Mobilitazione nazionale a Bergamo: siamo anticorpi

Riceviamo e pubblichiamo un appello a manifestare a Bergamo, per la salute delle persone e dei territori il 31 ottobre.

Riceviamo e pubblichiamo un appello a manifestare a Bergamo, per la salute delle persone e dei territori il 31 ottobre.
31 luglio 2020
Si supera il quinto mese dal primo conclamato caso Covid in Lombardia e per la terza volta domandiamo a dei compagni che lavorano all’interno del comparto medico sanitario della situazione negli ospedali.
Di seguito le interviste audio

15 luglio 2020. Nonostante si rincorrano bocciature autorevoli e pareri negativi sulla realizzazione della grande opera, il Governo italiano prosegue senza alcun ripensamento. Questa mattina, No Tav e Fridays For Future Roma hanno dato vita a un’azione comunicativa sotto la sede del Ministero di Paola De Micheli.

Provate a pensare. Un pronto soccorso a gennaio di quest’anno, quando il Covid 19 ancora aveva un altro nome ed era una questione cinese, lontana.
Un giorno qualunque, a Torino, ma potrebbe essere ovunque. Un display luminoso vi annuncia che ci sono 332 persone in attesa, divisi in codici rossi, gialli, verdi e bianchi. Il pronto soccorso sembra un ospedale da campo in tempo di guerra: barelle ovunque, gente in attesa per ore, giorni. Nel tempo sospeso tra il dolore, la paura e la rabbia.

Uno striscione con la dedica del Primo Maggio ai lavoratori della sanità morti per le politiche criminali della giunta Cirio è stato appeso oggi all’assessorato regionale alla sanità in corso Regina Margherita 153.
Un piccolo gesto per le lavoratrici e i lavoratori, che in questa regione come nel resto d’Italia hanno pagato il prezzo più alto perché la tutela delle persone è stata sacrificata sull’altare del profitto da questa amministrazione, da questo governo e da quelli che li hanno preceduti. In Italia sono 16.953 i medici, infermieri, e OSS contagiati, ossia il 10,7% dei lavoratori contro il 4% della Cina.
Le persone con disabilità o malattie croniche sono state a lungo soggette a una negazione delle cure. Infatti, indipendentemente da dove ci troviamo, abbiamo dovuto far fronte alla carenza di cure mediche, al difficile adattamento all’ambiente architettoninco, al ristretto accesso alle tecnologie di assistenza e all’assistenza personalizzata, e molte altre cose. Allo stesso modo, siamo anche stati soggetti/e all’imposizione di cure. Abbiamo dovuto liberarci dall’iperprotezione familiare, dall’istituzionalizzazione forzata e dalla segregazione in istituzioni specializzate. La storia delle nostre comunità organizzate e in lotta per superare questa doppia disabilità, oggettiva e soggettiva, è una lunga storia.

Riceviamo e pubblichiamo da Bologna:
Oggi, alla vigilia del primo maggio, una quindicina di compagnx ha attraversato il quartiere Bolognina dal mercato Albani, passando da Piazza dell’Unità, fino alla Pam, facendo interventi al megafono e distribuendo volantini per rompere l’isolamento e la paura.

La natura ha creato il virus ma è il sistema tecnologico che l’ha trasformato in un’epidemia. Così ci pone oggi il suo estremo ricatto: sacrificare la nuda vita oppure accelerare verso la distopia
L’OMS ha stimato che nel 2016 in Italia ci sono stati 30.000 morti causate dall’inquinamento atmosferico (PM10, PM2.5, NOx, etc)1. Pianura padana e città come Torino, Milano, Bergamo sono tra le più colpite dalla tossicità 2 e dunque più esposte all’indebolimento delle vie aree per esposizione agli inquinanti atmosferici.
La progressiva diffusione dell’epidemia di Covid-19 a tutti i continenti ha indotto l’Organizzazione mondiale della sanità ad innalzarne il livello a quello di pandemia; mentre si cerca di contenere la diffusione con scoordinate ed estemporanee limitazioni alla circolazione delle persone, la produzione e la movimentazione delle merci prosegue inesorabile nonostante che l’intero sistema capitalista scopra improvvisamente le sue fragilità di fronte ad un invisibile nemico.

5 marzo 2020
Le informazioni sullo stato della diffusione del coronavirus si ammassano e si susseguono agitate attraverso mezzi di comunicazione e protocolli governativi. La situazione pare cambiare in fretta. Le voci di questo audio sono state registrate a inizio settimana, forse le condizioni contingenti di cui parlano sono già mutate. Continue reading