Mag 31 2020

Pandemia Covid-19: a Guayaquil (Ecuador), il capitalismo semina morte e orrore

Muertos en las calles: la crisis del Coronavirus en ...

Il quadro è terrificante. Centinaia di persone sono morte, il fetore di cadaveri appesta molte parti della città, intere famiglie sono morte così come molti operatori sanitari. Finora, lo Stato ecuadoriano ha riconosciuto solo 369 morti dovute a Covid-19, senza specificare quanti di loro provengano dalla città di Guayaquil. Ma secondo tutti i testimoni diretti di questa enorme tragedia (medici, giornalisti e ospiti stranieri)[1] , solo a Guayaquil, il numero di morti dovute al coronavirus è scandalosamente sottostimato.

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Mag 30 2020

Il coronavirus ai tempi dell’Ecuador [1 e 2]

di Alberto Acosta

La gente non sta morendo di coronavirus. La gente in Ecuador sta morendo di capitalismo.  Di pessimi servizi pubblici e privati, non solo sanitari. Di mancanza di democrazia e assenza di giustizia.
Di corruzione e incapacità di dialogo”.
(Santiago Roldós, 2020)

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Mag 5 2020

La vita in Ecuador durante il coronavirus

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5 maggio 2020

L’Ecuador è uno dei paesi più colpiti dalla pandemia del Covid-19 in Sud America, una situazione drammatica con immagini che hanno fatto il giro del mondo, come i corpi agonizzanti e i cadaveri bruciati per le strade. Ma dietro questa cruda realtà non c’è un triste destino fatalista, bensì l’irresponsabilità del governo. Un’auto-organizzazione solidale che prende l’eredità della rivolta dell’ottobre 2019 – quando una mobilitazione popolare si oppose contro le politiche neoliberiste di austerità che andavano ad aumentare il prezzo della benzina e ad incidere negativamente sulla qualità della vita della popolazione ecuadoregna – sta provando a coordinare una serie di iniziative dal basso per fronteggiare l’emergenza. Per capire meglio questa delicata fase storica del paese, pubblichiamo un’intervista a Marcelo Jara, membro delle Brigate di Solidarietà Kitu.

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Apr 9 2020

In Ecuador la nuova pandemia si interseca con vecchie disuguaglianze e lotte

9 aprile 2020

E’ di ieri la notizia che l’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa, al potere dal 2007 al 2017, è stato condannato in primo grado a otto anni di prigione per corruzione e altre diciassette persone, tra cui l’ex vicepresidente Jorge Glas, sono state condannate alla stessa pena. Si tratta di una sentenza farsa, dal momento che Correa nel frattempo è riparato in Belgio. Ben più reale è l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, che sta duramente colpendo i territori. L’epicentro del contagio è a Guayaquil, dove i cadaveri non vengono ritirati e la popolazione è costretta a trascinarli fuori dalle case per paura del contagio, mentre a chi è vivo e povero non si fanno i tamponi, perché il sistema sanitario è analogo a quello statunitense e la sanità pubblica ha pochissime risorse.

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