Negli stessi giorni in cui in Italia iniziava l’allerta per il primo caso di contagio da coronavirus (COVID-19), in India, una situazione tesa da più di due mesi per le proteste contro l’introduzione di un provvedimento discriminatorio per i musulmani, il Citizenship Amendment Act (CAA), è degenerata in episodi di violenza. Da domenica 23 febbraio a oggi si contano oltre quaranta vittime e più di duecento feriti negli scontri avvenuti nella zona nord-orientale di Delhi. A scatenare la violenza sarebbe stata la dichiarazione di Kapil Mishra, politico locale del partito ultra-nazionalista induista ora al governo (BJP), che ha richiesto lo sgombero dei manifestanti riuniti nei quartieri a prevalenza musulmana di Jaffrabad e Chand Bagh. Mishra ha dichiarato che se la polizia non fosse intervenuta, avrebbe messo fine lui stesso con la forza alle ennesime proteste (non violente), anche in questo caso promosse principalmente da donne.
La tua fabbrica resta aperta perchè continua a produrre?
Nessuna merce, nessun profitto altrui vale la tua vita e quella dei tuoi cari.
Attivati sindacalmente per chiedere la chiusura della tua azienda finchè non potrai tornare tranquillo al lavoro. Sciopera se è necessario. Ricorda nel caso che prima di farti consumare ferie e permessi (e comunque non devono ipotecarti quelle future) devono chiedere gli ammortizzatori sociali.
Non lavorare se non hai tutti i D.P.I. e se le misure sanitarie previste sono in dubbio: la sicurezza viene prima di tutto. Se fai tele-lavoro, tutta l’attrezzatura, compresa la connessione, è a carico del datore di lavoro: è un diritto, non un favore!
Se sei iscritto a USI PRETENDI che il TUO Sindacato sia riconosciuto, si sta parlando della TUA vita ed hai diritto alla TUA rappresentanza sindacale.
Dirette con: Saverio Sgaramella da Londra, Sabino Pace da Parigi, Luciano Luzy-L da Roma, Michele “Il Barone” da Berlino e Diego del Gran Torino da Barcellona.
Commenti disabilitati su Spessore Virus Worldwide, una panoramica da 5 citta capitali europee sulla gestione del virus. | posted in Approfondimenti e analisi, Audio e video
In Turchia le teorie del complotto conquistano tempo e copertura mediatica e raggiungono gran parte della popolazione turca anche grazie al sistema dei media controllato dal governo
In questi giorni di arresti domiciliari di massa, chi esce deve esibire un foglio con l’autocertificazione.
La polizia e, da qualche tempo anche i militari, divenuti tutti pubblici ufficiali, effettuano controlli e denunciano chi viene considerato evaso. Continue reading
Riflessioni di una giovane professoressa sulle forme di insegnamento al tempo del Covid19, e su come queste forme di insegnamento non tengano conto delle differenze di classe.
Fra le contraddizioni che il Coronavirus fa esplodere ci sono quelle urbanistiche: ci siamo arresi a un modello di convivenza in cui lo spazio privato prevale su quello condiviso
Non andrà tutto bene
DI GIAN LUCA GARETTI · 16 MARZO 2020
Se una volta finita “a nuttata”, tutto sarà come prima e non ci sarà un cambio di paradigma. Questa pandemia può rappresentare una grande opportunità per una svolta ecosocialista. La risposta non può essere solo “reattiva”, cioè limitata ai farmaci, vaccini, sussidi, al buonismo dei balconi. In questi tempi tristi che vanno sotto il nome di Antropocene e di Capitalocene, o si svolta a livello di cambiamento climatico, a livello di cura dell’ambiente, a livello sociale, a livello economico, a livello di sanità, che deve essere pubblica, o le cose non andranno certo bene. Continue reading
Riprendiamo da ZNetItaly un’intervista rilasciata dal biologo evoluzionista R. Wallace, a Yaak Pabst sulla gravita’ e sulla genesi della pandemia covid-19. Le ricerche di Wallace, in particolare Big Farms Make Big Flu, sono un’importante fonte dell’analisi del gruppo Chuǎng, di cui abbiamo tradotto e pubblicato Contagio sociale. Queste ricerche fanno luce sulle cause strutturali delle recenti epidemie e dell’attuale pandemia: fanno risalire lo sciame di virus che hanno imperversato nelle ultime decadi, covid-19 incluso, alla devastazione ambientale e agli allevamenti intensivi, all’agribusiness, in altre parole. Wallace tocca anche le questioni dello smantellamento dei sistemi sanitari, delle restrizioni in regime di quarantena come sperimentazione in vitro di nuove forme di controllo sociale, e della necessita’, vitale, di smantellare l’agrindustria.
