Milano. Beni comuni o in vendita?

13 giugno 2020

Abbiamo appreso come molte e molti sabato scorso della #novità arrivata dal Comune di Milano nel pieno di questa fase 2.
Leggiamo prima da un articolo su La Repubblica e poi direttamente su una news del sito del Comune (https://www.comune.milano.it/-/demanio.-avviso-pubblico-per…)
che “La Giunta ha approvato la delibera in cui sono individuati 25 beni in disuso – aree ed immobili di proprietà comunale non più utilizzati – che saranno oggetto di un avviso di interesse pubblico.” Il piccolo particolare è che tra questi immobili “in disuso” ci sono la Cascina Torchiera senz’acqua in piazza Cimitero Maggiore, autogestita da più di vent’anni, e l’ex liceo Omero di via del Volga 4 recuperato grazie ai progetti di Ri-Make.

E restiamo particolarmente colpite/i vedendo che l’immagine a corredo di questo comunicato stampa è proprio quella del primo giorno in cui, dopo aver apposto ai cancelli della scuola lo striscione “Riapriamo Ri-Make”, ci siamo messi a raccogliere i calcinacci, igienizzare i locali, tagliare l’erba dei prati, dopo una grande corteo solidale per lo sgombero dell’EX BNL di via Astesani avvenuto il giorno stesso. Riaprivamo quella scuola per aprire un nuovo luogo di #solidarietà, #mutuosoccorso, una nuova casa per i progetti già esistenti di Ri-Make ma soprattutto un nuovo spazio aperto ai #bisogni sociali del quartiere e della città.

Ci abbiamo messo un po’ a pensare a come rispondere a questa notizia.
Eravamo prese e presi tutti i giorni e tutto il giorno dalle decine di chiamate e richieste che continuano ad arrivare al centralino del nostro sportello solidale “#NonSeiSola, #NonSeiSolo”. Moltissime di queste richieste ci sono state inoltrate proprio dal centralino del Comune di Milano per l’Emergenza, il famoso 020202. Da tre mesi a questa parte ogni giorno ci dedichiamo a costruire risposte #solidali, reciproche e collettive, per quelle persone che hanno bisogno di ricevere la #spesa a domicilio, di aiuto per il #reddito e il lavoro, che non riescono a pagare l’#affitto, che non hanno un #computer per la didattica a distanza dei figli e hanno bisogno di qualcuno che si prenda #cura di loro mentre lavorano.

Stranamente in tutti questi mesi di lavoro #mutualistico che come tante altre realtà della città abbiamo portato avanti arrivando dove spesso non poteva arrivare lo stesso Comune di fronte alla #pandemia, nessuno ha avuto il tempo di contattarci per discutere di questa importante novità sull’ex liceo Omero, ma solo di affidarci la gestione di situazioni di emergenza che il Comune non sempre sarebbe stato in grado di affrontare.
Contattarci dopotutto non sarebbe stato così difficile, dato che è esattamente da due anni che abbiamo aperto un percorso di discussione con il Comune di Milano sul riconoscimento dell’ex liceo Omero di via del Volga 4 come Bene Comune, utilizzando il #regolamento approvato dalla giunta in merito l’anno scorso (https://www.comune.milano.it/…/e429814f-20bd-b311-a542-8029…).

Dopo due anni di incontri con gli assessori competenti per l’applicazione di questo regolamento e dopo diverse perizie tecniche, attendevamo notizie per proseguire il processo.

Dunque in realtà il Comune sa perfettamente che in questi due anni la scuola di via del Volga non è più uno “spazio in disuso” e “senza identità” come vengono definiti gli spazi oggetto della delibera dall’assessore al demanio Roberto Tasca, ma è stato rimesso in vita da un percorso di recupero aperto, costruito con le abitanti e gli abitanti del quartiere e della città, che attraverso decine di progetti – mutualistici, cooperativi, culturali, agroecologici, sportivi, artistici, educativi, alimentari, sindacali – sta crescendo come un #BeneComune: uno spazio non basato sulle leggi del mercato ma costruito da chi può dare una mano e chi ha necessità, da chi ha desideri e sogni e li vuole realizzare in solidarietà. Un Bene Comune che sta germogliando e ha mostrato i suoi primi frutti non solo nello splendido giardino di cui ci prendiamo cura con tutta la comunità di Ri-Make ma soprattutto nell’emergenza Covid-19, con le attività dello sportello “#NonSeiSola, #NonSeiSolo” che hanno attivato una rete di centinaia e centinaia di persone che risponde ogni giorno all’#emergenza con il #mutuosoccorso.

