FUORI FASE (01, 02 e 03) di Off Topic Lab

da www.offtopiclab.org

Fuori Fase – 01 – epidemia e rendita

Fuori Fase – 02 – epidemia e lavoro

Fuori Fase – 03 – epidemia e carcere

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4 giugno 2020

Fuori Fase – 01 – epidemia e rendita

Come è stata gestita l’emergenza, nei suoi diversi aspetti? Quali sono state le conseguenze della pandemia, a livello economico e sociale? Con oggi lanciamo il primo di una serie di contributi audio, frutto degli incontri e degli scambi realizzati lungo la quarantena e i lunghi mesi di lockdown, per riflettere sui cambiamenti che l’epidemia – intesa come fenomeno sociale – ha imposto su una serie di aspetti strutturali del nostro tempo. “Fuori Fase” lo abbiamo chiamato: appunti per riscrivere il crono-programma dell’emergenza e del dopo-Covid da qui ai prossimi mesi.

Prima puntata: epidemia e rendita

Nel corso del del lavoro svolto in questo periodo di emergenza epidemiologica ci siamo accorti che, a fronte dei provvedimenti presi o annunciati dal Governo, con una crisi economica alle porte che si prevede dura, dal dibattito pubblico manchi un aspetto, decisamente ingombrante nella tradizione del nostro paese, ma secondo noi fondamentale perché la crisi Covid non la paghino sempre i lavoratori: le rendite immobiliari e i proventi di tipo finanziario-patrimoniale. In questi due mesi abbiamo visto i redditi da lavoro, dipendente e autonomo, diventare oggetti sacrificabili. Nulla è avvenuto sul lato delle rendite, da cui attingere per un utilizzo sia a favore delle tante famiglie che vivono in affitto, sia, in prospettiva, per recuperare risorse da reinvestire, per esempio, sul potenziamento della sanità pubblica o per politiche pubbliche della casa, che consentano di affrontare meglio anche le emergenze (in queste settimane a Milano le quarantene sono tutte domestiche, spesso in appartamenti sovraffollati, a fronte di migliaia di alloggi sfitti destinati al business degli affitti a breve).

Su questo tema ci siamo confrontati nei giorni scorsi con tre interlocutori, che riteniamo in grado di fornire utili spunti di analisi ed elaborazione. Troverete il contributo suddiviso in due parti per comodità di fruibilità:

Fuori fase 01 – epidemia e rendita – parte 1

Fuori fase 01 – epidemia e rendita – parte 2

*ANDREA FUMAGALLI

Economista, laureato in Bocconi dove ha anche insegnato per molti anni, attualmente docente presso l’Università di Pavia di Storia dell’economia politica e di Teoria dell’impresa.

Ha al suo attivo attivo numerose pubblicazioni, i temi che maggiormente frequenta sono il lavoro, l reddito di base, il biocapitalismo cognitivo. Attivo in ambito sociale nel campo della precarietà, animatore dell’esperienza di Uninomade.

*ALESSANDRO SANTORO

Economista, laureato in giurisprudenza a Milano, docente presso l’università Bicocca di Scienza delle finanze, svolge attività didattica anche presso l’università Bocconi.

Esperto tributario presso il SECIT (Ministero delle Finanze) dal 1999 al 2004.

Consigliere del Vice-Ministro dell’Economia e delle Finanze dal 2006 al 2008 e consigliere economico del Presidente del Consiglio dal 2014 al 2016.

Prorettore al bilancio dell’Università Bicocca.

Membro (a tutto il 2019) del Comitato di Gestione della Agenzia delle Entrate.

Ha al suo attivo numerose pubblicazioni sui temi di cui si è occupato.

*ANDREA DI STEFANO

Giornalista, esperto di economia, curatore del programma radiofonico “Il giorno delle locuste”, già direttore della rivista Valori.

Forse il più serio, e il più famoso, divulgatore di temi economici “radicali” italiano.

Autore di numerose pubblicazioni di tipo divulgativo e scientifico in campo economico.

