Francia, 1.800 persone sono morte in casa e altre parecchie migliaia nelle case di riposo
Nella Francia di Macron, come è accaduto in Italia, sono molte le “lacune” dello Stato di fronte alla pandemia di coronavirus.
Nella Francia di Macron, come è accaduto in Italia, sono molte le “lacune” dello Stato di fronte alla pandemia di coronavirus.

di Vito Totire (*)
EPIDEMIA COVID-19: no alla “absolutio precox”
Rimbalza ancora una volta sulla stampa quotidiana (Il resto del Carlino, quotidiano di Bologna, 26 agosto2020) la notizia di 20 fascicoli aperti, contro ignoti, per l’ipotesi di omicidio colposo; sarebbero tutti relativi ad eventi accaduti nella case di riposo di Bologna e – in buona parte – oggetto di segnalazioni da parte di familiari.

Moltissime delle morti in seguito all’epidemia di Covid-19 sono state registrate nelle Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali) e nelle Cra (Case di Residenza per Anziani). Una vera e propria strage avvenuta in strutture che, per definizione, sono considerate sensibili, perché ospitano persone fragili.
Il problema si è manifestato in Lombardia, dove il caso del Pio Albergo Trivulzio ha suscitato scandalo, ma questo tipo di morti sono state registrate anche in Emilia Romagna.

Dal Pio Albergo Trivulzio ad altre Rsa lombarde, numerosi morti per Covid sono avvenute nelle strutture che ospitano le persone più anziane e quindi a rischio in piena emergenza covid-19. Una bomba a orologeria, che è esplosa in diverse parti d’Italia nonostante i continui allarmi lanciati da lavoratori e sindacati. La mancanza di dispositivi protettivi, le procedure sbagliate, gli spazi inadeguati a fronteggiare la pandemia hanno contribuito a peggiorare un’emergenza sanitaria che ha avuto gioco facile a colpire gli individui più fragili e con patologie, quindi vittime ideali del coronavirus. Un dramma che non si è consumato solo in Italia: in cinque paesi europei oltre la metà delle morti associate al covid-19 sono avvenute nelle case di riposo.

2 aprile 2020
Ad oggi nel Veneto la politica regionale sta balbettando sull’opportunità o meno di far fare il tampone a tutti gli operatori e ospiti delle case di riposo e Ipab della Regione Veneto.