Tag Archives: proteste

Fermi a Napoli per il 25 aprile

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Napoli: fermati Eddy Sorge del SI Cobas e 3 disoccupati del movimento 7 novembre, insieme a tanti compagni ora sotto la Questura con identificazioni e multe “colpevoli” di aver esposto striscioni in varie zone della città a nome della campagna “Vogliamo Tutto” e in concomitanza col 25 aprile.

In zona flegrea, decine di abitanti sono scesi in strada protestando contro i fermi della polizia e solidarizzando coi manifestanti.

I due compagni sono stati portati in Questura centrale e due al Commissariato PS di Bagnoli.

***
FONTE: https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/photos/a.308247529373951/1245929178939110/


Fermi multe e identificazioni anche a Napoli per il 25 aprile

25 aprile 2020, Napoli: fermati Eddy Sorge del SI Cobas e 3 disoccupati del movimento 7 novembre, insieme a tanti compagni ora sotto la Questura con identificazioni e multe “colpevoli” di aver esposto striscioni in varie zone della città a nome della campagna “Vogliamo Tutto” e in concomitanza col 25 aprile. In zona flegrea, decine di abitanti sono scesi in strada protestando contro i fermi della polizia e solidarizzando coi manifestanti. Al momento due compagni sono in Questura centrale e due al Commissariato PS di Bagnoli. Liberi subito!

FONTE: https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/photos/a.308247529373951/1245929178939110/?type=3&__tn__=H-R


Italia: 25 aprile. Segnali di ammutinamento (25/04/2020)

https://ilrovescio.info/wp-content/uploads/2020/04/25aprile.jpg
Segnali di ammutinamento allo stato di emergenza da diverse città.

Continue reading


Dalla Sardegna/Il 25 aprile IO ESCO E PROTESTO

Usciamo in strada mascherati e a distanza di 1 metro gli uni dalle altre e manifestiamo con volantini, striscioni, megafoni e qualsiasi modalità ci sembri più consona.

Continue reading


Ossetija del Nord: disagio sociale “per” o “con” il coronavirus

Un migliaio di persone è sceso lunedì in piazza a Vladikavkaz, capitale della Repubblica autonoma russa dell’Ossetija del Nord, per chiedere provvedimenti a sostegno di coloro che hanno perso il lavoro a causa del regime di auto-isolamento, decretato per l’epidemia di coronavirus. Alla data del 20 aprile, nella Repubblica erano registrati 177 contagi e due vittime.

Continue reading


Polonia: le donne manifestano in difesa dell’aborto nonostante il lockdown, rispettando il distanziamento sociale


20 aprile 2020. Mercoledì 15 aprile il Parlamento polacco ha iniziato la discussione di una proposta di legge che riduce al minimo le situazioni in cui una donna può ricorrere legalmente all’interruzione volontaria di gravidanza. Attualmente il paese ha già una delle legislazioni più restrittive d’Europa sull’aborto, che è consentito solo in caso di stupro, incesto, se la vita della madre è a rischio o in caso di gravi malformazioni. Il progetto di legge arrivato in Parlamento, lo vieterebbe anche in quest’ultimo caso, che secondo le organizzazioni per i diritti riproduttivi rappresenta il 98% delle interruzioni di gravidanza in Polonia. Si tratterebbe sostanzialmente di un divieto quasi totale. Insieme a quello sull’aborto, è arrivato in aula un altro disegno di legge, “Stop Pedofilia”, che mira a criminalizzare l’educazione sessuale per giovani e adolescenti.

Continue reading


Stati Uniti: le lotte in carcere durante la pandemia

4 aprile 2020. Tratto da “silenzio assordante

Dagli Stati Uniti, interviste sulle proteste in carcere e sulla situazione sociale ai tempi del coronavirus.

Buon Ascolto: https://archive.org/download/usa_carceri/usa_carceri.mp3?_=1

FONTE: https://evasioni.info/2020/04/04/stati-uniti-le-lotte-in-carcere-durante-la-pandemia/


Campagna #nonrestiamoinsilenzio


29 marzo 2020 – Di fronte all’impossibilità materiale di svolgere qualsiasi tipo di mobilitazione in strada e non volendo limitarci a diffondere materiali informativi tramite internet lanciamo questa proposta di campagna pubblica a cui chiunque può aderire.

Continue reading


Delhi, India. Dalle proteste non violente alla caccia al musulmano

Negli stessi giorni in cui in Italia iniziava l’allerta per il primo caso di contagio da coronavirus (COVID-19), in India, una situazione tesa da più di due mesi per le proteste contro l’introduzione di un provvedimento discriminatorio per i musulmani, il Citizenship Amendment Act (CAA), è degenerata in episodi di violenza. Da domenica 23 febbraio a oggi si contano oltre quaranta vittime e più di duecento feriti negli scontri avvenuti nella zona nord-orientale di Delhi. A scatenare la violenza sarebbe stata la dichiarazione di Kapil Mishra, politico locale del partito ultra-nazionalista induista ora al governo (BJP), che ha richiesto lo sgombero dei manifestanti riuniti nei quartieri a prevalenza musulmana di Jaffrabad e Chand Bagh. Mishra ha dichiarato che se la polizia non fosse intervenuta, avrebbe messo fine lui stesso con la forza alle ennesime proteste (non violente), anche in questo caso promosse principalmente da donne.

Continue reading