L’imprevisto trasforma quel che la volontà non ha saputo trasformare. Ma ora si tratta di riattivare l’energia rinnovabile dell’immaginazione.
You are the crown of creation And you’ve got no place to go Jefferson Airplane, 1968
«La parola è un virus. Forse il virus dell’influenza era un tempo una cellula sana. Ora è un organismo parassita che invade e danneggia il sistema nervoso centrale. L’uomo moderno non conosce più il silenzio. Prova a interrompere il discorso sub-vocale. Prova dieci secondi di silenzio interiore. Incontrerai un organismo resistente che ti impone di parlare. Quell’organismo è la parola.»
William Burroughs, The Ticket that ExplodedContinue reading
Di seguito presentiamo la traduzione di un’intervista rilasciata dal biologo evoluzionista R. Wallace, a Yaak Pabst sulla gravita’ e sulla genesi della pandemia covid-19. Robert Wallace è autore del volume Big Farms make Big Flu, un volume del 2016 che ricostruisce la relazione tra agroindustria globale e la diffusione di infezioni ed epidemie. Queste non sarebbero tanto un effetto quanto il nuovo bio-universo capitalistico alle condizioni della sua attuale riproduzione. Le ricerche di Wallace, in particolare Big Farms Make Big Flu, fanno luce sulle cause strutturali delle recenti epidemie e dell’attuale pandemia: fanno risalire lo sciame di virus che hanno imperversato nelle ultime decadi, covid-19 incluso, alla devastazione ambientale e agli allevamenti intensivi, all’agribusiness, in altre parole. Wallace tocca anche le questioni dello smantellamento dei sistemi sanitari, delle restrizioni in regime di quarantena come sperimentazione in vitro di nuove forme di controllo sociale, e della necessita’, vitale, di smantellare l’agrindustria.
Nei quartieri dei ricchi non canta nessuno. Trincerati negli ampi appartamenti in cui vivono per lo più da soli gli anziani genovesi non escono, spediscono badanti munite di mascherina a fare la spesa (con parsimonia, i supermercati sono pieni come al solito, mancano solo i prodotti in offerta). Le spiaggette rocciose che costeggiano e delimitano i quartieri alti, in genere frequentate da bagnanti di lungo corso per buona parte dell’anno, sono insolitamente vuote e prive di vita, fatto salvo per le seconde case di lombardi fuggiti, di colpo aperte dopo anni di quasi completa chiusura, finalmente popolate, con le finestre spalancate nel clima mite e il vociare di un accento insolito. Il clima che si respira è quello immortalato da James Ballard in Kingdom Come, solo che qui l’incubo che avrebbe dovuto risvegliare i suburbs dal loro velenoso torpore è finalmente arrivato. Il deserto sociale dei “quartieri morti”, come li ha definiti un vecchio sociologo genovese, si palesa in tutta la sua evidenza. Continue reading
I carri funebri sono in fila di fronte al cimitero di Bergamo. Quest’immagine, più di tante altre, ci mostra in tutta la sua crudezza la realtà. Non si può neppure lasciare un fiore. Non li hanno neppure potuti accompagnare verso la fine. Sono morti soli, lucidi, affogando lentamente. Continue reading