 

FONTE: https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-01-epidemia-e-rendita-parte-1/

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Fuori Fase – 02 – epidemia e lavoro

12 giungo 2020

Un altro importante capitolo relativo alla drammatica gestione dell’epidemia in Italia e Lombardia riguarda proprio il suo legame con la dimensione del lavoro e della produzione. Il lavoro – genericamente inteso – è stato fin da subito dell’emergenza al centro del dibattito: già nelle due settimane di lockdown regionale, tra il 24 febbraio e il 9 marzo, e poi nei mesi di quarantena, la pressione dei datori di lavoro e relative rappresentanze di categoria è stata molto forte per ridurre il più possibile la chiusura delle attività e limitare al massimo i controlli sulle aziende.

E parlare di lavoratrici e lavoratori ci porta inevitabilmente anche a trattare di due temi connessi: la mobilità territoriale – come è stata organizzata durante la Fase 1 e i bisogni a cui risponde la sua riapertura dal 4 maggio – e la questione sanitaria di prossimità, sui luoghi di lavoro e nei territori. Un’epidemia intesa come fenomeno sociale ha diverse con-cause e veicoli di accelerazione o decrescita: gli assembramenti e la mobilità lavorativa, il riconoscimento del rischio di infezione sul posto di lavoro con conseguente monitoraggio domestico, sono tra questi.

Il secondo contributo per Fuori Fase è realizzato attraverso il dialogo con il Massimo Alberti (giornalista di Radio Popolare), gli attivisti e le attività del comitato ATM Pubblica e Marco Caldiroli (presidente di Medicina Democratica). Trovate il contributo di ciascuno suddiviso per domande.

Buon ascolto – e buona lotta.

MASSIMO ALBERTI – COVID E LAVORO

  • Lungo i due mesi di emergenza sono usciti diversi paper e ricerche scientifiche (Spread and dynamics of the COVID-19 epidemic in Italy: effects of emergency containment measures curato da ricercatori di diverse università italiane; la ricerca l’Observatoire du Covid19 della rivista online Le Grand Continent; il paper dell’INPS Attività essenziali, lockdown e contenimento dell’epidemia da Covid-19; non ultimo il rapporto dell’ATS sulla mappa del contagio in Lombardia) che hanno suggerito una correlazione tra continuità produttiva, mobilità lavorativa e contagio. Ci puoi ricostruire, da #milanononsiferma e #bergamoisrunning, fino a oggi, quali sono state le posizioni delle amministrazioni locali e regionale, riguardo invece interruzione, aperture e riprese del mondo aziendale e industriale?

Sul lato delle aziende invece quanto si è realmente fermato dei settori definiti “non essenziali” e per quanto tempo? Cosa è cambiato dopo l’accordo con i sindacati del 25 marzo? Il sistema dei codici ATECO permetteva davvero di distinguere tra essenziale e non essenziale?

L’INAIL ha aggiornato al 4 maggio il rapporto su contagi e decessi denunciati sui luoghi di lavoro. Che cosa dice e soprattutto che cosa non dice la situazione che fotografa?

Tra il 4 e il 18 maggio chi è tornato al lavoro nella città metropolitana di Milano e nelle zone focolaio di Bergamo, Bresciano e del Lodigiano, che situazione ha trovato a livello di sicurezza – sia sul luogo di lavoro che sull’organizzazione della mobilità? Cosa secondo te è necessario fare per tutelare i lavoratori e con loro il resto della popolazione?

ATM PUBBLICA – IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DURANTE E DOPO IL LOCKDOWN

  • Mobilità e Covid: ci potete riassumere come è stato organizzato il trasporto pubblico locale e per i pendolari dal 24 febbraio fino al 4 maggio? Quanti passeggeri ha ospitato in media e chi erano soprattutto (lavoratori, cittadini..)? Per le persone “costrette” al lavoro sono state garantite le misure di sicurezza?

