Mense di Roma Capitale: La Pedevilla S.p.a licenzia lavoratrice che denuncia e chiede i dispositivi anti covid-19.

14 settembre 2020

ALTRO CHE GRANDE FAMIGLIA!
In occasione della chiusura delle scuole, a causa dell’emergenza Covid 19, la società Pedevilla S.p.a. ha scritto una lettera ai dipendenti, nella quale esprime un “profondo senso di riconoscenza e vicinanza”. Belle dichiarazioni, che, tuttavia, sono contraddette dai fatti, verificatisi fin dall’inizio dell’appalto delle Mense scolastiche di Roma Capitale.

È stato subito chiaro che sarebbe stata una dura lotta per le lavoratrici delle mense Municipio, aggiudicate alla società Pedevilla S.p.a..
Avevamo già segnalato i problemi insiti all’appalto. Il valore di 4 euro a pasto era troppo basso, perché si potesse garantire la dignità del lavoro e la qualità del servizio.
Ma la Pedevilla S.p.a. si è superata!
La CUB, tramite la sua RSA, è intervenuta più volte facendo presenti le difficoltà nella gestione del servizio a causa del numero esiguo di addetti, chiedendo che venissero forniti idonei dispositivi di protezione e strumenti di lavoro adeguati, per tutelare i lavoratori e garantire il servizio ai piccoli utenti e alle loro famiglie.
La risposta di Pedevilla è stata il LICENZIAMENTO della lavoratrice!
COLPIRNE UNA PER EDUCARNE CENTO
È evidente che l’unico intento dell’azienda era quello di intimidire le lavoratrici e i lavoratori e scaricare su di loro i problemi derivanti dagli appalti al ribasso.
La CUB di Roma sarà al fianco della lavoratrice licenziata, perché venga riconosciuta l’illegittimità del provvedimento, e, contemporaneamente, continuerà la lotta perché vengano garantite condizioni di lavoro dignitose
E’ ora di dire basta agli appalti economicamicamente vantaggiosi
Internalizzione del servizio

Passa dalla tua parte, passa alla CUB

Roma 14 settembre 2020

CUB Confederazione Unitaria di Base

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FONTE: https://www.cub.it/index.php/176-organizzazioni-cub/flaicauniti-cub-commercio-e-servizi/14054-mense-di-roma-capitale-la-pedevilla-s-p-a-licenzia-chi-denuncia-e-chiede-i-dispositivi-anti-covid-19


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