COVID-19: LA STRAGE SILENZIOSA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI LOMBARDE

Situazione a dire poco complicata per quanto riguarda le case di riposo lombarde. Proprio oggi, martedì 7 aprile, il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia si è rivolto alla Lombardia, regione più colpita, per chiedere di attivare le agenzie di tutela della salute e capire quali case di riposo siano in difficoltà e di quale tipo di aiuto abbiano bisogno. Tanto che si parla di medici e professionisti dedicati da poter inviare e legati a un bando sulla ricerca di medici e infermieri, al quale potrebbe aggiungersi un altro bando per individuare altre figure. Continue reading


Solidarietà senza frontiere – gruppo di mutuo appoggio

7 Aprile 2020

Si stanno moltiplicando le iniziative per affrontare l’epidemia, creando legami solidali tra da sempre fatica ad arrivare a fine mese, chi ha perso il lavoro, chi non l’aveva nemmeno prima, chi non riesce a procurarsi le protezioni, chi è costretto a lavorare rischiando di infettarsi, chi esce e prende una multa perché passeggia lontano da casa.
Alcuni gruppi si pongono l’obiettivo non secondario di realizzare esperienze di mutuo appoggio, fondate sulla reciprocità.
A Torino è ai blocchi di partenza il gruppo di mutuo appoggio Solidarietà senza frontiere.
Ce ne ha parlato Stefano, tra i promotori dell’iniziativa.

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Ospedale di Rovereto: scritta contro i tagli alla sanità.

ROVERETO. 7 aprile 2020. Davanti all’ospedale. La scritta è chiara, non ci sono dubbi. Dal grazie al personale sanitario che sta affrontando con dedizione e impegno oltre ogni limite l’emergenza Coronavirus all’accusa nei confronti della classe politica che ha tagliato i fondi alla sanità. Non c’è alcuna rivendicazione nella scritta ma il messaggio politico c’è tutto. Contro chi è indirizzato? Contro le scelte fatte dal governo nazionale e locale (attuali o pregressi che siano) che hanno comportato una riduzione negli impegni di spesa per la sanità e che ora si sono trovati ad affrontare un’emergenza sanitaria che ha causato centinaia di morti in Italia. Una corsa contro il tempo alla ricerca di fondi da investire in strutture ed ospedali da campo nei quali operano incessantemente medici e infermieri, personale sanitario e non, in condizioni difficili con poco personale a disposizione impegnato in turni massacranti. Un grazie a loro «ma non scordiamo chi ha tagliato la sanità».

Da https://www.giornaletrentino.it/cronaca/rovereto/sotto-accusa-per-i-tagli-alla-sanit%C3%A0-1.2311421


ADESSO BASTA

Per due giorni i politici discutono sulla pelle delle persone detenute.
A un mese dalle proteste l’incolumità dei nostri cari è ancora in pericolo, decine sono i contagi ed è già morta una persona.
Adesso basta! Tutte e tutti salvi, tutte e tutti a casa.

FONTE: https://www.facebook.com/reteevasioni/videos/301294377507826/


RentStrike: lo sciopero degli affitti

Con Stefano Portelli facciamo un punto sullo sciopero degli affitti partito dagli Stati Uniti D’America è passato alla Spagna e ora si sta diffondendo anche in Italia.

FONTE: http://www.ondarossa.info/newsredazione/2020/04/rentstrike-sciopero-degli-affitti


Sardegna. A Foras: il coronavirus non ferma le esercitazioni militari

A Foras: «Il Coronavirus non ferma le esercitazioni, l’Aeronautica approfitta dello stop al traffico aereo per intensificare le sue attività militari nell’isola dal 6 aprile al 9 giugno. Ecco dove finiscono i soldi di una sanità al collasso»

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L’”autocertificazione” ai tempi del Coronavirus. Le novità del D.L. 19/2020

