Scontri alle manifestazioni contro le restrizioni anti-Covid a Praga e Bratislava.

19 ottobre 2020 – in Repubblica Ceca e in Slovacchia alcune manifestazioni contro le misure di confinamento per il Covid hanno dato vita a scontri con la polizia.

Praga ha dovuto affrontare un’impennata record di infezioni da coronavirus nelle ultime settimane, che la rendono uno dei Paesi più colpiti in Europa. Nonchè manifestazioni particolarmente violente. La polizia ceca ha usato gas lacrimogeni e un cannone ad acqua per disperdere centinaia di manifestanti e la violenza, dopo una manifestazione domenica a Praga contro le restrizioni governative per rallentare la diffusione delle infezioni da coronavirus. In base alle norme sono vietate anche riunioni pubbliche di più di sei persone, ma fino a 500 persone possono manifestare se sono divise in gruppi di 20 e se indossano mascherine. I servizi di soccorso della polizia hanno parlato di almeno 20 feriti negli scontri [e sedici arresti, NDR], scoppiati dopo che un paio di migliaia di persone, tra cui tifosi di calcio e di hockey su ghiaccio, si sono radunati in Piazza della Città Vecchia.

FONTE: https://formiche.net/2020/10/violenza-manifestazioni-restrizioni-praga/

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Bratislava: scene da guerriglia urbana, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

Sabato 17 ottobre una manifestazione di protesta non autorizzata si è trasformata in un violento scontro con la polizia.
Una folla di circa 500 persone, per lo più sostenitori del Partito Popolare Slovacchia Nostra (ĽSNS) di estrema destra guidato da Marian Kotleba, si è presentata davanti alla sede del governo per protestare contro le ulteriori restrizioni imposte per contenere i contagi. Tra esse, il divieto di organizzare manifestazioni con la partecipazione di più di sei persone.

Alcuni dei manifestanti hanno lanciato bottiglie, pietre e petardi incendiari oltre la recinzione e contro gli agenti di polizia, che dopo ripetuti inviti alla calma hanno dovuto formare un cordone di protezione e successivamente fare ricorso a gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Diverse persone sono rimaste ferite, compresi quattro poliziotti e alcuni manifestanti che si sono addirittura colpiti a vicenda.

La polizia di Bratislava ha comunicato che molti dei partecipanti non indossavano le mascherine, il cui uso obbligatorio negli spazi aperti è entrato in vigore il 15 ottobre, e mostravano di essere sotto l’effetto di alcool. Gli agenti hanno effettuato i primi quattro arresti durante la manifestazione. Tra essi, due trentunenni – Martin J. del distretto di Poprad e il cittadino ceco Pavel R., accusati di lancio di oggetti contundenti contro la polizia e del ferimento di alcuni agenti – e una ragazza di 22 anni, accusata di danni alla proprietà.
Nella giornata di domenica, migliaia di cittadini hanno risposto all’appello lanciato dalla polizia sulla propria pagina Facebook, fornendo informazioni utili all’individuazione dei partecipanti.
Nei confronti dei manifestanti più aggressivi sono stati avviati procedimenti penali per un reato particolarmente grave, l’attacco ad un pubblico ufficiale effettuato in una situazione di crisi, ovvero lo stato di emergenza dichiarato dal governo. In questo caso, rischiano una condanna da 12 a 25 anni di carcere.

La manifestazione è stata duramente condannata dal sindaco della capitale, Matúš Vallo e dal premier Igor Matovič. Il ministro dell’Interno Roman Mikulec (OĽaNO) assicura che i protagonisti dell’episodio di violenza non sfuggiranno alla giustizia.

Violenti scontri anche a Praga

È stato un fine settimana turbolento quello vissuto dalle due capitali. Violenti scontri di piazza, i primi dalla “rivoluzione di velluto” del 1989, hanno trasformato la Piazza della città vecchia di Praga in un campo di battaglia. Migliaia di agenti in assetto antisommossa e dei reparti speciali sono dovuti intervenire per sciogliere una manifestazione organizzata dai negazionisti e da quanti rifiutano le misure d’emergenza anti-Covid 19.

Una folla composta da circa 2.000 persone, in buona parte giovani ultrà membri di tifoserie dell’hockey e del calcio vicini a gruppi di estrema destra – tutti senza mascherine – ha lanciato sassi e petardi contro gli agenti di polizia, che hanno risposto impiegando lacrimogeni e idranti. Decine le persone ferite, numerosi gli arresti. La manifestazione violava il limite di 50 persone per ogni raduno fissato dalle recenti disposizioni anticovid.
Dura la reazione del ministro dell’Interno, Jan Hamacék, che in un appello al Paese trasmesso da Radio Praga ha assicurato che “nessuna violazione della legge e delle norme eccezionali anti-Covid verrà tollerata, tutti i responsabili di violenze e ogni atto illegale affronteranno la giustizia”.

Nella Repubblica Ceca la situazione epidemiologica ormai desta forte preoccupazione da alcune settimane, dato il rapido aumento dei contagi: oltre 10.000 al giorno. Secondo i dimostranti, il governo ceco è responsabile della pandemia, avendo abolito troppo presto le misure di contenimento e non avendo adottato misure efficaci per frenare la diffusione del covid.

FONTE: https://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/108107


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