CARICATI MANIFESTANTI, LAVORATORI E DISOCCUPATI A NAPOLI

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24 ottobre 2020

Centinaia di persone al concentramento della manifestazione contro Confindustria a piazza dei Martiri nella giornata nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici combattivi. Mentre molti manifestanti erano già in movimento, distanziati e in sicurezza, verso la Prefettura e la Regione i cordoni della polizia hanno impedito al resto del corteo di muoversi.

Abbiamo resistito alla carica e ai lacrimogeni e abbiamo proseguito bloccando le strade della città. Dopo le minacce di lockdown, la crisi sociale dovuta all’emergenza, si utilizza l’emergenza per impedire a lavoratori e lavoratrici di manifestare in città. Un grosso pericolo per il corteo che ha tenuto le distanze per tutto il presidio mentre la gestione dell’ordine pubblico della Polizia ha compromesso la sicurezza delle persone in piazza

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Non siamo carne da macello! A casa si, ma a salario pieno e con fondi per il sostegno al reddito, i trasporti, la sanità. Non pagheremo la vostra crisi!

VIDEO: https://www.facebook.com/laboratoriopoliticoiskra/videos/263845975045093/
https://www.facebook.com/laboratoriopoliticoiskra/videos/1735496433274805/

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da Laboratorio Politico Iskra

COMUNICATO STAMPA SULLA GIORNATA DEL 24 OTTOBRE

Siamo i promotori e gli organizzatori di #Napoli della giornata di mobilitazione nazionale indetta sotto le sedi di #Confindustria: lavoratori e lavoratrici, disoccupati, studenti e precari organizzati insieme per il Fronte Unico Anticapitalista.

L’iniziativa di piazza di ieri è stata lanciata settimane fa da un’assemblea di centinaia di delegati di settori del mondo del lavoro in crisi e si inserisce nel processo di costruzione del patto d’azione per il Fronte Unico Anticapitalista. Una esperienza che ha prodotto un manifesto-programma necessario per contrastare l’offensiva padronal e per garantire la ripresa dopo la crisi.

Il fulcro del programma, più volte ripreso dagli interventi in piazza, è un punto chiaro: prelievo forzoso di 400 miliardi di euro ( il 10% dal 10% più ricco) dalle tasche dei più ricchi da utilizzare per lavoro, sanità, trasporti, istruzione e sostegno al reddito delle classi popolari colpite dalle politiche della #Ue e di Confindustria.

In piazza erano presenti i lavoratori dello spettacolo, della manutenzione stradale, i portuali, i cassaintegrati fiat, i disoccupati e i precari di questa città.

Il presidio ha deciso di coprire di rosso la facciata di Confindustria, responsabile dei contagi sui posti di lavoro durante la pandemia e delle 4 morti al giorno sul lavoro sacrificate in nome del profitto.

Mentre molti manifestanti erano già in movimento, distanziati e in sicurezza, verso la Prefettura e la Regione, i cordoni della polizia hanno impedito al resto del corteo di muoversi, aggredendo deliberatamente una manifestante, come si può vedere chiaramente dai video. Una gestione dell’ordine pubblico sempre più vicina a logiche di strada e non di piazza: questa ha causato l’inizio dei disordini e minacciato il distanziamento del presidio. Noi abbiamo resistito per difendere la piazza e il nostro diritto a poter manifestare, come sempre abbiamo fatto.

Dopo le minacce di lockdown, la crisi sociale dovuta alla pandemia, si utilizza l’emergenza per impedire a lavoratori e lavoratrici di manifestare in città.

È evidente che crea dei problemi il tentativo di innescare un processo di unità dei settori in crisi, così come è un problema una manifestazione organizzata e determinata dopo i disordini sotto la Regione di 2 giorni fa. Questi problemi innescano una gestione scellerata dell’ordine pubblico. Questo ovviamente non ci fermerà.

Lunedì saremo al fianco degli Oss e dei disoccupati proprio per ribadire che questo è un percorso di costruzione e di prospettiva che non si esaurisce con una giornata di lotta. Per quella occasione lanciamo una conferenza stampa per chiarire pubblicamente la dinamica degli scontri di Sabato 24 Ottobre a Confindustria, per spiegare i punti per una ripresa che migliaia di proletari necessitano, per rilanciare la mobilitazione che proseguirà nei prossimi giorni.

Non pagheremo la vostra #crisi.

 


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