27 marzo 2020

Nel periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, uno dei termini che ricorre più di frequente è senz’altro quello di  “autocertificazione”.
Per definizione, quest’ultima consiste in una dichiarazione sottoscritta dal cittadino, che può essere prodotta in sostituzione delle normali certificazioni ordinariamente di competenza della pubblica amministrazione, per attestare fatti, stati o qualità che la P.A. deve già conoscere e può agevolmente verificare.
L’autocertificazione è disciplinata dagli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445/2000, e rientra nel novero dei documenti di tipo amministrativo.
Proprio per la natura pubblica che questo documento riveste, vi possono essere conseguenze che si riverberano sul piano del diritto penale; difatti, in via generale, allorquando colui che produce le suddette dichiarazioni sostitutive dichiari il falso, sarà considerato responsabile penalmente.

Fatta questa dovuta premessa, veniamo ai giorni nostri.

Sappiamo che quando usciamo di casa e presumibilmente, fino a quando sarà disposta dal Governo la cessazione dell’emergenza, abbiamo il dovere di attestare sotto la nostra responsabilità, sul modello appositamente predisposto dal Ministero dell’Interno :

a) le nostre generalità, consapevoli che in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale, incorriamo nella fattispecie criminosa di cui all’art. 495 c.p. (Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri);

b) di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio e delle limitazioni riguardanti lo spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale, di non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al Covid-19, di essere a conoscenza delle sanzioni penali in caso di inottemperanza delle predette misure di contenimento.

c) che lo spostamento è determinato da :

– comprovate esigenze lavorative;

– situazioni di necessità, come recarsi a fare la spesa o in farmacia;

– motivi di salute.

Analizziamo più dettagliatamente le conseguenze penali scaturenti dalle mancate o false dichiarazioni sottoscritte in sede di autocertificazione.

Sul punto a), l’applicazione dell’art. 495 del codice penale è chiara e calzante; il primo comma recita: ” Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato  o altre qualità della propria o dell’atrui persona, è punito con la reclusione da uno a sei anni“.

Sul punto b), in una prima fase (sino al 25.3.2020), si è previsto che, ai sensi dell’art. 3, comma 4 del D.L. n. 6/2020, e dell’art. 4, comma 2 del DCPM 8.3.2020, il mancato rispetto delle prescrizioni in tema di quarantena, di circolazione in caso di positività a Covid-19, e di spostamenti ingiustificati o comunque non rientranti nei motivi elencati al punto c), vieine punito a norma della contravvenzione disciplinata all’art. 650 c.p., la cui applicazione comporta l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro, salvo il fatto non costituisca più grave reato.

In altre parole, salvo che vengano ravvisati reati più gravi, come il delitto di epidemia (438 c.p.) e i delitti colposi contro la salute pubblica (452 c.p.), i quali puniscono rispettivamente a titolo di dolo e colpa chi attenta alla salute pubblica, cagionando un’epidemia, come il delitto di morte o lesioni come conseguenze di altro delitto (586 c.p.) e di lesioni colpose (590 c.p.), il soggetto contravventore diventa imputato in un processo penale, al quale, nei casi in cui si rendeva protagonista delle suddette violazioni con il proprio veicolo, veniva notificato il relativo fermo amministrativo.

Con il Decreto Legge n. 19 del 25.3.2020 entrato in vigore il giorno successivo, data la mole di denunce occorse e pervenute alle Procure competenti territorialmente, e alla luce del dibattito in corso circa la concreta applicazione della contravvenzione, il Governo ha varato una vera  e propria depenalizzazione, trasformando la sanzione penale del 650 c.p., in sanzione amministrativa.

Secondo il disposto di cui all’art. 4, comma 1, del suddetto D.L., “Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui all’articolo 1, comma 2, individuate e applicate con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, ovvero dell’articolo 3, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità, di cui all’articolo 3, comma 3“.

In altri termini, il D.L. 19/2020:

  • ha comportato la depenalizzazione delle sanzioni penali di cui all’art. 650 c.p. in sanzioni amministrative;
  • ha fatto salva la clausola in caso di sussistenza di fattispecie criminose più gravi, così come elencate sopra;
  • in luogo del fermo amministratio, ha optato per un aumento della sanzione amministrativa di un terzo rispetto a quella già comminata;
  • ha previsto un trattamento sanzionatorio diverso per chi si allontana dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus.

