
Un otto marzo senza piazze ma non senza lotta

UN VIRUS da SCONFIGGERE: IL PATRIARCATO!

LOTTOMARZO, PERCHE’ LA PAURA CAMBI CAMPO, per ORGANIZZARE la SOLIDARIETÀ, per ABBATTERE PATRIARCATO e CAPITALE, TUTTE e TUTTI, NON UNA DI MENO!
Con l’emergenza Coronavirus, il governo, le questure di tutta Italia e il Comitato di garanzia hanno fermamente chiesto di revocare la copertura sindacale per lo sciopero globale transfemminista, vietando o limitando i cortei e le attività di piazza previste per le giornate dell’8 e 9 marzo in tutta Italia.
EMERGENZA COR… SCUSATE, EMERGENZA SANITÀ PUBBLICA!

7 marzo 2020
Come tutti in questi giorni ci siamo trovati a discutere collettivamente riguardo all’emergenza in atto nel nostro Paese.
I compiti a casa

6 marzo 2020
La cosiddetta «scuola a distanza», precipitata all’improvviso su studenti e docenti a causa della chiusura per l’emergenza Coronavirus, pone problemi didattici e di tutela del lavoro che è bene tenere a mente
Il CPR di Torino ai tempi di Covid19

6 marzo 2020
Per la giornata di sabato 7 marzo è stato convocato da varie realtà solidali torinesi un momento di consegna di pacchi alimentari e di saluto ai reclusi del CPR di corso Brunelleschi. Complici il sequestro di massa dei telefoni operato dalle forze dell’ordine dopo l’ultima rivolta e le misure restrittive messe in campo dallo stato per l’emergenza sanitaria in corso da un mese non si hanno più notizie dai detenuti.
Ne parliamo al telefono con un compagno del CSOA Gabrio, tra i promotori dell’iniziativa. Eventuali modifiche saranno condivise su Gancio.cisti
Ascolta l’audio: https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/03/cpr.mp3?_=1
Coronavirus e diritti dei detenuti. I rischi nei nuovi provvedimenti

5 marzo 2020
Il virus si diffonde in queste ore con maggiore velocità nel paese, e anche a Napoli attraversa città e provincia, anche se per ora la metropoli sembra resistere – non si sa per quanto ancora – più che al contagio, alla paura. Le mascherine si contano sulle dita di una mano, così come gli assalti ai supermercati, e non c’è ancora nessun lockdown dei quartieri, a parte l’autoisolamento della comunità cinese.
Cronache da Milano sotto il coronavirus – Salute I

5 marzo 2020
Le informazioni sullo stato della diffusione del coronavirus si ammassano e si susseguono agitate attraverso mezzi di comunicazione e protocolli governativi. La situazione pare cambiare in fretta. Le voci di questo audio sono state registrate a inizio settimana, forse le condizioni contingenti di cui parlano sono già mutate. Continue reading
Wuhan: stato di emergenza epidemico. Testimonianze dal “caos sistemico” e cronologia

Dopo alcune riflessioni sui provvedimenti politici e sociali attuati dalle istituzioni italiane per contrastare l’epidemia, ci sembra interessante dare spazio a testimonianze dirette dalla Cina.
Da dicembre 2019, un’epidemia, che sarebbe iniziata dalla città di Wuhan, si propaga in Cina, generando un caos immenso, sconvolgendo la vita della popolazione e decimando intere famiglie. Lontano dai discorsi mediatici freddi e basati sui numeri, spesso venati di un fascino morboso, che hanno scatenato in Francia e non solo un razzismo sinofobico, lontano dalla propaganda della “gestione della crisi”, un progetto collettivo è stato creato per tradurre testimonianze, diari di bordo e articoli scritti in Cina nelle ultime settimane. Questo progetto è nato dall’iniziativa di un gruppo di studenti cinesi in Cina e della diaspora, che hanno messo su una piattaforma di traduzione collaborativa online, in diverse lingue. Continue reading
Anarres del 28 febbraio. Amazon/caserma. La politica della paura. Il prezzo della salute. Quarantena razzista. Le leggi fasciste contro il lavoro femminile…

Come ogni venerdì abbiamo fatto il nostro viaggio settimanale su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta il podcast:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/03/2020-02-28-anarres.mp3?_=1
leggi tutto
Perché la mascherina da coronavirus sì e il preservativo no?

Quando il coronavirus è arrivato in Italia dalla Cina la popolazione si è lanciata sugli scaffali dei supermercati facendo incetta di pasta (tranne le farfalle, che a quanto pare non fanno abbastanza Apocalisse) e generi di prima necessità. Ancora oggi, sul web, l’amuchina e le mascherine vanno a ruba, al contrario, ad esempio, dei preservativi, un mezzo di prevenzione certificato contro gravi malattie, anche letali, che però continua a languire su quegli stessi scaffali ormai vuoti e saccheggiati.
Bollettino dall’emergenza a giorni alterni e materiali utili per prenderci cura di noi

28 febbraio 2020
Negli ultimi giorni l’inversione comunicativa della stampa e delle istituzioni risulta veramente estraniante. Prima abbiamo vissuto un atteggiamento istituzionale di severo interventismo, non si può perdere tempo e non ci si può “fermare a discutere” come ha sostenuto il sindaco di Bologna Merola, i rischi sono troppo alti, prima viene la tutela della salute, chiudere tutto e subito (ma forse aspetta i ristoranti e gli uffici pubblici no, i bar dalle 18, o forse no…).
COME SARAMAGO IN “CECITÀ” HA ANTICIPATO LA PSICOSI DEL CORONAVIRUS

La psicosi per il coronavirus al momento sembra aver trasformato Milano nel luogo di un romanzo distopico. Gli scaffali vuoti di molti supermercati, la gente in fila per accaparrarsi beni di prima necessità, lo sciacallaggio e gli episodi di sopraffazione e razzismo: stiamo vivendo in uno scenario post-apocalittico in assenza dell’apocalisse. La letteratura, come sappiamo, tratta da secoli il tema dell’epidemia – quella vera, irreparabile e catastrofica – ma il romanzo che più di tutti sembra raccontarci le dinamiche sociali che stiamo affrontando oggi potrebbe essere Cecità di José Saramago. Continue reading



