Giu 6 2020

La pandemia ha giustificato nuove forme di sorveglianza di massa. Anche più di quante pensiamo.

La pandemia di COVID-19 ci ha posti in una condizione simile a quella del gatto di Schrödinger: ipotizzando di essere possibili portatori del virus dobbiamo prendere tutte le precauzioni per non contagiare il prossimo; e supponendo di non averlo ancora contratto dobbiamo invece tutelarci; in entrambi i casi dobbiamo seguire una serie di attenzioni ben precise. Al centro di questa cornice c’è ovviamente il nostro corpo e il significato che ha all’interno del sistema politico. Proprio per controllare questa sua vulnerabilità, le politiche anticontagio lo hanno reso oggetto di precise misure che, come alcuni hanno fatto notare fin dall’inizio, dal mantra dell’iorestoacasa alla sorveglianza militare, dai principi di distanziamento sociale ai propositi di “contact tracing”, hanno condotto a un’esasperazione del discorso biopolitico in nome di un nuovo controllo sociale.

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Apr 4 2020

Pandemie, capitalismo e sorveglianza

Questi ultimi mesi hanno segnato un drastico e assolutamente imprevisto cambiamento di abitudini e innescato scenari inediti con cui tutte e tutti noi stiamo cercando faticosamente di fare i conti.

Ma la tragedia non è per tutti. Mentre si gioca con la vita dei lavoratori in nome della tenuta economica del paese, mentre tante e tanti di noi si chiedono come sopravvivere, come sempre qualcuno ci guadagna. E molto.

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