In particolare, quest’ultimo divieto, previsto dal decreto legge in esame all’art. 1,comma 2, lett. e), nell’ambito delle misure adottabili dalle singole Regioni, nell’ottica di rafforzare le misure di contenimento del contagio in base ad una discrezionale valutazione di una più aggravata emergenza sanitaria, continua a essere punito sul piano del diritto penale, con una contravvenzione, già prevista dall’articolo 260 del regio n. 1265/1934, Testo unico delle leggi sanitarie, salvo che il fatto non costituisca più grave reato.

Difatti, ai sensi dell’art. 4, commi 6 e 7, del D.L. n. 19/2020 chi non ottempera a tale divieto viene punito “con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000“.

Ma non è tutto. Il Governo fa un ulteriore passaggio, disponendo che la depenalizzazione in questione, vale anche per le  violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta alla metà. Si tratta di una retroattività giunta ad alleviare il peso procurato dalle numerose denunce che stavano investendo in questi giorni le Procure, le quali provvederanno, sin da subito, ad emettere altrettanti provvedimenti di archiviazione, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

Così operando, il Governo si prefigge l’obiettivo di contenere il contagio con una serie di prescrizioni, la cui violazione fa insorgere in capo al cittadino una serie di sanzioni, sia amministrative che penali; e all’occorrenza, come occorso con la trasformazione delle sanzioni penali in quelle amministrative, tenta un più efficace bilanciamento tra il diritto alla salute pubblica, sicuramente prevalente in questa fase storica, e la libertà personale di ogni singolo soggetto, oltremodo ristretta.

FONTE: https://legal-team.it/lautocertificazione-ai-tempi-del-coronavirus


ASCOLTANDO RADIO CARCERE

17 aprile. Un gruppetto di solidali si è recato quest’oggi sotto il carcere delle Vallette per salutare tutti i detenuti e cercare di capire cosa effettivamente succeda all’interno. Dalle voci che attraversano le sezioni pare siano più di 150 i reclusi al momento positivi al momento e il blocco B quello più colpito. La sezione Arcobaleno, precedentemente destinata ai tossicodipendenti è stata riconvertita a sezione covid, mentre di mascherine neanche a parlarne (“col binocolo le vediamo le mascherine”). Le videochiamate stranamente sembrano funzionare ma al massimo si riescono a ottenere una decina di minuti a settimana e non pare siano state negate ore d’aria fino a oggi. Non è arrivato invece alcun tipo di informazioni al maschile di quanto stia accadendo nel blocco femminile( la distanza impedisce qualsiasi tipo di comunicazione dall’esterno delle mura), da dove nei giorni scorsi erano arrivate notizie telefoniche di proteste durante le ore d’aria. Dopo una decina di minuti il gruppo si è allontanato tra accorati saluti e grida di libertà.

https://macerie.org/index.php/2020/04/17/ascoltando-radio-carcere


Bologna, Colonna Solidale | INFORMAZIONI UTILI

https://circoloberneri.indivia.net/wp-content/uploads/cropped-cassk-6.jpg

Care compagne e solidali,
come abbiamo annunciato pochi giorni fa, siamo finalmente pronte a partire con la Colonna Solidale Autogestita!

Nel dettaglio, le attività di mutuo appoggio sono:
– consegna porta a porta di spesa alimentare, medicinali, libri e stampa anarchica
– Spaccio Popolare Autogestito >> beni di prima necessità alimentari e non, prodotti senza sfruttamento della Terra e della Persona (consegna a casa + distribuzione previa ordinazione al Circolo Berneri TUTTI I LUNEDÌ dalle 17 alle 20)
– “Spesa sospesa” (raccogliamo generi alimentari e offerte per chi è in difficoltà: se puoi, lascia un’offerta o dei prodotti, se hai bisogno, chiedi e ti sarà portato)
– sportello medico per via telefonica (consigli igienico-sanitari, in caso di urgenze/necessità anche in presenza)
– sostegno all’iniziativa di solidarietà con i detenuti “Facciamoli uscire!”

