
DIRETTA STRAMING DI SABATO 4 APRILE
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=tVVgcSWxqtk
PARLIAMONE CON:
• Avvocato Sauro Poli
• Avvocato Giovanni Conticelli
RACCOLTA DI SCRITTI E ARTICOLI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

DIRETTA STRAMING DI SABATO 4 APRILE
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=tVVgcSWxqtk
PARLIAMONE CON:
• Avvocato Sauro Poli
• Avvocato Giovanni Conticelli
Una riflessione di una insegnante alle prese con la scuola ai tempi del Coronavirus

4 aprile 2020. Tratto da “silenzio assordante“
Dagli Stati Uniti, interviste sulle proteste in carcere e sulla situazione sociale ai tempi del coronavirus.
Buon Ascolto: https://archive.org/download/usa_carceri/usa_carceri.mp3?_=1
FONTE: https://evasioni.info/2020/04/04/stati-uniti-le-lotte-in-carcere-durante-la-pandemia/

Le misure governative per sostenere le famiglie durante l’epidemia prevedono sospensione dei mutui e la riduzione degli affitti per stabili commerciali al 60%, ma non del pagamento dell’affitto ai privati. È una grave mancanza: alle fasce più deboli e meno abbienti si impongono misure più dure che al resto della popolazione. Se anche si decreterà la sospensione e non l’annullamento dei canoni d’affitto, si costringerà migliaia di famiglie a indebitarsi con i loro proprietari, quando la loro situazione economica dovrebbe invece essere sostenuta.
Per questa ragione diciamo: se non guadagniamo, non paghiamo. Se l’economia produttiva si ferma, si deve fermare anche la rendita immobiliare.
In molti casi questa è già una realtà: moltissime famiglie non pagheranno il canone di aprile, molte non hanno pagato neanche quello di marzo. Lo sciopero ci permette di trasformare migliaia di problemi individuali in un’unica grande risposta collettiva, per sostenere chi rischia di essere sfrattato o di ritrovarsi indebitato quando l’epidemia sarà finita.
https://scioperodegliaffitti.noblogs.org/post/2020/04/04/perche-scioperare/

1 aprile 2020. Com’è noto, con un voto del parlamento, il premier ungherese Viktor Orbán ha ottenuto “pieni poteri” chiesti, formalmente, per gestire l’emergenza coronavirus.
In buona sostanza, tutti i poteri dello stato sono ora accentrati nelle sue mani, con l’avallo della maggioranza parlamentare, tutta del suo partito nazionalista.
Con il passare dei giorni, però, la questione coronavirus si rivela sempre più un alibi che il premier ha deciso di usare per intervenire in altri ambiti che niente hanno a che vedere con la pandemia.

4 aprile 2020
Il martellante richiamo alla guerra utilizzato per descrivere gli effetti dell’emergenza sanitaria sembra segnalare un mutamento all’interno del dibattito economico mainstream. Dentro questo interregno, le lotte in corso e quelle a venire potrebbero giocare un ruolo decisivo

3 aprile 2020
I sondaggi che registrano il gradimento nei confronti del presidente sono molto buoni per Donald Trump. Col 45,8 per cento il presidente ottiene il risultato più alto dal giorno della sua investitura nel 2017. Pochi si sarebbero aspettati un simile risultato, visto la gestione alquanta caotica della crisi del Covid-19. Trump ha passato gran parte del tempo a minimizzare la pandemia, l’ha inizialmente definita una “bufala” dei democratici, e po ha improvvisamente cambiato registro. Su impulso degli esperti medici preoccupati dall’aggravarsi della situazione. La gestione successiva è stata poi alquanto caotica. Però non è molto diversa da quella sperimentata da molti paesi di fronte ad un fenomeno nuovo.

Come ogni venerdì abbiamo fatto il nostro viaggio settimanale su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffond l’audio:
https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2020/04/2020-04-03-anarres.mp3?_=1
leggi tutto

“(…) il più antico degli appelli alla mobilitazione è risuonato in tutte le lingue: siamo in guerra. “Nous sommes en guerre” aveva scandito per ben sette volte il presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso alla nazione del 12 marzo, evocando una chiamata alle armi di tutti i compatrioti, seppure l’ordine non fosse di presentarsi al fronte, bensì di restare a casa.Nulla di nuovo: in letteratura si trovano numerosi esempi che mostrano come il linguaggio bellico sia pervasivo in medicina, sia nella pratica clinica sia nel discorso pubblico, dove le metafore militari diventano predominati. In entrambi i casi, il ricorso al gergo militaresco trova giustificazione nel suo potere di mobilitazione. Nella clinica, si ritiene che possa tenere alto il morale dei pazienti e rinsaldare l’alleanza fra medici e assistiti durante il percorso di cura, soprattutto in caso di malattie gravi e debilitanti. Sul piano sociale, suona come un appello alla nazione per sbloccare risorse economiche, giustificare politiche d’emergenza e incoraggiare la popolazione ad accettare i sacrifici imposti in virtù di una causa comune, com’è richiesto oggi ai cittadini di gran parte del mondo nel tentativo di arginare la diffusione del nuovo coronavirus”. (tratto da Il linguaggio militare della pandemia, di Giancarlo Sturloni)
LOST, con il supporto di Unit, ha realizzato LOCo19, una trasmissione della durata di due orette, a partire da queste brevi e sommarie premesse.
FONTE: https://lost.abbiamoundominio.org/2020/loco19radio02042020.html
Ben lontano dal ricompattare la popolazione catalana attorno al governo di Sánchez e alla monarchia, la crisi del coronavirus sembra riportare alla ribalta non solamente la questione nazionale e le tensioni tra le differenti regioni dello Stato, ma anche gli interrogativi sulla natura del governo PSOE-Unidas Podemos.
Come tre paesi del Maghreb (Marocco, Algeria e Tunisia) affrontano l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19.
L’articolo è stato scritto da Rachida El Azzouzi e Lilia Blaise, pubblicato sul giornale online francese di informazione indipendente “Mediapart” il 20 marzo con il titolo originale: “Il Maghreb si barrica per non diventare un nuovo Wuhan”. Traduzione di Giacomo Marchetti.

[Qui potete trovare il pdf del testo]
«La speranza, al contrario di ciò che si crede,
equivale alla rassegnazione.
E vivere quello non è rassegnarsi»
Albert Camus, Noces
Le idee, lo diciamo da lustri, sono epidemiche. Circolano di testa in testa più veloci dell’elettricità. Un’idea che si appropria delle teste diventa una forza materiale, come l’acqua che mette in moto la ruota del mulino. È urgente per noi, Scimpanzé del futuro, ecologisti, cioè anti-industriali e nemici della macchinazione, rinforzare la carica virale di alcune idee messe in circolazione in questi due ultimi decenni. Per servire a ciò che potrà.

2 aprile 2020
di Federica di Martino
In una circolare del Ministero della Salute emessa in data 30 marzo 2020, viene stilato un elenco dettagliato delle prestazioni in ambito ostetrico e ginecologico che non sono differibili, ovvero che non possono essere rimandate, rinviate, respinte, procrastinate, limitate, prorogate. Ci sembra che per oggi, con i sinonimi, abbiamo dato abbastanza. http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=83357

2 aprile 2020
Ad oggi nel Veneto la politica regionale sta balbettando sull’opportunità o meno di far fare il tampone a tutti gli operatori e ospiti delle case di riposo e Ipab della Regione Veneto.