Secondo un rapporto dell’Imperial College del 4 maggio, intitolato Uso della mobilità per stimare l’intensità di trasmissione del Covid-19 in Italia, ha stimato tre scenari per le prossime 8 settimane, ipotizzando un ritorno al 20% o al 40% dei livelli di mobilità pre-quarantena in assenza di altre misure per il contenimento dei contagi (tracciamento, test e isolamento dei casi confermati). Si tratta di proiezioni dichiaratamente pessimistiche: anche con un ritorno al 20% della mobilità la seconda ondata “potrebbe causare un aumento dei decessi molto maggiore”. La riorganizzazione del TPL per la “fase 2” guarda agli interessi delle aziende (e della politica sponsorizzata da Beppe Sala sul ritorno al lavoro) o risponde alle necessarie misure di profilassi sociale?

Nella Città metropolitana di Milano che modello di mobilità complessiva (tpl, auto, mobilità dolce) si sta affermando dopo l’emergenza Covid-19?

In che modo invece si dovrebbe coniugare il diritto alla mobilità in un possibile contesto di epidemia?

MARCO CALDIROLI – MEDICINA DEL LAVORO E SANITA’ TERRITORIALE IN EPIDEMIA

  • Confindustria ha recentemente polemizzato sul fatto che il contagio sul luogo di lavoro sia considerato un “infortunio”, secondo quanto anche riportato nell’ultimo rapporto INAIL. Secondo la Medicina del lavoro si può invece affermare il contrario?

Il rapporto INAIL dice molto, ma non dice tutto: notiamo infatti che, anche a giudicare dalla fotografia condivisa, sono presenti in larga parte le categorie maggiormente esposte (personale sanitario ad esempio) o le grandi concentrazioni di lavoratori, ma ne mancano molte altre. C’è un tema di “sommerso” anche rispetto al contagio sul luogo di lavoro?

L’emergenza ha dimostrato tutta la fragilità della sanità lombarda: come è stata la situazione a livello di sanità territoriale di prossimità? Cosa dovrebbero fare Regione e Città Metropolitana di Milano per potenziare il supporto domiciliare e l’emersione del sommerso?

I medici dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, nelle settimane della piena emergenza, hanno lanciato l’appello per un cambio di paradigma nella gestione della sanità pubblica: da un approccio patient-centered care (un approccio per cui le decisioni cliniche sono guidate dai bisogni, dalle preferenze e dai valori del paziente, ndt) a un altro community-centered care: condividi questo punto di vista? Cosa può significare a livello di riforma sanitaria?

 

FONTE: https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-02-epidemia-e-lavoro/

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30 giugno 2020

Fuori Fase – 03 – epidemia e carcere

Lo scorso mese di marzo, con il propagarsi dell’epidemia sono scoppiate un po’ ovunque le proteste nelle carceri italiane, compresi quelle di Opera e San Vittore a Milano. L’improvvisa pandemia ha reso ancora più critiche le condizioni di degrado e sovraffollamento in cui sono costretti a vivere i detenuti, ulteriormente aggravate dall’assenza di dispositivi e misure di prevenzione alla diffusione del contagio.

Le proteste hanno ottenuto grande risalto sui principali mezzi di informazione del paese, ma il problema è sparito in fretta dall’agenda mediatica – con ancora da spiegare il conto di 14 morti tra i detenuti su cui nessuno sembra intenzionato a darci delle spiegazioni, a cominciare al Guardasigilli M5S Bonafede. Anche noi ce ne siamo occupati, nel nostro lavoro di controinformazione durante la quarantena, in solidarietà e sostegno alla rivolta carceraria, uno dei gesti umani e politici più significativi di questi mesi di emergenza: anche per questo ora crediamo sia ancora più importante rompere il silenzio e l’amnesia a breve termine di questo nostro paese che sembra ormai proiettato unicamente a godersi la ritrovata normalità post-Covid.

In questa terza puntata di Fuori Fase abbiamo fatto il punto della situazione con un operatore che lavora nelle carceri milanesi e un collaboratore della redazione di Napoli Monitor. A questo link si trovano gli estratti di alcune interviste realizzate a cinque donne, familiari dei detenuti del carcere di Opera. Il numero #4 de Lo stato delle città contiene l’articolo di Riccardo Rosa Due mesi di emergenza nelle prigioni italiane.

Buon ascolto – e buona lotta.

 

FONTE: https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-03-epidemia-e-carcere/


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