Per la sicurezza di tutte saranno rispettate le norme igienico-sanitarie definite dai decreti, e alle volontarie verranno forniti materiali di riconoscimento, mascherine mediche, guanti, istruzioni precise per la consegna e una lettera di incarico ai sensi della direttiva regionale sul volontariato.

La distribuzione verrà effettuata SU APPUNTAMENTO presso il portico del Circolo Anarchico Berneri (Piazza di Porta S. Stefano 1): raccomandiamo di essere PUNTUALI e di ASPETTARE IL PROPRIO TURNO mantenendo la distanza di almeno un metro.

TELEFONO per richieste di consegna e appuntamenti >> 0510548321 (tutti i giorni dalle 9 alle 18)
MAIL >> colonnasolidale@esiliati.org | berneri@autistici.org
SITO >> colonnasolidale.org  | circoloberneri.org

LISTINO PRODOTTI SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO >> https://calc.gattini.ninja/xdqxo8j8sf8v

LISTINO LIBRERIA DEL CIRCOLO (libri e riviste) >> https://ethercalc.org/1avxkqdfp4

Avanti!

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FONTE: http://circoloberneri.indivia.net/comunicati/colonna-solidale-informazioni-utili


Carcere Opera, avv Losco: “Mio assistito buttato a terra e preso a calci e pugni in testa”

Carcere Opera, avv Losco: “Mio assistito buttato a terra e preso a calci e pugni in testa” “Possibile che l’aggressione sia legata alle proteste del 9 marzo” CRONACA (Milano).

“Il 9 marzo scorso il mio assistito ha partecipato attivamente ai disordini nel carcere di Opera dove i detenuti hanno protestato per le misure restrittive messe in atto dalla direzione sotto impulso del Governo. Continue reading


Il disastro coronavirus in Lombardia era già scritto in un audit del 2010, mai applicato

6 aprile 2020

Un piano che si era già dimostrato ampiamente inefficiente e che non è mai stato “sanato”. Oltretutto basato su un architrave non più esistente, a seguito di una riforma strutturale del sistema sanitario regionale che ha smantellato le Asl e il ruolo dei medici di famiglia (cioè la medicina di prossimità) a favore della centralità degli ospedali.
È l’arma che Regione Lombardia teneva nel cassetto, pronta a sfoderare in caso di pandemia. Una pistola a salve che infatti ha fatto cilecca quando è esploso il Covid-19.

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Coronavirus: la situazione in Grecia

In collegamento telefonico con un compagno che vive ad Atene ci facciamo raccontare della situazione in Grecia, di come sta reagendo la popolazione alla pandemia e come i compagni e le compagne si stanno organizzando. Continue reading


Non torneremo alla normalità…

Un contributo per continuare a pensare/continuare a lottare…

 

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Coronavirus: supermercati sì, mercati contadini no!

orto

In tempi di restrizioni e decreti d’urgenza, insieme alla rete Terra-Terra, ragioniamo su come se la passano i piccoli agricoltori di fatto, i mercati contadini, gli orti famigliari, i coltivatori diretti e la piccola distribuzione informale mentre i mercati sono vietati e i supermercati sono pieni e gli spostamenti per raggiungere i terreni da coltivare diventano praticamente impossibili. Continue reading


Pandemie, capitalismo e sorveglianza

Questi ultimi mesi hanno segnato un drastico e assolutamente imprevisto cambiamento di abitudini e innescato scenari inediti con cui tutte e tutti noi stiamo cercando faticosamente di fare i conti.

Ma la tragedia non è per tutti. Mentre si gioca con la vita dei lavoratori in nome della tenuta economica del paese, mentre tante e tanti di noi si chiedono come sopravvivere, come sempre qualcuno ci guadagna. E molto.

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