Virus, allevamenti intensivi e crisi economica VOCI DALL’ANTROPOCENE – #30 – 06/07/20

Questa settimana il tema portante saranno  le connessioni tra i fenomeni pandemici e la più generale crisi ecologica che riguarda prepotentemente questo inizio di millennio. E tra la crisi economica e la crisi ecologica.

Lo faremo attraverso due interviste… Diciamo subito che la prima intervista è del 2017, quando “Big Farms make Big Flu” [del biologo Robert Wallace] è uscito negli Usa.

Il libro non parla quindi di coronavirus, ma le risonanze sono ovviamente fortissime, e non è ancora tradotto in italiano.  Abbiamo scelto questo estratto perché ci sembra che connetta brevemente tutti i piani del discorso: la penetrazione antropica sempre più profonda che mette in contatto grandi e piccoli allevamenti con luoghi che fino a poco tempo fa potevano dirsi incontaminati, serbatoi di virus insomma, la grande industria che crea il terreno perfetto perché i patogeni vincano la competizione per esistere mantenendosi comunque letali, la globalizzazione che sposta rapidamente i patogeni da una parte all’altra del mondo. Il risultato sono super patogeni che sono un’emanazione diretta dei cicli industriali, prodotti dalle condizioni stesse dell’accumulazione capitalistica.

Dentro questo tipo di ragionamento leggiamo l’intervista di Emanuele Leonardi, giovane ricercatore vicino all’approccio dell’ecologia politica, ad Andreas Malm, dove il punto fondamentale è sicuramente la fragilità dei movimenti ambientalisti di fronte alla pandemia e il dato della crisi economica come interno alla crisi ecologica e dunque il richiamo a James O’Connor, ecologo marxista ante litteram.

Infine ascolterete un piccolo estratto da un’intervista realizzata dai redattori di Radio Cane, di Milano, che prova a raccontare qualcosa di quell’esperienza contraddittoria e poco conosciuta che va avanti a Seattle da oltre un mese, nota come CHAZ, Capitol Hill Autonomo Zone.

ascolta l’audio:

https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus_loop.gif

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Le voci dall’Antropocene sono innanzitutto le nostre; a volte smarrite, sgomente davanti all’accettazione di un fatto tanto brutale quanto un’estinzione di massa.
Le voci dall’Antropocene sono quelle degli sfruttati di ogni dove che, pur avendo inciso meno degli altri sull’attuale squilibrio ecologico, si trovano e si troveranno a lottare per non pagare i costi della promessa di una transizione verde.
Le voci dall’Antropocene sono le nuove generazioni, il cui urlo oggi si confonde volentieri con la canea del greenwashing ma proprio i più giovani incominciano a intravedere il futuro di miseria e devastazioni che il capitalismo ha preparato per loro.
Le voci dall’Antropocene provengono da ogni angolo del mondo, perché non vi é conflitto, disastro, migrazione di massa, che oggi non sia da ricondurre alla crisi ecologica in atto e alla sua struttura tentacolare.
ASCOLTA TUTTE LE DIRETTE IN STREAMING DI “VOCI DALL’ANTROPOCENE”:

https://radioblackout.org/shows/voci-dallantropocene/

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FONTE: https://radioblackout.org/podcast/virus-allevamenti-intensivi-e-crisi-economica-voci-dallantropocene-30-06-07-20/


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