Anarres del 27 marzo. Epidemia? Una strage di Stato. Teorie del complotto e eclissi della ragione. L’anarchia ai tempi del Covid 19. #lalottanonva in quarantena…

Come ogni venerdì abbiamo fatto il nostro viaggio settimanale su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.

Ascolta e diffondi l’audio:

https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/03/2020-03-27-anarres.mp3?_=1

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Passeggiando sull’orlo… un tuffo nel nulla

The Plague And The Fire

I flagelli, invero, sono una cosa comune, ma si crede difficilmente ai flagelli quando ti piombano sulla testa. Nel mondo ci sono state, in egual numero, pestilenze e guerre; e tuttavia pestilenze e guerre colgono gli uomini sempre impreparati.

(Albert Camus, La peste)

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Da Garbatella al Punjab, passando per l’Agro Pontino. Le campagne ai tempi del Coronavirus

26 marzo 2020

Alle 6,45 del mattino siamo entrambi sull’uscio di casa. «Guarda, ho già le scarpe ai piedi, conviene che vada io». «Ma tu ci sei andato ieri». Sgomitiamo per chi debba occuparsi della spesa al mercato rionale a duecento metri dal nostro palazzo, per conquistarci gli unici quindici minuti di aria fresca della giornata. A Garbatella, quartiere della periferia sud di Roma, l’offerta del mercato non è cambiata di molto, sono però i clienti ad avere cambiato abitudini: arrivano a ore improbabili, se non hanno la mascherina si coprono il viso con la sciarpa, cercano di rispettare una certa distanza mentre aspettano che gli inservienti riempiano le buste, lanciano sguardi preoccupati se tocco una pera o sfioro un carciofo.

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Iran: Rivolta nelle carceri iraniane

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2020/03/90853163_2714008672050368_6900191395718365184_n.jpg

Il 26 marzo 2020, dopo le proteste per lo sciopero della fame dei prigionieri in alcune carceri iraniane, a causa delle cattive condizioni di detenzione e della diffusione del coronavirus e anche della morte di diversi prigionieri, si sono ribellati i prigionieri di alcuni reparti della prigione centrale di Tabriz, una città del nord-ovest dell’Iran.

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Solidarietà di quartiere

Questo testo può essere usato per fare solidarietà dal basso nel proprio condominio/quartiere (giriamo da Campo Libero)

FONTE: https://germinalts.noblogs.org/post/2020/03/26/solidarieta-di-quartiere/

 


Stato di agitazione del settore socio-sanitario

Uno sguardo sul reparto sanità con Alessandro (cub-sanità), per capire le richieste dei lavoratori socio-sanitari in prima fila nella lotta al covid-19. La retorica degli “eroi nazionali” si infrange con le solite condizioni contrattuali di precariato e sfruttamento, in cui vengono negate agli stessi operatori le condizioni minime di prevenzione.
Per ascoltare il contributo: https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/09/bosn3.png

qui il comunicato dei Cub-sanità: 2020-03-23 comunicato proclamazione

Leggi da Cub sanità.

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Cub Sanità: Apertura stato di agitazione del personale nel settore socio-saniatario-educativo-assistenziale della Lombardia

26 marzo 2020

Residenze per Anziani e Disabili, soggetti portatori di patologie psichiatriche e Assistenza Domiciliare, che operano a vario titolo sul territorio Regionale su temi inerenti la situazione determinatasi con il virus Covid-19.

foto archivio CUB

Spett.le
Ill.mo Prefetto di Milano
protocollo.prefmi@pec.interno.it

e Regione Lombardia
Presidente Dott. Attilio Fontana
presidenza@pec.regione.lombardia.it

e Assessore Dott. Giulio Gallera
welfare@pec.regione.lombardia.it

OGGETTO: apertura stato di agitazione del personale nel Settore socio-saniatario-educativo-assistenziale: Residenze per Anziani e Disabili, soggetti portatori di patologie psichiatriche e Assistenza Domiciliare, che operano a vario titolo sul territorio Regionale su temi inerenti la situazione determinatasi con il virus Covid-19

Con la presente, in ottemperanza dell’Art. 2 c. 2 Legge 146/1990 e s.m.i., si effettua la richiesta di conciliazione in relazione alle gravi problematiche inerenti la gestione dell’Emergenza Coronavirus sul territorio e si proclama lo stato di agitazione del personale dei Servizi in oggetto sull’intero territorio regionale lombardo.

