Statovirus e altre amenità

“Sta andando tutto male, sta andando tutto male” (Poeta tranese)

“Quello che dico potrebbe essere un po’ razzista, e mi toccherà scusarmi, ma non pensate che il coronavirus sia un po’ una scusa? Gli italiani, sappiamo come sono, per loro ogni scusa è buona per chiudere tutto, interrompere il lavoro e fare una lunga siesta” (Christian Jessen)

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Appello ai cittadini per evitare il contagio [Non fare il poliziotto!]

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Se vedete un venditore ambulante per strada, non chiamate il numero indicato dal governo per segnalarlo. Andate a comprargli qualcosa. Se notate che gli manca una maschera, non rimproveratelo, vedete se potete procurargliene una.

Non fare il poliziotto.

Se sentite che il vostro vicino ha dei sintomi, non guardate fuori dalla finestra per vedere se lo beccate che esce a fare la spesa. Chiedetegli se ha bisogno di qualcosa.

Non fare il poliziotto.

Se vedete gente per strada che cammina nel vostro quartiere, cercate di non sospettare il peggio, non chiamate il 112. Forse dovevano andare a lavorare. Non tutti hanno il privilegio di chiudersi in casa con il frigorifero pieno.

Non fare il poliziotto.

Se dovete uscire a fare la spesa, non guardate male chi avete intorno per paura di infettarvi. Salutate. Fate conversazione. Non è il vostro nemico.

Non fare il poliziotto.

Se incontri qualcuno che vive per strada, non attraversare l’altro lato della strada per paura. Se potete, uscite di casa con del cibo, una maschera in più, un po’ d’acqua in una tanica.

Non fare il poliziotto.

EVITIAMO LA DIFFUSIONE DEL POLIZIAVIRUS. È un virus che non andrà più via.

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FONTI: varie


Coronavirus: origini, effetti e conseguenze

Ne parliamo con Ernesto Burgio, medico pediatra, esperto di epigenetica e biologia molecolare. Presidente del comitato scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e membro del consiglio scientifico di ECERI (European Cancer and Environment Research Institute) di Bruxelles. Continue reading


CORONAVIRUS, LA FASE ATTUALE ED IL FUTURO. L’INTERVISTA A TONI NEGRI

Come si uscirà dall’emergenza sanitaria e dalla crisi che stiamo vivendo? La domanda è d’obbligo, la risposta è complessa e non può che passare dal conflitto sociale e dalle forme di lotta, com’è successo con gli scioperi spontanei, contro la perdurante apertura delle fabbriche, vistI in Italia. Continue reading


Coronavirus in Sardegna: NO ad una ulteriore militarizzazione del territorio

mostra

A Foras: Coronavirus in Sardegna: il presidente Solinas, dopo aver invocato i santi, chiede aiuto ai fanti. Diciamo no ad una ulteriore militarizzazione del territorio.

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Lascia lo sbirro a casa!


Uno stato poliziesco efficiente non ha bisogno di polizia“ ( William Burroughs )

L’emergenza causata dal coronavirus sta mostrando atteggiamenti a lungo rimasti sopiti.
Nel quadro del “ cittadino onesto “ si snodano comportamenti fascisti e polizieschi spacciati per buona condotta.
Da diversi giorni, nella grande arena dei media si consuma la retorica dell’eroismo patriottico di chi “ rimane a casa nell’osservanza dei decreti”.

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#litalianonsiferma. Incoscienza e ideologia nei messaggi istituzionali al tempo del Coronavirus

20 marzo 2020

All’inizio di marzo 2020 è già chiaro che non sarà un raffreddore: è passato un mese dall’allestimento dell’ospedale straordinario al Celio con i voli dell’aeronautica che rimpatriavano italiani da Wuhan, Israele ha chiuso i voli dall’Italia già da qualche giorno, da almeno dieci giorni sono chiuse le scuole di alcune zone della Lombardia. In Cina si contano già ottantamila contagiati.

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COVID19 CONTAGI IN VAL DI SUSA. TURISMO SPECULATIVO E CANTIERE TAV

Lo schifo dello schifo e ora anche il coronavirus…

L’alta valle di Susa e le sue speculazioni.

