Cosa si legge nei verbali del Comitato tecnico scientifico sulla riapertura delle scuole

Vediamo cosa c’è scritto nei verbali del Cts e nel documento tecnico sulla riapertura delle scuole. Con, tra le altre, anche la proposta di introdurre l’app Immuni per il tracciamento dei contatti tra gli studenti maggiori di 14 anni e tra il personale scolastico.

11 settembre 2020

La discussione interna al Comitato tecnico scientifico su come riprendere le attività scolastiche è iniziata il 4 maggio, in coincidenza con l’annuncio da parte del governo italiano del passaggio alla fase 2 dell’emergenza coronavirus. In quel momento, si legge nel verbale della seduta numero 66, i temi sul tavolo sono due: gli esami di maturità a giugno e la riapertura delle scuole a settembre.

Wired ha provato a ricostruire la discussione rispetto a questo secondo aspetto attraverso i verbali del Cts, che la scorsa settimana sono stati resi pubblici. Un dibattito che si concluderà con l’elaborazione di un Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico, approvato il 28 maggio ed aggiornato il 22 giugno.

Ripetere più volte le stesse domande

Si riportano di seguito le indicazioni presenti nel Documento tecnico del 28 maggio u.s.”. Siamo al 7 luglio, il verbale è il numero 94 e questa espressione ricorre in più di un passaggio. Durante la seduta, il Comitato tecnico scientifico risponde ad alcuni quesiti formulati il 2 luglio dai sindacati alla ministra della Pubblica istruzione Lucia Azzolina, che il 6 luglio li ha trasmessi al Cts.

Domande che riguardano, per esempio, la frequenza delle operazioni di pulizia dei bagni delle scuole (che, si rassicurino i genitori, dovrà essere giornaliera). Un quesito che trova risposta nel già citato documento del 28 maggio. Documento che lo stesso ministero ha pubblicato sul proprio sito. Eppure, dopo più di 40 giorni, Azzolina è tornata a sottoporre la domanda al Cts.

Sempre il 6 luglio il Comitato risponde alla ministra che sì, “sarebbe opportuno […] prevedere, nell’ambito dei Dipartimenti di prevenzione territoriali, l’identificazione di una struttura referente per l’ambito scolastico che possa raccordarsi con i dirigenti scolastici al fine di un efficace contact tracing e risposta immediata in caso di necessità”.

Un tema contenuto nell’aggiornamento del 22 giugno al documento del 28 maggio. Anche questo pubblicato sul sito del Miur. E anche in questo caso oggetto di un quesito dei sindacati che la ministra ha girato al Cts. Quando sarebbe stato sufficiente il link al documento di fine giugno.

I famigerati divisori

“Nessuno ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza”. Così la ministra Azzolina lo scorso 8 giugno. Lo stesso giorno nel quale ha polemizzato con il leader della Lega Matteo Salvini, che su Twitter accusava il governo di voler installare dei divisori in plexiglass tra gli studenti.

Il fatto è che a parlare di divisori è stata proprio la titolare della Pubblica istruzione. “I pannelli divisori come misura residuale possono essere utilizzati? E quali misure devono avere?”. È questa una delle domande rivolte dalla ministra Azzolina al Cts, che risponde proprio durante la seduta dell’8 giugno.

Un incontro iniziato alle 15.10 e al quale prende parte la stessa esponente dell’esecutivo. Il Comitato, come si legge nel verbale 87, risponde di non avere “previsto l’impiego di pannelli divisori”, soluzione rispetto alla quale “esprime elementi di perplessità. Una risposta che il Cts aveva già dato due settimane prima, il 26 maggio. Anche se il verbale di quella seduta è coperto da omissis.

La seduta si conclude alle 18.30.In tempo perché alle 22.34 la ministra possa replicare a Salvini che non ci sarebbe stata “nessuna gabbia di plexiglass”, forte anche del parere del Cts acquisito per la seconda volta nel giro di due settimane.

Il software

“Abbiamo creato un software per sapere esattamente quanti metri quadrati abbiamo nelle classi”, dice la Azzolina in conferenza stampa lo scorso 26 giugno. Quello del distanziamento all’interno delle classi è in realtà un tema cruciale. E rispetto al quale il Comitato è molto chiaro: un metro di distanza tra gli studenti, due tra la cattedra e la prima fila di banchi.

Eppure, ancora tre giorni prima di annunciare questo software, la ministra chiedeva al Cts se fosse possibile utilizzare l’indice di affollamento (metri quadrati per alunno) per il rilevamento del distanziamento fisico, anziché il metro lineare fra le rime buccali”, come si legge nel verbale della seduta del 23 giugno. Il Comitato ha risposto negativamente, perché “l’indice di affollamento determina solamente il numero massimo di persone che possono occupare un ambiente (è quindi una misura di densità) e non fornisce sufficienti informazioni circa le necessarie modalità per assicurare il distanziamento

L’app Immuni

Il Cts, nella seduta del 1 e 2 luglio, parla anche del ruolo dell’app di contact tracing all’interno dell scuola. Proponendo una “specifica campagna di sensibilizzazione perché Immuni sia installata, rivolta al personale docente e non docente”, agli “studenti di scuola secondaria superiore o comunque con età superiore ai 14 anni” e anche ai genitori.

Una posizione ribadita anche nella seduta del 3 luglio. Quando, rispondendo ad un quesito della ministra per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano, il Cts ha specificato che Immuni costituisce “uno dei punti chiave della strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio del mondo della scuola”. Eppure siamo ancora lontani dalla soglia di download del 15% della popolazione oltre la quale, secondo l’Università di Oxford, le app di contact tracing iniziano ad essere efficaci.

I banchi, senza rotelle

Se non fosse che si tratta di riportare in classe 8,4 milioni di studenti dopo sei mesi di stop forzato, questa parte dei verbali potrebbe essere derubricata a un pezzo di comicità, ovviamente involontaria. Questa volta il protagonista è il commissario straordinario Domenico Arcuri, alle cui domande sui banchi monoposto risponde il Cts nella seduta del 1 e 2 luglio.

Il Comitato spiega che devono avere una larghezza minima di 60 centimetri e una profondità minima di 50. Rispetto all’altezza, “sarebbe auspicabile disporre di banchi” per i quali sia “regolabile”. Che consenta cioè “un’escursione variabile […] da un minimo di 59 centimetri ad un massimo di 82”.

Nel caso fossero ad altezza fissa, qui l’elemento di involontaria comicità, “è necessario disporre di banchi aventi diverse altezze sulla base dei fabbisogni, che mettano in relazione l’altezza del banco, della seduta della sedia, degli studenti”. Non dare banchi troppo alti a bambini troppo piccoli, in altre parole. Un’indicazione di puro buonsenso. Eppure è stato necessario investire il Cts della responsabilità di specificarlo.

I verbali mancanti

Questa ricostruzione è giocoforza parziale. Nel senso che non tiene conto degli ultimi sviluppi. Ancora il 12 agosto il Cts si è occupato di scuola. Ma il verbale di questa seduta ancora non è disponibile: la Protezione civile ha disposto che vengano pubblicati 45 giorni dopo la fine della riunione. Per sapere cosa si è deciso in quella seduta occorrerà attendere la fine di settembre.

 

FONTE: https://www.wired.it/attualita/scuola/2020/09/11/riapertura-verbali-comitato-tecnico-scientifico/


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