SONO POCHI, AVANZIAMO! Sulle proteste fiorentine di venerdì 30 ottobre

31 ottobre 2020

Sui social l’appuntamento gira da giorni, giornali e amministrazione cercano disperatamente di instillare paura nei potenziali manifestanti affermando che sarà una notte di violenze. Ciechi e sordi a ciò che sta covando sotto mascherine mai cambiate, non si rendono neanche conto che son proprio le loro frasi a convincere gli indecisi a presentarsi in piazza.

In altri salotti si afferma che sarà una piazza di padroni e bottegai, una piazza di sfruttatori, altrove che sarà una piazza fascista. Significativamente quando scriviamo che saremo presenti in piazza, CasaPound inviterà a disertare il centro cittadino in quanto è secondo loro ormai svelato, del tutto infondatamente, che la protesta “è organizzata dagli anarchici”. Schemi sorpassati per un presente che corre veloce. L’appuntamento trae infatti la sua forza proprio dalla sua non riconducibilità, dal suo essere figlio di un malcontento generalizzato.
Lo spezzone dei compagni viene rabbiosamente caricato ancor prima di entrare in piazza e inseguito per più di un kilometro. La questura spera così di evitare disordini, ma anch’essa ha fatto male i suoi conti: la rabbia quest’oggi non ha campioni. Gli scontri iniziano e si allargano all’intero centro cittadino. Senza alcun rischio di esagerare i numeri, possiamo tranquillamente affermare che saranno migliaia i rivoltosi che per quasi tre ore si fronteggeranno con le forze dell’ordine, sparpagliati ovunque, in rivoli più o meno grandi. Ma chi sono questi rivoltosi? Non sbaglia chi afferma che in strada c’era un po’ di tutto, ma quale sia la componente principale è fuor di dubbio: sono giovani e giovanissimi a cui era stato destinato un futuro di miseria e sfruttamento ben prima dell’ultimo DPCM. Lo si capisce dalla gioia con cui lanciano di tutto sui cordoni della celere: per loro i gas lacrimogeni sanno di aria nuova, aria di rivincita, da respirare tutta d’un fiato attraverso bocche sorridenti. Lo si capisce dal coraggio che mettono in campo. Le cariche sono profonde, le fughe precipitose, ma ogni volta qualcuno grida: “sono pochi, avanziamo!” e tutto ricomincia.
Forse in questa loro frase si cela l’indicazione più chiara per chi voglia provare a cambiare questo presente. Perchè politici e padroni son pochi, mentre tanti son coloro che ogni giorno scelgono di abbandonare la rassegnazione. Perchè solo con il coraggio e la fiducia in chi non conosciamo, ma che si trova al nostro fianco, possiamo riuscire ad avanzare.

Alla Giova, alla Checca e ai due ragazzi accusati del lancio di molotov, arrestat* e trascinat* a Sollicciano in attesa della convalida di lunedì mattina, va tutta la nostra solidarietà.

P.S.
I pochi bottegai presenti si sono dileguati in un secondo.
Se anche i fascisti fossero stati in gran numero, questo sarebbe stato per noi un motivo in più per abitare quella piazza, per non lasciargli la narrazione di ciò che poteva accadere e per mostrare quantomeno un’alternativa di contenuti ai tanti accorsi senza sapere chi avrebbero incontrato.
La presenza dei fascisti è stata infine totalmente irrilevante e i partecipanti eran di tutt’altro avviso, come testimoniato dai cori, i discorsi, le facce che si incontravano..

 

FONTE: una testimonianza girata su facebook


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