Riceviamo infatti da settimane numerose segnalazioni dei lavoratori del settore (medici, infermieri, operatori socio-sanitari) e ci riferiscono di una situazione già gravissima in termini di contagi e di decessi, termini che sono di una gravità tale da costringerci a ignorare, se necessario, ogni limitazione al diritto e alla facoltà di sciopero e dobbiamo perciò rappresentarVi la richiesta di interventi immediati a tutela di salute e sicurezza di lavoratrici e lavoratori e per l’incolumità pubblica e dell’utenza dei servizi e della collettività tutta.
La situazione sarà a breve “drammatica” perché nelle RSA e RSD e altre similari, in cui già mancavano i dpi utili a eventuale prevenzione, oggi mancano quelli da utilizzarsi nella fase di presenza Virus certa e conclamata.
In questi settori necessita sia attuata una importante prevenzione attraverso norme igieniche e di utilizzo dei DPI in cui sia lavoratori che pazienti siano messi in sicurezza poiché è ormai palese che anche gli asintomatici sono veicolo attivo del virus. Per questo i lavoratori devono avere cuffia, occhiali/visiera protettiva, mascherina filtrante facciale con sopra mascherina chirurgica, camice monouso idrorepellente, guanti, calzari.
Mentre i pazienti devono indossare per lo meno mascherine chirurgiche. Non è possibile aspettare di intervenire alla comparsa dei sintomi. E’ una strategia fallimentare che compromette la salute e la vita stessa di lavoratori e pazienti. Inoltre è essenziale che i lavoratori siano adeguatamente informati e formati per poter affrontare questa emergenza.
Sempre in tema di prevenzione rivendichiamo il diritto che venga effettuato il tampone a tutti i lavoratori, oltre che a tutti i pazienti.

Siamo a chiedere infine che nelle norme ed i Decreti prossimi a venire o a integrazione dei passati, sia scritto a chiare lettere che i medesimi riguardano anche il Settore del Socio-sanitario-educativo-assistenziale o ci sia una nota a parte, poiché se ogni riferimento resta “generico” al solo Settore Sanitario, le Aziende Socio-assistenziali-educativo-sanitarie, non riconoscendosi come Soggetto Sanitario, non si adeguano alle norme emanate, in danno a lavoratori e Utenti.

Per quanto sopra CUB Sanità avvia lo STATO DI AGITAZIONE, e CHIEDE L’IMMEDIATA CONCILIAZIONE nei tempi previsti dalla Legge, quale strumento per evitare la proclamazione dell’astensione dal lavoro,
Rimaniamo a disposizione per contatti urgenti Distinti Saluti

Per contatti:
Paolo Bellavita
3707054545
paolo.bellavita@cub.it

Cub Sanità Italiana
Confederazione Unitaria di Base
Milano V.le Lombardia 20 – tel 0270631804 – fax. 0270602409
www.cub.it – mail: sanitamilano@cub.it – pec: sanita-cub@postecert.it

 

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FONTE: https://www.cub.it/index.php/servizi/documenti-caf/97-organizzazioni-cub/cub-sanita/13631-cub-sanita-apertura-stato-di-agitazione-del-personale-nel-settore-socio-saniatario-educativo-assistenziale-della-lombardia


L’India alla prova del Coronavirus

Come l’India sta affrontando la pandemia da coronavirus

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coronavirus, sanzioni penali e stato di eccezione

Siamo ormai in pieno “Stato di eccezione” giustificato dall’emergenza sanitaria. Cose fino a ieri ovvie ora sono proibite. L’attività politica (non virtuale) è diventata (quasi) impossibile:

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L’ospedale in Fiera: ovvero, dei vuoti e della gestione dell’emergenza sanitaria in Lombardia

E’ passato un mese da quando i primi casi di contagio da Covid19 si sono manifestati in Lombardia. In questo mese abbiamo assistito a un profluvio di dichiarazioni, allarmi, smentite, promesse, lamentele da parte del Presidente della Regione Fontana e dall’Assessore alla Sanità Gallera rispetto a priorità, competenze, azioni da intraprendere. Un fuoco di fila di dichiarazioni, ben spalleggiati in questo da quelle, spesso contrastanti o divergenti, che venivano dal Governo o dal Sindaco Sala. Mentre la diffusione del virus cresceva e con essa i morti, le Istituzioni locali e nazionali e la Protezione Civile giocavano a rimpallarsi doveri e responsabilità anziché agire con prontezza e immediatezza, anche su aspetti basilari ma fondamentali come la disponibilità di mascherine.

