della professione di lavoratrice sessuale e sull’orlo del baratro di una povertà estrema».