23 settembre 2020 – Secondo i dati trasmessi dall’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, i contagi da Covid-19 sul lavoro sono in crescita. Al 31 agosto, infatti, i casi Covid sui posti di lavoro denunciati all’istituto sono ben 52.209, il 19,4% del totale, con un incremento di 846 unità rispetto al precedente monitoraggio datato 31 luglio. I casi mortali in totale sono stati 303, di cui 27 tra la fine dei mesi luglio e agosto; si parla, purtroppo, di circa un terzo dei decessi denunciati all’INAIL da inizio anno. Sono i tecnici della salute ad essere i più colpiti con il 39,7% dei contagi denunciati, di quest’ultimo dato ben l’83% è composto da infermieri.
28 agosto 2020. Meno di 700 dipendenti quasi 200 positivi al tampone, decine operai che hanno dovuto recarsi al lavoro mentre erano in attesa del tampone senza nessuna sospensione cautelare. L’Aia, multinazionale delle carni, nello stabilimento del trevigiano, a Vazzola, ha deciso di mantenere la produzione a pieno regime nei giorni scorsi quando era chiaro che il contagio era partito e oggi si limita ad una riduzione della produzione: certo un terzo dei dipendenti sono in quarantena!
Questa la classificazione che viene fuori dagli atti del Comitato tecnico scientifico, desecretati in questi giorni: si parla del verbale del 9 aprile. Un paio di mesi dopo scoppiano i focolai alla Bartolini e alla Tnt di Bologna.
5 agosto 2020. Oggi saremo, a partire dalle 17, davanti ai cancelli della Brt, a ribadire che salute e sicurezza dei lavoratori contano più dei loro profitti! A fronte di un caso positivo al covid e 15 lavoratori in quarantena preventiva, ancora non sono stati eseguiti i tamponi all’intero personale, unica maniera per avere il quadro sanitario reale in magazzino, tutelare la salute di tutti e fare vera opera di prevenzione. Invece la Brt tace, trincerandosi dietro l’apparente applicazione dei protocolli e negando un confronto col sindacato.
9 luglio 2020. In una zona del mantovano, tra Viadana e Dosolo, sono saliti a settanta i lavoratori positivi e duecento quelli messi in quarantena in 5 tra macelli e salumifici del distretto. Si tratta del focolaio di Covid 19 al momento più preoccupante in Lombardia.
Il focolaio di Covid-19scovato la settimana scorsa al magazzino Bartolini delle Roveri a Bologna si è riversato sul centro di accoglienza straordinaria (cas) di via Mattei dove risiedono due lavoratori dell’azienda del settore della logistica. Nel week end è emerso che i contagi all’interno della struttura che ospita richiedenti asilo erano otto, ma nel pomeriggio di domenica 28 giugno è stato effettuato il tampone a tutti i migranti e i risultati potrebbero rivelare nuovi positivi. Coordinamento Migranti, che insieme ad Asgi ed altre associazioni aveva già messo in guardia dai rischi che si correvano all’interno del Mattei a causa delle condizioni di permanenza nella struttura, torna a puntare il dito contro le istituzioni, che “dimostrano di non avere a cuore la salute dei migranti”.
Non solo: per il coordinamento esiste proprio un doppio rischio cas-logistica, dal momento che molti degli ospiti delle strutture cittadine lavorano saltuariamente nei magazzini, anche all’Interporto.7
9 maggio 2020 – Oltre 37.000 le denunce di contagi sul lavoro da Covid 19 mentre le denunce di infortunio mortale sempre per COVID19 sono 129. Sono i dati Inail che si riferiscono alle denunce arrivate fino al 4 maggio. Si registra un aumento di 9.000 unità rispetto alla prima rilevazione diffusa il 21 aprile (31 in più per i casi mortali). Per gli infortuni mortali da Covid 19 c’è una netta prevalenza delle denunce per uomini (82,2%). Questo è quello emerso prima della riapertura generalizzata. Ma cosa sta succedendo realmente nelle piccole e medie fabbriche dove non ci sono controlli e sindacato? È solo la punta del’ iceberg. A Brescia e provincia sempre più segnalazioni anonime di operai impauriti che denunciano condizioni di lavoro senza sicurezza. Schiacciati tra ammalarsi e perdere il lavoro.
È con grande dolore che comunichiamo la morte del lavoratore Cristhian Ramirez, 40 anni, facchino alla BRT di Sedriano nella 4logistix. Ha lottato per due settimane intubato
Il CoVid 19 se lo è portato via.
14 aprile 2020. La Federazione del Sociale USB Catania, con un comunicato, interviene senza mezzi termini nella questione legata allo stabilimento catanese della STM, dove si conta la presenza complessiva di oltre 4 mila dipendenti e dove ci sono non pochi casi di lavoratori positivi al Coronavirus.
Anche negli USA gli operai, costretti a continuare a lavorare in fabbriche assolutamente non sicuri, muoiono a seguito del contagio del Coronavirus: due operai sono già morti nella sola FCA.
Dopo gli scioperi per fermare le produzioni non essenziali, arriva un accordo ridicolo tra padroni e sindacati. Intanto arrivano le prime conferme di operai positivi e ammalati.
Da Orzinuovi zona particolarmente colpita giungono le prime conferme che in aziende che non vogliono fermare la produzione ci sono molti operai malati e positivi. Nelle aziende della zona che dopo lo sciopero di ieri i lavoratori hanno deciso di non rientrare.