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Guida pratica per abortire in tempo di COVID-19

25 marzo 2020
di Federica di Martino

Lo sappiamo, sono giorni complessi per tutte e tutti, le informazioni si rincorrono e si sovrappongono in una marasma tale da non riuscire a capire a che punto siamo, ma soprattutto quando finirà tutto questo.Nel frattempo, però, la vita accade, per cui mangiamo, dormiamo, facciamo l’amore se abbiamo qualcun@ con cui passare il tempo in queste giornate infinite, leggiamo, abortiamo, guardiamo serie tv, insomma continuiamo ad esserci.
Il problema, e lo stiamo verificando quotidianamente, è che a non esserci sembrano essere proprio i servizi che dovrebbero garantire l’aborto. Ricordiamo che le interruzioni volontarie di gravidanza rientrano nei LEA (i servizi essenziali di assistenza), ovvero nei servizi e nelle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto ad offrire ai propri cittadini, sempre. Ecco, questo dovrebbe lasciare poco spazio alle interpretazioni: l’aborto non è una pratica accessoria, ma un diritto fondamentale che non dovrebbe essere sottratto o limitato.

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COVID-19 – LAVORATORI OSR (Osp. San Raffaele) AL FRONTE SENZA TUTELE E RICONOSCIMENTI

Foto San Raffaele, un flash mob con 244 'lavoratori ...

Milano, 25 marzo 2020

“IL GRUPPO OSPEDALIERO SAN DONATO È DA PIÙ DI 60 ANNI IL BALUARDO DEL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO”. Cominciano così la serie di mail, che tutti noi, abbiamo ricevuto sull’indirizzo di posta aziendale da parte della Presidenza del Gruppo San Donato, che elencano una sequela di meriti e impegni e dove traspare una sorta di onnipotenza da parte della Proprietà.

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La Digital Economy e lo smart working al tempo del coronavirus.

25 marzo 2020

In questi giorni di lavoro “coatto” da casa, mi sono soffermato a pensare che tutto sommato con la quarantena le mie giornate fossero cambiate di poco. Di mestiere sono un tecnico informatico da tanti anni, quindi so bene di cosa si tratta. Non è la prima volta certo che lavoro da casa, perché spesso i clienti della mia azienda (che è una multinazionale) sono altrettante compagnie straniere e quindi lavoro per i committenti “da remoto” e “comodamente da casa”. E quindi queste tre settimane possono essermi sembrate simili a tante altre giornate lavorative prima del coronavirus.
Poi improvvisamente ho fatto una semplice ricerca su internet, digitando queste semplici parole: “smartworking” e “covid19”.

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In Ohio e Texas aborto vietato: «Non essenziale» . Lo sciacallagio dei governi americani sulla pelle delle donne

25 marzo 2020
Coronavirus negli Stati uniti. I due Stati ne approfittano per impedire le interruzioni di gravidanza: mille dollari di multa, 180 giorni di carcere. Intanto Trump vuole già riaprire tutto: «La quarantena non è sostenibile».

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ANALISI DI BRIGATE SOLIDARIETA’ ATTIVA

24 marzo 2020

Difficilmente prendiamo parola su questioni che non riguardano direttamente le nostre pratiche, perché non è nostro metodo e perché pensiamo invece che “prima fare e poi parlare” rappresenti a pieno quello che siamo. In questo caso, però, la situazione eccezionale richiede di fare uno strappo alla regola (che a esser sinceri abbiamo fatto già altre volte in passato) e di mettere nero su bianco alcune considerazioni sulle quali non vogliamo stare zitte/i. Continue reading


Covid-19: fermiamo subito tutti i call center! Un appello internazionale

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Traduzione dal sito www.alencontre.org della presa di posizione delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center aderenti alla Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta. La riteniamo molto significativa perché, a nostra conoscenza, si tratta della prima iniziativa che vede lavoratrici e lavoratori di diversi paesi unirsi per avanzare insieme la stessa rivendicazione: chiudere immediatamente tutti i call center, salvo l’attività dedicata specificamente all’azione contro il Covid-19 – una dimensione internazionale e internazionalista della massima importanza in questa crisi globale. Molto significativo è anche il fatto che questa prima iniziativa sindacale internazionale provenga da un settore nel quale è forte la presenza femminile.

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