Possiamo dirlo con serenità, ogni territorio ha il suo schifo e la declinazione del tav Torino Lione ed il suo cantiere di Chiomonte ne sono un esempio. Primo caso di coronavirus in valle di Susa a Chiomonte, un militare di guardia al cantiere. Movida e comportamenti criminali nonostante le zone rosse in Lombardia, in alta valle di Susa, sponsorizzate da amministratori locali e si tav. Di questo stiamo parlando, di comportamenti che stanno distruggendo la vita e l’ambiente uccidendo e sprecando oggi risorse preziosissime per la sanità e il futuro del nostro paese.

Ma riavvolgiamo il nastro. Continue reading


California. La pandemia scatena la lotta per la casa

Los Angeles sono oltre 60.000 gli homeless che vivono accampati nei marciapiedi, completamente abbandonati dalla crisi economica, e la California è tra gli stati federali degli Stati Uniti, uno dei Paesi ad avere il tasso più alto di sfratti. Qui infatti, vive oltre il 50% dei senza casa di tutto il Paese.

In tempi di pandemia, in cui anche Trump si è convinto a lanciare l’allarme Coronavirus, il problema dei senza tetto esplode, a fronte della paura e dell’ancor più difficile capacità di sopportazione della propria condizione di vita precaria. Continue reading


LA RABBIA NON HA PIU’ RADICI?

[…] il legame che intercorre tra ideologia e ordine sociale, produzione e riproduzione risulta tutt’altro che stabile, consentendo la possibilità di rifiutare il consenso, romperlo e annullarlo, impedendo il respingimento o il riassorbimento della resistenza nel sistema […]Federica Paradiso, Le radici della rabbia, Red Star Press, Roma 2014

La città è blindata, la società è blindata, dobbiamo stare tutti/e a casa per paura del contagio da coronavirus. Gli appelli si susseguono, i decreti si rincorrono, uno più vincolante dell’altro, uno più autoritario dell’altro.

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Covid-19: secondo la stampa austriaca anarchici pronti a rivolte, sabotaggi e saccheggi

Leggete questa…

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USI Modena – Emergenza sanitaria COVID-19


La valutazione ai tempi del covid-19

valutazione ai tempi del covid

Di Renata Puleo, 19 marzo 2020

In questo periodo di grande paura, di confusione, di azioni resistenti, di necessità di pensiero critico, riprendo il tema della valutazione scolastica, leggendolo nel mutato scenario.

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L’eccezione come cura

19 marzo 2020

1.

Ho in cura delle persone che hanno attraversato lunghi periodi di auto-quarantena: per mesi, per anni, non uscivano mai di casa. Se erano soli, uscivano solo per fare la spesa alimentare, per andare alla posta. Se avevano un lavoro, lo avevano lasciato; se erano studenti, avevano interrotto gli studi. (Alcuni hanno chiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza, il che – a mio avviso – asseconda la loro sindrome.) È una sindrome che non ha nome – la si chiama agorafobia, ma in realtà queste persone di solito non hanno paura degli spazi aperti, bensì delle altre persone, della folla che circonda, urta, spinge. Li chiamerei claustrofilici, rubando il termine al mio maestro in psicoanalisi, Elvio Fachinelli, autore di un libro, Claustrofilia appunto (di Adelphi).

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La corona va al più bello

di Noemi Fuscà 12 marzo 2020

A chi credere? Di questi tempi è una domanda più che lecita.
Salta agli occhi che la gente crede ai dati scientifici tout court.
Nella storia contemporanea una scelta comune e diffusa è stata quella di non mettere in discussione le “cose scientifiche” siano dati, dichiarazioni o ricerche. Il senso comune  considera le “cose scientifiche” super partes e  la medicina in particolare è considerata (forse perché quella che riguarda di più il corpo delle persone) come la scienza più importante tra tutte. Pensiamo anche solo allo status sociale differente che ha essere un medico o essere un matematico, il primo è il top il secondo è un secchione che al massimo guadagnerà facendo il nerd per qualche mega società di programmazione.

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