Ci chiediamo dunque qual è la scelta del Comune con questo nuovo avviso pubblico, di cui attendiamo di leggere il testo dettagliato.

Si tratta di un passo che va incontro alle rivendicazioni e proposte costruite (non solo da noi) in questi anni per un cambio di politiche nella gestione degli immobili abbandonati di proprietà comunale? Una strada che vada oltre la svendita ai privati o i limiti evidenti della concessione via bandi, ma che riconosca le esperienze e le possibilità dell’autogestione e della partecipazione diretta di cittadine e cittadini?
Ci sorgono alcuni dubbi, per usare un eufemismo, sulla possibile risposta, viste le ulteriori dichiarazioni sempre dell’assessore Tasca: “Per troppi anni il Comune ha dovuto rinunciare a valorizzare il patrimonio dismesso sparso per la città.”
E sul termine “#valorizzare” che ci sembra di intravedere quelle politiche fatte di vendita degli immobili per risanare i debiti delle casse comunali, strategia che l’assessore Tasca ha più volto dichiarato a mezzo stampa.
Pensiamo che in giro per la città e per il paese ci siano invece esperienze che hanno proposto, nella pratica, un altro tipo di “valorizzazione”: recuperare e riutilizzare spazi abbandonati fondandoli sui valori d’uso – cioè sul valore che questi hanno per rispondere ai nostri bisogni – e non sui valori di scambio – ovvero sul prezzo imposto da chi vende per trarne un guadagno personale – ha permesso di costruire progetti sociali e culturali impagabili per chi vive i quartieri e attraversa questi luoghi, ma anche per le stesse amministrazioni comunali.

Vorremmo sbagliarci e pensare che forse siamo troppo dubbiose/i. E per farlo vorremmo avere un incontro con l’amministrazione e gli assessori che stanno costruendo questo avviso pubblico per affrontare pienamente questo “dubbio”: il Comune vuole svendere i beni pubblici e trasformarli in proprietà privata o riconoscerli come Beni Comuni che arricchiscono l’intera comunità che se ne prende cura? La Giunta pensa di cancellare proprio adesso le esperienze solidali e autogestite che hanno risposto all’emergenza Covid-19 anche nei quartieri in cui il servizio pubblico non è stato in grado di arrivare? Pensa di smantellare le uniche forme di accesso al reddito, all’alimentazione sana, all’educazione, alla tutela legale che esistono ai margini di questa città?

Come ogni mese a prendersi cura di tutti questi progetti è l’Assemblea Ri-Make Bene Comune, che si riunirà per la prima volta dopo tre mesi di nuovo dal vivo questa domenica 14 giugno alle h.15.00 per la riapertura dello spazio con Ri-Make riapre! Mercatino agricolo e giornata insieme. E’ composta da abitanti del quartiere, da chi costruisce quotidianamente i progetti solidali nello spazio, dai/alle volontari/e e dello sportello “Non sei sola, non sei solo” e dalle persone che hanno chiesto supporto, e lo faremo con chiunque altro/a voglia partecipare.

Sarà lì che proveremo a rispondere insieme e in solidarietà a queste “novità”, e intrecciando poi le nostre riflessioni con quelle della comunità di Cascina Torchiera (qui la loro “chiamata alle arti!”: https://torchiera.noblogs.org/2020/torchiera-sotto-attacco/ ).
Lo faremo in modo pubblico e trasparente e in luoghi in cui tutte e tutti possano prendere parola.
Perché un #BeneComune funziona (già) così.

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FONTE: https://rimake.noblogs.org/


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